Un libro per non arrabbiarsi più

Ha una crestina di capelli neri al centro della testa pelata, sandali di cuoio, un lenzuolo bianco ripiegato tra le gambe a mò di pareo, un mantello color bronzo, due occhialetti alla Lennon e una pila di libri tra le braccia. Aspetta compostamente in piedi sul pianerottolo davanti alla porta di casa mia alle 16.30 del pomeriggio.
Sul mio pianerottol ci sono 4 porte, ma lui ha scelto me, la mia porta alla quale non so da quanto tempo starà bussando.

Io sono reduce da un Nictopino di 9,4 kg portato in braccio dal parcheggio a casa, ho le scarpe alte, infausta scelta chi me lo ha fatto fare, in macchina il crudele termometro segnava 37 gradi e Nictopino sopra citato aveva deciso che, arrivati sulla sommità delle scale, sarebbe stato bello iniziare a dondoarsi su e giù come quando si va a cavallo, solo che il cavallo era il mio braccio.

Insomma, davanti alla porta troviamo questa figura ancestrale che mi accoglie con un sorriso bonario.

– Io sono un monaco
– Bello
– rispondo io
Avrei questi libri da donare. Guardi questo è un libro per non arrabbiarsi più.- E me lo dà in mano. Così adesso ho un figlio, una borsa e un mazzo di chiavi, più un libro contro le incazzature. Mi prenderanno al circo?

– Lui come si chiama?
– Niccolò
-Are krishna Niccolò

Nictopino mi guarda poi si gira verso la parete facendo finta di non vederlo. Io lo comprendo e faccio per entrare in casa.
Il monaco vorrebbe entrare per illustrarmi le altre meraviglie editoriali che porta con sè, ma lo fermo. Gli dò cinque euro, capito cinque euro?, io sono la regina delle donazioni e non lo sapevo, e lui allora, forse giudicando il libro contro le arrabbiature di più alto valore, me ne dà un altro. “Una seconda opportunità” il titolo.

Dopo altri quindici Are khrisna e io che rispondo ciao perchè non so come si risponde, se ne va lasciando me e Nictopino perplessi.

Aprendo il libro già presagisco, ma solo quando leggo titoli di capitoli come “L‘ora finale”, “Ajamila inizia la sua vita degradata” o “La punizione” capisco.
Capisco che sono una deficiente. E quando avrò la ‘seconda opportunità’ di mandarlo a cagare o, a scelta, di avvolgerlo completamente nel lenzuolo che gli nascondeva le vergogne e buttarlo giù dalle scale, non me la farò scappare

Ah dimenticavo, io sono l’opposto dello zen, dell’amore verso le discipline orientali, degli incensi per ogni occasione

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