Convivenze vacanziere

14 giorni al mare con un Nictopino in pieda fase di sperimentazione motoria e vocale potevano seppellire e invece hanno rafforzato le capacità organizzative e collaborative dei due accompagnatori del Nicco vacanziero, ovvero me medesima e Aletopo.
In una superficie esigua come può esserlo una stanza d’albergo con bagnetto, la triade ha convissuto urlando, ridendo, dormendo, mangiando (questo solo Nictopino), facendo docce e bagni nel lavandino (questo solo Nictopino per ovvi problemi di mole).

Pensavo che molte delizie tipicamente vacanziere ci sarebbero state precluse, invece le rinunce fatte sono state poche e farle non è poi costato così tanto, tranne il rimpianto per un bel falò sulla spiaggia la notte di Ferragosto, ma quello era veramente troppo per noi passeggino-dotati.

C’è stato il tempo per aperitivi sulla spiaggia e a bordo piscina, il tempo di conoscere tante persone e fare pratica con le espressioni del colorito lessico del vicino di ombrellone bimbodotato pure lui “si signò, lu latte è medicina!”,ah si si, lui a 18 mesi se magna i frutti di mare, così, a crud…”.

Il tempo per molte ore di lettura solitaria nelle prime ore del pomeriggio mentre Aletopo e Nictopino se la ronfavano abbracciati.

Il tempo di mangiare in più di 10 minuti regolarmente seduti attorno ad un tavolo grazie all’ausilio dei magici tozzi di pane, che grazie alla loro meravigliosa consistenza riescono ancora a tenere a bada i temibilissimi otto dentini di Nictopino.

C’è stato il tempo per folli lotte a tre sul lettone, nelle quali, ad aver riportato contusioni e lividi, non è certo stato il più piccino dei tre.
C’è stato il tempo di comprare due borse e di mangiare gelati, di bere Mojito e giocare a racchettoni approffitando dei pisolini naneschi sotto l’ombrellone.

C’è stata l’ansia che ti viene nel dna appena diventi mamma: ansia per un bollicino che non significa nulla, ansia per degli occhietti un pò arrossati dalla salsedine, ansia che crea malumore. ma c’è stato anche, e soprattutto, chi quell’ansia, l’ha saputa prendere per mano e scacciare via.
perchè se no, dico io, che si sta insieme a fare se uno non compensa gli squilibri e le pazzie dell’altro, all’occorrenza?

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