Quando non t’importa se piove

Oggi compio 27 anni. In una fredda e piovosissima giornata di novembre… il mese dei morti, della nebbia delle giornate corte e del freddo. Anche il mese dello Scorpione, del vino novello, delle castagne, dei primi fuochi nel camino, dei plaid, delle sciarpone di lana, delle guance rosse.
Io mi ci sono affezionata da piccina a questo mese. Perchè è un mese per raggomitolarsi e io adoro raggomitolarmi.
E’ un mese freddo. Stanotte ha piovuto così tanto che pensavo si allagasse tutto, ma adesso, in questa Roma delle meraviglie, splende un bel sole. Un pò anche per me. E se il seguito è questo, allora che t’importa se piove.
Se mentre diluvia tu sei nella tua casetta ad affannarti a risolvere gli enigmi di una ganzissima caccia al tesoro, che t’importa se piove. Se il tuo piumone che non avvolge solo te è caldo, che t’importa se piove.

Canzone che mi dedico. Dal passato, calda pure questa.
Paura di incontrarti Di ascoltarti Di capirti Di somigliarti
E d’istinto poi seguirti
Nel più profondo dei perché Nel gran deserto che ora c’è
Nel dubbio che si ritorni alla finzione
Sincero fino in fondo Di non essere creduto Così vero da non essere piaciuto
Quando il disordine è una compagnia La solitudine è una malattia
Quando vivere è tutta una canzone
Paura che hai ragione ancora tu Ciò che è grigio non sarà mai blu
Che una carezza a volte fa tremare
L’aquilone va
L’aquilone già
L’aquilone c’è
L’aquilone e te
Così in alto su contro il cielo
E giù la mediocrità non ti arriverà
Che invenzione l’aquilone.
Più rabbia che rimpianto Si può amare più di tanto L’assenza non giustifica l’assedio
E poi di tutta quella libertà Un aquilone cosa se ne fa Se l’impazienza spezzerà quel filo…
Paura che non torni la poesia Tutto il coraggio tutta l’ironia Chi tenterà di bere al tuo bicchiere L’aquilone così in alto Su contro il cielo tu
La mediocrità guardala come resta la
L’aquilone…

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