Prima, dopo

SAM_1062Prima di un bambino tu ti alzi dal letto perchè suona la sveglia
Dopo ti alzi dal letto perchè suona la sveglia quando va bene. Altrimenti ti alzi perchè ti pare di sentire un flebile pianto nel sogno che stavi facendo. Non era flebile e non era un sogno.

Prima di un bambino tu fai colazione col giornale o col tg o con la radio.
Dopo fai colazione in silenzio, pregustando l’assenza di rumori e il rumore del biscotto tra i denti, e mentalmente ripassi la scaletta delirante della giornata che ti aspetta. e spesso ti domandi se non abbiano inventato le giornate a 40 ore perchè tutte quelle cose lì mica ti entrano in un giorno normale, se vuoi anche dormire un po’.

Prima di un bambino, dopo colazione, apri le ante dell’armadio e i cassetti e vedi cosa metterti a seconda del tempo che fa, dell’umore o dell’ispirazione del momento. Ti prendi anche un pò di spazio mentale per abbinare gli orecchini o il cerchietto del colore giusto.
Dopo prepari su una sedia i vestiti la sera prima, tutti carini, abbinati, con lo slip giusto e il reggiseno pendant. e quando ti ricordi ci metti sopra pure i famosi orecchini in tinta. Poi non importa se nel lasso di tempo tra quando li hai preparati a quando li vai ad indossare è sopraggiunta la glaciazione, ti è scoppiata la depressione da sindrome premestruale o ti sei ricordata che la maglietta verde ci stava meglio. Quello hai preparato e quello hai tempo di mettere.

Prima di un bambino potevi preoccuparti di non entrare in ufficio bagnata di pioggia, con una cacca di piccione in testa o una macchia del grasso del motorino sui pantaloni.
Dopo devi tutelarti dal rigurgito di latte, dalla saliva strabordante, dalle briciole di biscottoplasmon, dal moccio del nasino santo, e se proprio sei in una cattiva giornata, dal prodotto che rende il tuo bambino simile al piccione di cui sopra.

Prima di un bambino ascoltavi RadioRock a volume imbarazzante nel tragitto casa-lavoro.
Dopo ascolti RadioRock a volume imbarazzante nel tragitto casa-lavoro e se ai semafori guardi nello specchietto retrovisore, scopri che un musino sta muovendo su e giù la gambotta a ritmo e appena incrocia il tuo sguardo ride compiaciuto con smorfiette di eccitazione.

Prima di un bambino leggevi un libro anche in una giornata.
Dopo continui a leggere assiduamente perchè te lo imponi e perchè per te è troppo importante, ma ti ritagli tempo per qualche pagina agli orari più impensati.

Prima di un bambino ti capitava di trovare noiosa una domenica passata a casa perchè è brutto tempo e siamo a giugno e vorresti uscire a fare cose, vedere gente, andare al mare.
Dopo sei grata per una volta – ma che non diventi un’abitudine- alle condizione avverse che vi fanno stare tutti e tre rintanati tra coccole, pisolini e pappe.

Prima di un bambino ti senti libera di poter fare quello che vuoi, e pensi che puoi fare tutto.
Dopo vedi ogni giorno che davvero potevi fare tutto, anzi, più di quello che ti saresti immaginata.

Prima di un bambino tornavi a casa stanca dal lavoro e pensavi che pure a casa ci sarebbero state da fare un bel po’ di cose.
Dopo torni a casa stanca dal lavoro con un nano di 9 chili che sta appollaiato come il pappagallo dei pirati sul tuo braccio. E lungo la strada lo sbaciucchi, lui si gira a guardare i motorini passare, poi si volta verso di te, realizza chi sei, ti fa un gran sorrisone, ti prende la faccia tra le mani e ti affonda il viso nell’incavo del collo grufolando

Prima di un bambino potevi cenare, bere una birra in terrazza, litigare, far l’amore col tuo uomo per periodi di tempo non meglio specificati, senza patteggiare lo svolgimento di queste attività con un piccoletto che vuole suonare ‘La vecchia fattoria’ con la pianola a forma di mucca.
Dopo ti ritagli tempo per queste cose, e le fai a basso volume, litighi anche a basso volume, come faresti con un amante per sfuggire agli occhi di un compagno geloso.

Prima di un bambino ti dicevano che dopo un figlio tutto cambia, con l’abnegazione di chi ti dice che ha perso un braccio in guerra ma ne valeva la pena per l’onore della vittoria.
Dopo capisci che non devi dar retta a nessuna cosa ti venga detta da chi ci è già passato.

Prima di un bambino sei una donna.
Prima di un bambino sei un uomo.
Dopo ci si ritrova a guardare stupiti un viso che ricorda il proprio in un espressione, in un colore, in un guizzo, una persona che è altro al di fuori da te, ma che da te proviene.

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