Dovete chiudere un po’ gli occhi e immaginare quello che volete tanto io quello che dovevo immaginare l’ho già immaginato”

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“Dovete chiudere un po’ gli occhi e immaginare quello che volete tanto io quello che dovevo immaginare l’ho già immaginato”

Questo l’ha detto Lucio Dalla in uno dei video che ho messo qui sotto, ad un concerto (e meno male dico adesso, che di suoi concerti, io ne ho visti). Ci sono un po’ di video che amo, ma scegliere era impossibile..

Tra le citazioni musicali che trovate in questo blog in basso a sinistra, la prima è proprio sua ed è tratta da “E non andar più via” canzone immensa.

E insomma io oggi mi sento parecchio triste. Sola, sola come quell’11 gennaio quando è morto De Andrè o quel primo gennaio quando è morto Giorgio Gaber o quel 7 ottobre quando è morto Bertoli. Un altro è andato a suonare lassù, o laggiù o di là, lasciando noi qui sempre più soli, con quei cd e quegli mp3 (fortunati quelli con quei 45 giti) a far riandare i pezzi che ci hanno segnato. Lasciandoci così, con quelle parole ancora in bocca e quei ricordi che riemergono violenti.

Io oggi son stata triste davvero, non per retorica, o perchè bla bla, triste perchè se n’è andato un pezzo di cose nelle quali credo, un pezzo di infanzia, di adolescenza, un pezzo di amici, un pezzo di baci, un pezzo di primi amori, un pezzo di pianti e di canzoni riavvolte e fatte riandare finchè non si rompeva il nastro.

Dalla è nelle serate a cantar canzoni bagnate dal vivo finche brucia la gola, Dalla è nelle parole che ti ricordano lui, dalla è nelle canzoni che avresti voluto ti fossero dedicate e in quelle che lo sono state. Dalla è quello che puoi ricordare insieme a tua madre e tuo padre. Dalla è quello che fa cantare anche tuo figlio. Dalla è quello che oggi è morto. E mi manc

 

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