Sei una creativa? Ecco come vendere le tue idee

Un po’ di tempo fa, su uno dei portali che gestisco ho proposto questa guida per le tante creative (e sempre di più) che, piene di idee non sanno però come fare a venderle materialmente al pubblico se non attraverso il passaparola.
La creatività, il crafting è una via di mezzo tra arte e precarietà che trova sul web una valvola di sfogo con un’enorme cassa di risonanza.
Se ne parla anche in questo altro nostro articolo che raccogle tanti interessanti siti di ragazze super creative specializzate soprattutto nella realizzazione di bijoux. Dateci un’occhiata perchè è da perderci la testa.

Ma ndiamo con ordine.
Sei creativa e vuoi vivere di ciò che realizzi con le tue mani? Bijoux, sciarpe, borse… Dietro questo tipo di attività c’è di solito una grande passione che bisogna cercare in tutti i modi di trasmettere al cliente. L’amore per le proprie creazione deve trasparire dai gesti, da come si maneggiano gli articoli, dalle parole che si usano per descriverli. Insomma, stiamo parlando di un lavoro artistico, e un pò artisti bisogna sentirsi

Come iniziare? Donna Moderna, in un vecchio numero che ho conservato, dava dei consigli dal punto di vista burocratico che qui vi riporto:
– Devi iscriverti all’albo degli artigiani, e non a quello dei commercianti. I costi sono minimi soprattutto se non ci sono macchinari: dipendono esclusivamente dai materiali e dal locale che può essere anche molto piccolo, es. 10 mq. Non serve il retrobottega perchè è bello che la gente quando entra veda l’artigiana/o sul banco di lavoro che crea.

– Aprire un negozio non è difficile soprattutto se si rientra nella categoria degli esercizi di vicinato, ovvero se il locale non supera i 150 mq nei comuni con più di 10mila abitanti e i 50 nei comuni più piccoli. Ecco cosa occorre nel dettaglio:
1. una comunicazione da presentare al Municipio compilando il modello COM1 (si ritira in Comune o alla Confesercenti); vi si scrivono i dati dell’esercizio (grandezza del locale e tipo di commercio), l’autocertificazione dei requisiti morali (antimafia e assenza di procedimenti penali) e quelli sanitari e urbanistici del locale (deve avere la destinazione d’uso commerciale). Dopo 30 giorni, senza bisogno di ricevere una risposta, si può aprire la nuova attività
2. l’attivazione della partita IVA (è gratuita) e la comunicazione alla Camera di Commercio che assegna il numero da utilizzare per il registratore di cassa
3. L’iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, da fare entro 30 giorni dall’apertura del negozio. Occorrono 14,62 euro più 21 euro per la segreteria e un diritto annuale che varia di città in città (a Roma sono 80 euro ad esempio)
4. L’autorizzazione per l’insegna da chiedere al Comune (si paga una tassa che varia da zona a zona)
5. L’iscrizione all’Inps: si versa un contributo fisso di 900 euro a trimestre e altri due versamenti annuali in percentuale sul reddito (circa il 14-16 per cento)

Se sei donna e, più che un negozio, hai in mente di metter su una piccola impresa puoi beneficiare dei vantaggi offerti a sostegno dell’imprenditoria femminile. Le donne sono tutelate dalla legge per l’imprenditoria femminile. Per accedervi bisogna aspettare la pubblicazione del bando per l’assegnazione dei fondi sulla Gazzetta ufficiale, quindi si presenta alla regione un business plan dove si spiega il tipo di attività che si intende avviare, quante persone avrai alle tue dipendenze ecc.
Chi rientra in graduatoria ottiene il 50 per cento dell’investimento a fondo perduto e il resto a tasso agevolato. Per presentare un progetto convincente e completo puoi rivolgerti:

CONFESERCENTI http://www.confesercenti.it/ tel. 0647251
CONFCOMMERCIO www.confcommercio.it
TERZIARIO DONNA http://www.confcommercio.it/home/SITO-ISTIT/Il-sistema/terziario-donna.doc_cvt.htm tel. 06 5866344 – fax 06 5812750
SPORTELLO DONNA www.camcom.it

A cosa fare attenzione
L’ostacolo più grande in questo tipo di attività è farsi conoscere. L’ideale all’inizio è partecipare a mercatini e fiere locali e mettere in conto almeno due anni per farsi una clientela (anche il passaparola in questi casi è fondamentale). Trovi il calendario dei mercati, regione per regione sul sito www.hobbydonna.it . Per farti un’idea puoi andare a fare una visita ai negozi del “Commercio equo e solidale” su www.assobdm.it e www.altromercato.it

Le regole che fanno di un venditore, un venditore doc

1. Sorridete, siate sempre di buon umore e pazienti. Non è importante solo la merce che si propone, ma anche e soprattutto a volte, il modo come lo si fa
2. Salutate sempre chi entra in negozio o si avvicina al vostro banco al mercato, anche se siete impegnati con altri clienti
3. Il bancone è una barriera alla comunicazione. Se potete inseritelo nell’arredamento come piano di lavoto o appoggio
4. Nessun cliente è mai una perdita di tempo. Chi non compra oggi potrà comprare domani o comunque consigliare il vostro lavoro ad altre persone
6. Siate preparatissimi su tutti i prodotti che vendete. La più grande differenza questo tipo di shopping e quello ad esempio in un centro commerciale, è che l’acquirente può vedere in faccia chi produce la merce o perlomeno avere dal venditore delle informazioni abbastanza certe sulle origini del prodotto, su chi e come l’ha creato
7. Cercate di dare buoni (e obbiettivi) consigli a chi vi chiederà una opinione sull’acquistare un oggettopiuttosto che un altro
8. Ai clienti più interessati potete chiedere i dati, magari la mail, così da informarli su promozioni, novità e quant’altro legate alla vostra attività
9. Salutate sempre con cortesia: il saluto finale influenza la propensione del cliente a prendervi in considerazione per acquisti futuri. Lo stesso dicasi anche per chi non ha comprato nulla: ditegli che vi dispiace di non averlo potuto accontentare
10. Almeno all’inizio non alzate eccessivamente i prezzi! D’accordo far entrare nella cifra la manodopera, il costo dei materiali e di eventuali macchinari e il valore aggiunto del “pezzo unico” ma se i costi sono troppo alti riceverete sì tanti complimenti, ma ben poche entrate!

Potete leggere qui tutto l’articolo con le esperienze di cinque giovani creative che ce l’hanno fatta da sole o con le amiche

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