Imbarazzo alla cassa

Sabato pomeriggio. Libreria.
Scorrazzo tra gli scaffali, maledicendo che siano sempre troppo stretti per farci passare in mezzo un passeggino.
Ho le idee chiare su ciò che voglio comprare, ma la libreria mi attira e curioso comunque qua e là. Dalla mia posizione di spingitrice di passeggino non posso vedere il viso di Nictopino, ma ne immagino le faccette buffe dalle espressioni di chi mi trovo di fronte.
Vedo inoltre delle manine grassocce toccare questo e quello: una copertina dai colori pop, il calendario dei cani 2009, l’agenda di Mafalda, i biglietti d’auguri e così via. E’ per questo che non posso sostare molto davanti agli espositori: per impedire che i semplici sfioramenti della manina grassoccia si trasformino in arpionamenti con conseguente ciucciata goduriosa.

La libreria è strapiena, prendo i mei due libri e mi avvio alla cassa. Nictopino è compunto e silenzioso nel suo scranno imbottito.
Arriva il mio turno, porgo i miei libri e la cassiera guarda interrogativa vero il basso, verso Nictopino. Penso: si è rigurgitato addosso e giace svenuto e la cssiera mi sta tacciando di violenza sui minori, dorme ed è così angelico che non si può fare a meno di guardarlo, sta facendo una delle sue smorfie irresistibili.

Capisco però che non si tratta di nulla di tutto ciò. Lo sguardo della cassiera è più interrogativo che altro. Mi decido a sbirciare.

Capisco.
Prendo dalle mani di Nictopino ciò che contenevano e custodivano con gelosia. Una copia di Sexstrology, una specie di manuale sull’astrologia applicata alla sessualità.,

“Anche quello signora?”
No grazie, solo questi due”:
Pago in un secondo e mi precipito fuori con un Nictopino che si girava verso la libreria contrito per non aver potuto portare via il suo splendido manuale di auto aiuto sessuologico

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