Il potere degli stivali d’oro

Sabato sera pigro e piovoso.
22.15 Nictopino dorme beato, io cucino cupcakes e Aletopo guarda la partita. Nulla sembra turbare la quiete quando suona il campanello.
Io lo odio il campanello, soprattutto se non aspetto nessuno: a quell’ora poi è sicuramente presagio di guaio, sventura, sfighe e trituramenti vari di scatole.

Infatti.
Aletopo non accenna ad alzarsi dal divano come se la porta dovesse aprirsi da sola. Io per impedire che la prole si svegli invece, mi precipito con le mani inzuccherate.
Dietro la porta una mora capello lungo, collo di pelliccia, trucco vistoso e due stivali dorati e riflettenti che le arrivano al ginocchio.
Appurato mentalmente che non mi trovo sul remake di “Pretty Woman” girato sulla Tiburtina invece che su Hollywood Boulevard, faccio mente locale e sto a sentire la Barbie mora che mi spiega con accento dell’est:
“Ciaooo, io abito popio qui sotto voi, oddio come faccio, lasciato chiavi all’indentro casa e non ho altre. Sono sola che faccio? avete scala alta? Voi siete quelli con bambino piange sempre.. ohh carinooo. posso vedere una cooosa?? Posso vedere se da vostro balcone posso arrivare da me?”
Facendo slalom sul parquet tra le costruzioni di Nictopino sulla punta degli stivali d’oro che brillano luccicanti, arriva sul balcone e si rende conto della cacchiata che aveva intenzione di fare. Ma non sa che c’è qualcuno che sta arrivando in suo aiuto…

Non abbiamo scala alta ma Aletopo, che nel frattempo è passato dalla modalità “Medioman osserva partita” a “Super Mario Bros aggiustatutto e petto in fuori”
“Ciao sono Alessandro, no non abbiamo la scala ma posso venire io a vedere.. magari con una pinza riusciamo ad aprirla!”
In pigiama si fionda al piano di sotto e dopo un po’ lo sento rientrare vittorioso e tronfio.

La prossima volta che gli chiederò di aggiustarmi l’anta dell’armadio devo ricordarmi di andare a chiedere a Barbie mora del piano di sotto i suoi stivali d’oro

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