Quali elementi rendono una psicoterapia realmente buona?

Quali elementi rendono una psicoterapia realmente buona?

Quali elementi rendono una psicoterapia realmente buona?

 

Buongiorno a tutti sono il dottor Francesco Minelli, Psicologo Psicoterapeuta a Roma

 

Vorrei innanzitutto ringraziare Alice Giaquinta per avermi dato la possibilità di scrivere nel suo interessantissimo blog.

 

Oggi vorrei parlarvi brevemente di tutti quelli che ritengo siano gli elementi da considerare quando si vuole valutare una psicoterapia (o uno psicoterapeuta) e comprenderne la reale validità.

C’è da dire che, nel mondo della psicoterapia, esistono diversi tipi di approcci e all’interno di essi cambiano anche le modalità (individuale, di coppia, di gruppo, familiare ecc.).

Ecco perchè oggi sottolineerò quelle che sono le caratteristiche comuni ai vari approcci e quelli che sono gli elementi essenziali affinchè un terapeuta possa essere considerato valido.

 

Ovviamente cercherò di essere il più esaustivo possibile, ma andrà sempre tenuto in considerazione il ruolo delle differenze individuali: così come alcune persone non riescono ad entrare facilmente in relazione, allo stesso modo non tutti i terapeuti riescono a creare una buona relazione terapeutica con tutti i pazienti  al di là della loro competenza o meno.

 

Infatti esistono tutta una serie di fattori che riguardano il paziente (es. gravità, grado di motivazione, tipo di problematica) o il terapeuta (mancanza di conoscenze ed esperienza con determinati disturbi) che possono impedire anche ad un ottimo terapeuta di essere d’aiuto.

 

Tutto ciò va sempre preso in considerazione.

 

Quali sono le caratteristiche di un buon terapeuta?

 

Affinché un terapeuta possa essere considerato un “buon terapeuta” deve possedere alcune caratteristiche fondamentali:

  • conoscenze teoriche
  • conoscenze pratiche
  • caratteristiche personali

 

Le conoscenze teoriche fanno riferimento alla sua formazione. Dopo la laurea e un periodo di almeno un anno di tirocinio, è necessario un periodo di formazione presso una scuola di specializzazione di almeno 4 anni (con la laurea si diventa Psicologi, con la specializzazione si diventa Psicoterapeuti). Durante questo periodo l’allievo dovrà acquisire una grande mole di conoscenze teoriche e pratiche sul funzionamento della mente umana.

Le conoscenze pratiche si riferiscono anch’esse al periodo di formazione e riguardano la pratica clinica con i pazienti e la supervisione con un collega più esperto (che ritengo fondamentale anche successivamente). Attraverso le prime esperienze con i pazienti si impara a sviluppare tutte le caratteristiche che servono a diventare buoni terapeuti.

 

È sempre la teoria che va adattata al paziente e non viceversa.

 

Le caratteristiche personali fanno riferimento agli aspetti personali del futuro terapeuta e alla terapia personale: questa, così come le esperienze di vita, prepara l’allievo a livello emotivo e a livello interiore.

Solo dopo un profondo lavoro su se stessi è possibile vedere l’altro per ciò che è in maniera il più possibile obiettiva.

 

Non tutte le scuole ritengono fondamentale la terapia personale per formare il futuro terapeuta, ma io non mi trovo d’accordo. Senza aver affrontato i propri problemi personali, conflitti e difficoltà non vedo come sia possibile ascoltare il paziente nella sua totalità ed essere realmente presenti, empatici e non giudicanti.

 

Un buon terapeuta riesce anche a distinguere, grazie alle sue capacità personali, tra la persona per ciò che è e le sue modalità relazionali, di pensiero, di espressione emotiva e di comportamento. Non giudica l’individuo come “sbagliato” in maniera rigida, ma cerca di osservarlo e trovare insieme a lui gli elementi che gli impediscono di modificarsi in direzione della sua stessa serenità.

 

Con il tempo ho individuato quelle che sono le caratteristiche fondamentali che un buon terapeuta deve assolutamente possedere. Vediamole:

  • ha adeguate conoscenze teoriche, pratiche e personali
  • ha affrontato di conseguenza un percorso formativo e di terapia personale
  • sottolinea il ruolo attivo del paziente nel processo di cambiamento
  • accetta ogni forma di comunicazione del paziente, anche se contraria ai suoi principi morali o religiosi. Chiaramente vi sono dei limiti, soprattutto in caso di violenza.
  • informa adeguatamente il paziente riguardo il funzionamento della terapia e le sue regole
  • si accorge dei miglioramenti del paziente e discute con lui la possibile conclusione del percorso. Lavora affinchè il paziente possa sentirsi indipendente.
  • si mantiene sempre aggiornato sia in campo teorico sia attraverso la supervisione
  • adatta il trattamento alle caratteristiche di quel paziente specifico
  • segue le norme del Codice Deontologico degli Psicologi e rispetta la privacy
  • dispone un setting (ambiente) adeguato al lavoro terapeutico e cerca di costruire con il paziente una buona relazione terapeutica (contratto terapeutico e alleanza).
  • accetta i suoi limiti ed invia ad un altro collega se si rende conto di non saper trattare un determinato caso
  • mantiene sempre la relazione ad un livello professionale (anche per le comunicazioni a distanza) e non comunica aspetti personali della sua vita se non strettamente necessario.

Queste caratteristiche chiaramente non trattano tutti i casi particolari, per i quali ci sarebbe bisogno di una trattazione più lunga e complessa, ma possono permettervi di valutare con attenzione il vostro (eventuale) terapeuta.

 

Spero possano esservi d’aiuto!

Un Saluto

 

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Quali elementi rendono una psicoterapia realmente buona?
Ben White

 

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