Punti, sporchi e contenti

A Roma non ci facciamo mancare niente. In questo maggio con la canicola di agosto siamo tra le città più a rischio afa ovviamente.
Nictopino va all’asilo in tenuta da bagnino, col sandaletto che tiene a bada a fatica la cicciosità dei piedini, i polpacci scoperti e le maniche corte d’ordinanza. Il suo abbigliamento intimo è fatto di body a canottiera che enfatizzano il fisichino scultoreo e la panzetta.
Lui vaga molto compito nel suo nuovo look estivo mostrado orgoglioso a tutti le sue estremità e contandosi le dita dei piedi ripetendo ossessivamente solo DUUUEEE TATTROOOO
Stasera la chioma castano miele verrà decimata dalle forbici del parrucchiere e io probabilmente ne piangerò, ma contro i 31 gradi che fanno appiccicare i capelli nulla può.
Nel frattempo anche le zanzare, come la sua fidanzata Susanna, la mamma e le signore del pianerottolo, pare lo trovino irresistibile e ora Nictopino si ritrova tatuato di tre belle punture sul viso che gli danno un aria un po’ sofferta. Lui le tocca e dice BUA cercando ovunque compassione per le sue disgrazie sottoforma di pizza, biscotti o gelati.

Dopo otto ore al nido, delle quali probabilmente almeno cinque passate a rotolarsi in giardino o a disegnare, la sera lo ritrovo pulito come un carbonaio incrociato con un minatore. L’acqua con la quale si lava le mani una volta a casa, potrebbe essere benissimo scambiata per petrolio.

Ma nonostante la polvere, le zanzare, la canicola, Nictopino è abbronzato, rotondo e con le guance rosse, balla e beve il succo d’ananas con la cannuccia, e quando mi abbraccia è come se mi abbracciasse la primavera

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