Le vie Cave di Sovana: come ne “Il racconto dei racconti”

20150621_163212Per me che sono nata a pochi km da dove queste meravigliose Vie Cave sorgono, non è certo una novità sentirne lodare la bellezza, io ho foto in varie età, da quando sono molto piccola, fino ad oggi che testimoniano le mie tante visite alle vie Cave di Sorano, Sovana e Pitigliano (Città del tufo), ma certo, mi ha fatto immenso piacere sentirne parlare così diffusamente negli ultimi tempi, per merito di Matteo Garrone e del suo “Il Racconto dei Racconti” (Tale of Tales) liberamente tratto da “Il racconto dei racconti (Lo cunto de li cunti)” di Giambattista Basile.

Tra i tanti meravigliosi luoghi che fanno da sfondo alle vicende narrate, sicuramente uno dei fiori all’occhiello della pellicola, ci sono proprio le vie Cave. A fare infatti da “claustrofobica e scenografica” cornice alla rocambolesca fuga della principessa Viola dall’orco a cui il padre l’ha data in sposa sono invece le Vie Cave di Sorano.

Scavate nel tufo dagli Etruschi nelle profondità dei boschi dell’alta Maremma, questi sentieri di pietra restano un mistero, a metà tra vie di comunicazione e necropoli per i morti, nessuno ha mai davvero spiegato per certo la loro origine, certo è che sono splendide per una passeggiata incontaminata nel verde della bassa Maremma, da abbinare alla visita all’attigua necropoli etrusca di Sovana, un vero Paradiso per gli amanti del trekking “archeologico”.

Via Cava di san Sebastiano

Via Cava di san Sebastiano

In questo post vorrei soffermarmi specificatamente nella visita alla via Cava di San Sebastiano, che recentemente sono tornata a percorrere con la mia famiglia dopo che tutti insieme avevamo visto il film.

La via cava di San Sebastiano prende il nome dall’omonima chiesa ormai sconsacrata dalla quale inizia il percorso dopo aver parcheggiato la macchina o altro mezzo di trasporto (area attrezzata anche per i camper) presso la strada provincia che da Sovana porta verso San Martino sul Fiora e Saturnia. Da lì iniziano anche le visite per le tombe etrusche (la più famosa e spettacolare è la tomba Ildebranda)

Avere chiese (o quel che ne resta) all’inizio di una via cava non è un fatto raro, anzi è la normalità La (nuova) religione Cristiana doveva cancellare tutti i simboli e/o i riferimenti della religione precedente.

 

Insieme alla via cava il Cavone ed alla via cava dei Fretenuti a Pitigliano questa è una delle più affascinanti. Si snoda per qualche centinaio di metri lungo un sentiero tortuoso e molto stretto incassato tra pareti alte fino a 25 mt, sono ancora molto visibili i segni di scavo.

Ad un certo punto troverete un cartello per l’oratorio rupestre che vi porterà verso una serie di ex tombe Etrusche poste al livello superiore della via cava di san Sebastiano poi riadattate ad Oratorio rupestre. Affacciandosi da una sorta di terrazza protetta da un cancello di legno (removibile, quindi molta molta attenzione, perchè non ci sono parapetti e la terrazza dà su un vero burrone direttamente sulla via Cava (massima attenzione con i bambini) si vede sotto la via cava dall’alto. Lungo le pareti di questo oratorio  si possono vedere (dice il cartello) un lungo fallo, un paio di simboli che ricordano la vagina femminile e varie croci. Le croci si vedono bene, se poi voi troverete il resto, fatemelo sapere :)

INFORMAZIONI PRATICHE PER VISITARE LE VIE CAVE

– Sono gratis, non c’è un biglietto da pagare.
– Non sono tutte vicine tra loro
– Non c’è mai ressa, anche nel weekend o in piena estate, a meno che non incrociate una visita guidata, sarà difficile trovare molte persone sul vostro percorso
– Animali benvenuti ovviamente, ma come in tutti i posti valgono le regole di civiltà: se avete un cane molto grande o vivace, un guinzaglio è consigliato
– Purtroppo i disabili, ma anche le persone con difficoltà motorie non gravi, potrebbero trovare il percorso molto faticoso, sia per raggiungere le Vie Cave, sia per percorrerle (soprattutto quella descritta specificatamente in questo post)
– Le vie Cave, e questa di san Sebastiano in particolar modo sono famose per essere delle gole scavate nel tufo, molto profonde e molto strette, in alcuni punto l’ampiezza del passaggio non arriva a due metri, per 20-25 metri di altezza. Se si soffre di claustrofobia, un posto così potrebbe trasmettere un senso di oppressione
– Niente carrozzine o passeggini, sareste davvero troppo limitati nei movimenti, se avete con voi bambini molto piccoli che ancora non camminano o lo fanno da poco, meglio optare per un marsupio o per gli zaini – portabambino

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