La Scarzuola: “città ideale” da visitare con i bambini in Umbria

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La Scarzuola è una vera meraviglia architettonica inserita nel paesaggio perfetto, verdissimo, luminoso (anche quando non c’è il sole) dell’Umbria. Noi l’abbiamo visitata una domenica di aprile, con la fortuna di un tempo splendido, sole caldo, colori brillanti e tepore davvero primaverile quindi mi sentirei di consigliarvi una visita a La Scarzuola con o senza bambini, preferibilmente in primavera o inizio autunno.

La nostra gita è iniziata partendo da Roma e raggiungendo Montegabbione in auto (con l’A1 uscita Fabro). Sia il paese che La Scarzuola stessa sono molto ben indicati dai segnali stradali ma con tutti i navigatori e le app che praticamente tutti abbiamo sui nostri device, non sarà certo un problema arrivare :)

Pranzo a Montegabbione

Giunti a Montegabbione (le due foto qui sotto) verso l’ora di pranzo o giù di lì ci siamo avventurati in una passeggiata all’interno del borgo che, pur essendo domenica, sembrava poco più che disabitato (anche se bellissimo e forse a maggior ragione per questo). Per un veloce aperitivo siamo entrati in quello che ci è parso un non meglio identificato punto di ristoro: un bar/alimentari fantastico, davvero vintage con tanto di barista di 93 anni (la signora Evarista) che ci ha servito l’aperitivo, raccontato un sacco di aneddoti (nel paese vivevano un tempo più di 4000 persone, adesso nemmeno 1500 per il fenomeno che colpisce tutti i piccoli centri, i giovani che se ne vanno a lavorare fuori).
Per pranzo abbiamo scelto l’unico ristorante del paese, Il peperoncino (pranzo nella media, non troppo caro ma tempi di attesa molto lunghi per il pochissimo personale e solo due secondi a base di ‘salsa tartufata’ quando invece l’insegna recitava “Specialità a base di tartufo” (che in zona umbra è come dire amatriciana a Roma, lo trovi praticamente ovunque).
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Dopo il pranzo, che si è protratto davvero per molto tempo, in circa 10 minuti di auto siamo arrivati a La Scarzuola. Tenete conto che gli ultimi due-tre km circa sono di strada sterrata (molto sterrata) quindi le auto particolarmente basse potrebbero non proseguire agevolmente. Andate piano!

Essendomi informata preventivamente via mail, mi era stato risposto che la domenica avremmo potuto visitare il posto o alle 11 di mattina o alle 16. Ho scelto la seconda opzione e con me anche un bel po’ di gente dato che, dopo aver parcheggiato (si parcheggia nell’area antistante l’ingresso e lungo la strada sterrata, dove si trova posto, non si paga nulla).
E dopo aver oltrepassato il cancello e pagato il biglietto ci raccogliamo tutti nel chiostro del convento intorno a quella che sarà la nostra guida: Marco Solari, erede di Tommaso Buzzi che, nel 1981 alla morte dell’artista e quando la città era stata realizzata solo in parte, grazie agli schizzi lasciati, terminò l’opera.

SAM_1071STORIA ED EVOLUZIONI DE LA SCARZUOLA: DA MONASTERO A CITTA’ IDEALE
“La località è citata dalle cronache medievali per essere quella in cui, nel 1218, San Francesco costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. La capanna fu realizzata con una pianta palustre di nome Scarza, da cui deriverebbe il nome Scarzuola. Successivamente, per ricordare l’avvenimento, i Conti di Marsciano vi fecero costruire una chiesa e successivamente un convento, entrambi affidati ai Frati Minori, che vi rimasero fino agli ultimi anni del Settecento, quando ne presero possesso i Marchesi Misciatelli di Orvieto.

Nel 1957, l’architetto milanese Tomaso Buzzi acquisì la proprietà dell’intero complesso, creandovi accanto una “città ideale” che lo rappresentasse, una vera e propria allegoria escatologica dell’esistenza, adottando il linguaggio ermetico caratteristico dell’aristocrazia massonica del Settecento”.

“…alla scarzuola, quando qualcuno mi osserva che la parte nuova, creata da me, non è “francescana”, io rispondo: naturalmente, perché rappresenta il Mondo in generale e in particolare il mio Mondo – quello in cui ho avuto la sorte di vivere e lavorare – dell’Arte, della Cultura, della Mondanità, dell’Eleganza, dei Piaceri
(anche dei Vizi, della Ricchezza, e dei Poteri ecc.) in cui però ho fatto posto per le
oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e Miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della Fantasia, delle Favole, dei Miti, Echi e Riflessi fuori dal tempo e dallo spazio perché ognuno ci può trovare echi di molto passato e note dell’avvenire…” 

Tomaso Buzzi

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La visita con le parole di Marco Solari in sottofondo (personaggio decisamente eccentrico, ma non vi dico di più per non rovinarvi la sorpresa), è un vero percorso nella bellezza e nello stupore. Si attraversano a piedi scenari splendidi, onirici, ogni angolo è così pieno di simboli e riferimenti al teatro, all’arte, alla letteratura, ma anche alla massoneria, che ci vorrebbe una spiegazione per ogni parete,m per ogni scultura.

Il tutto si inserisce tra prati e pergolati curatissimi, una vera gioia per i bambini che, di certo meno interessati alla simbologia di Buzzi, possono giocare liberamente.

Buona visita (ma so già che lo sarà)

Cosa s’intende per Città ideale

Informazioni utili per visitare La Scarzuola

05010 Montegabbione (Terni) Tel e Fax 0763/837463
Lascarzuola.com/

– Per info e prenotazioni visite: Tel e Fax 0763/837463 o info@lascarzuola.com
– Costo del biglietto: 10 euro. (i bambini non pagano)
– Ammessi animali

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