Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo.

Le due lettere sono arrivate insieme; a Mezzogiorno, non sono da leggere ma da essere stese, posarci il viso e perdere la testa.
Ed è ancora Sabato.
Questo incrociarsi di lettere deve cessare, Milena, ci fanno impazzire, non si ricorda che cosa si è scritto, a che cosa si riceve risposta e, comunque sia, si trema sempre.
Capisco benissimo te, odo anche la tua risata, ma m’ingolfo nelle tue lettere tra la parola e il riso, poi odo soltanto la parola, poiché oltre a tutto la mia natura è angoscia. Non so rendermi conto se dopo le mie lettere di Mercoledì-Giovedì tu voglia ancora vedermi. So il rapporto fra te e me, (tu appartieni a me, anche se non dovessi vederti mai più), lo conosco in quanto non sta nel territorio confuso dell’angoscia, ma non conosco affatto il rapporto tuo verso di me, questo appartiene tutto all’angoscia. E neanche tu mi conosci Milena (lo ripeto). Ciò che accade è per me qualcosa di mostruoso, il mio mondo crolla, il mio mondo risorge, vedi come tu (questo tu sono io) ne possa dare buona prova. Non mi lagno del crollo, il mondo stava crollando, mi lagno del suo ricostruirsi mi lagno delle mie deboli forze, mi lagno del venire al mondo mi lagno della luce del sole. Come continueremo a vivere? Se dici di sì alle mie lettere di risposta, non devi più vivere a Vienna, è impossibile. Milena, non si tratta di questo, tu non sei per me una signora, sei una fanciulla, non ho mai visto nessuna che fosse tanto fanciulla, non oserò porgerti la mano, fanciulla, la mano sudicia, convulsa,unghiuta, incerta e tremula, cocente e fredda. Per qualche motivo che ignoro, mi piaci moltissimo. Molto, niente di irragionevole, direi quel poco che basta a far si che di notte, da solo, mi svegli e, non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognarti. O tu sei mia e tutto va bene o invece ti perdo e allora non c’è niente, niente di niente. E forse amore non è vero se dico che tu mi sei la cosa più cara. Amore è il fatto che tu sia per me il coltello col quale frugo dentro me stesso. Ora penso solo alla mia malattia e alla mia salute, e l’una e l’altra, la prima come la seconda, sei tu.

Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo, Franz Kafka, Lettere a Milena.

Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo