Paura del domani e paura di non essere pronto.

Dopo un po’ che stavo lì in silenzio a esaminare i miei comportamenti, ho pensato che era vero. Vivevo nella paura. E vivere nella paura è sempre stata la condizione di chi è sottomesso. Paura del domani. Paura di non essere pronto. Di non essere all’altezza. Forse uno degli errori più grandi che facevo era quello di prepararmi al peggio. Era la paura di non essere in grado di reggere una situazione brutta, la paura di perdere il controllo, o di trovarmi spiazzato e soffrire troppo, che mi portava ad allenarmi costantemente al pensiero di una catastrofe in arrivo. Per quello mi concentravo su cose brutte che potevano succedere. Qualche disgrazia, qualche tragedia. Io alla fine non dovevo trovarmi impreparato. Costruivo delle barriere, delle difese, dei cuscinetti per attutire l’eventuale botta, l’eventuale scontro con la realtà. Ecco perché alla domanda: «Sei felice?» rispondevo: «Non lo so, ma non mi lamento». Perché, visto che mi aspettavo sempre la catastrofe, il fatto che non fosse ancora successa doveva rendermi felice. Quindi per me il significato della parola felicità era: mancanza di dolore.


Paura del domani e paura di non essere pronto, citazione di Fabio Volo, estratta dal libro È una vita che ti aspetto.Paura del domani e paura di non essere pronto