Il Roseto comunale di Roma – Bellezza gratis per tutta la famiglia

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Tra fine aprile e inizio giugno, nel pieno della primavera che rende Roma un posto ancora più magico, è possibile visitare un luogo da fiaba completamente gratis. Un posto così bello da poter essere la location di una dichiarazione d’amore, di una favola, di un quadro, il Roseto comunale di Roma, perfetto per una passeggiata con tutta la famiglia, sia che siate romani o turisti. Il roseto oltre alla bellezza in sé è situato sull’Aventino, luogo di partenza per splendide passeggiate, qualunque direzione si scelga di percorrere.

Il Roseto ospita circa 1.100 varietà di rose botaniche, antiche e moderne provenienti da tutto il mondo. Gli esemplari coltivati provengono un po’ da tutto il mondo: dall’Estremo Oriente sino al Sud Africa, dalla Vecchia Europa sino alla Nuova Zelanda, passando per le Americhe. Sono presenti specie primordiali, o “rose botaniche”, che risalgono a 40 milioni di anni fa, molto pregiate e poco conosciute, dimorate insieme alle “rose antiche”, tutte di grande originalità e bellezza.

Il Roseto ospita il Concorso Internazionale Premio Roma, riservato alle più belle nuove varietà di rose e si svolge ogni anno nel mese di maggio.

Il Roseto comunale di Roma – aperture 2015

L’ingresso al Roseto è libero e gratuito.

Via di Valle Murcia, 6, 00153 Roma
Dal 21 aprile al 14 giugno 2015 tutti i giorni, comprese le domeniche ed i giorni festivi
orario continuato 8.30 – 19.30. Sabato 16 maggio 2015 chiuso per lo svolgimento dei lavori del “Premio Roma”. Il 17 maggio dalle 8.30 alle 15.30 prenderanno il via i lavori della giuria del Concorso internazionale “Premio Roma” riservato alle più belle nuove varietà di rose.

 E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione. Per informazioni: Tel. 065746810 – fax 0657135413 o rosetoromacapitale@comune.roma.it

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Il Roseto Comunale di Roma – la storia
Il Roseto comunale di Roma, unico al mondo per la sua spettacolare posizione, si adagia sulle pendici dell’Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo. Di dimensioni contenute, offre una magnifica vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario.

Fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, “floralia”, si svolgevano in primavera nel Circo Massimo.
Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., divenne, nel 1645, l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. L’antico, che si trovava sul colle Oppio, era andato distrutto nella seconda guerra mondiale. Come ringraziamento alla comunità ebraica, che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all’ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione, e i vialetti che dividono le aiuole nell’area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci, simbolo dell’Ebraismo.

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L’idea di un roseto a Roma si deve all’interessamento della Contessa Mary Gailey Senni, al suo amore per la natura e a una notevole conoscenza botanica. Americana di nascita, si sposò con un conte italiano e rimase a vivere in Italia. Donna dal carattere deciso e caparbio dovette lottare non poco per vedere realizzato il suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato. La contessa partecipò a tutte le fasi di realizzazione del roseto, e fu anche l’artefice della sua promozione all’estero. L’anno seguente l’apertura, fu istituito il “Premio Roma”, (secondo al mondo per costituzione, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino Parigi) di cui fu la curatrice ed al quale partecipò per molti anni come componente della giuria.

La collezione delle rose

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