“C’è qualcosa qui, le consiglio un’ecografia al seno”

conigliosuicida

Lo sai che di cancro di muore.
Ma lo sai che un’ecografia e un pap-test (non uno, ma uno all’anno, non bariamo) possono prenderlo in tempo e permetterti di iniziare a curarlo quando è ancora allo stadio iniziale, e quindi con buone possibilità di guarigione?

Pare sempre che lo sappiamo tutte. E invece senti ancora discorsi come: “Basta farsi vedere una volta ogni tanto”, “Sì, è importante, è vero, ma non ho tempo nè soldi per tutti quei controlli, non mi faccio un’eco da quando ero incinta”.

Appunto, proprio quando sono incinte alcune donne vanno (privatamente perchè tramite SSN non sarebbe possibile) a farsi fare l’ecografia ogni mese.. “sì perchè sai voglio quante più foto possibili del mio fagiolino”.
E del tuo nodulo sospetto, che a differenza del fagiolino, probabilmente non sai di avere, perchè non lo vedi e non lo senti, di quel nodulo non la vorresti una foto?

E’ brutale dirlo, ma questo è l’unico strumento che abbiamo per cercare di vincere questa guerra, sicuramente impari, tra noi e i tumori.
Gli esperti ricordano che se si riuscisse a convincere le persone a cambiare il proprio stile di vita facendo scelte più salutari e corretta prevenzione, entro il 2025 si potrebbe ridurre di un quarto il numero di morti causati dal cancro.

ECCO COSA E’ SUCCESSO A ME: io ho 37 anni, un figlio di sette e pap test regolari all’attivo da quando ero molto, molto giovane. Pap-test, ecografie pelviche e visite senologiche con la parentesi dei controlli specifici relativi alla gravidanza. Nessuno, durante questi esami, mi aveva mai consigliato un’ecografia al seno. E io, con tutte le mie informazioni, le mie letture, le mie chiacchiere con le amiche, non ne avevo mai fatta una. Mai una al seno. Fino all’ultimo pap test dell’estate scorsa corredato di eco trans-vaginale e palpazione al seno.
Durante questa palpazione, la solita scena e frase che ormai abbiamo visualizzato e sentito mille volte: “C’è qualcosa qui, le consiglio un’eco mammaria, ma non c’è fretta, davvero, sicuramente si tratta di una cisti”.

Mi preoccupo, ma non più di tanto al momento. Il ginecologo mi aveva detto che non c’era fretta quindi vado a farla dopo circa tre mesi. Mentre mi stendo su quel lettino sono terrorizzata, letteralmente bloccata dalla paura e chiedo al radiologo di parlarmi mentre scruta con la sonda il mio seno (sono svariati i minuti di un’ecografia mammaria, ma sembrano molto molto più lunghi quando ci sei). Gli chiedo brutalmente:Sono stata una cretina a non farmene una fino adesso vero? Nonostante abbia sempre fatto tutti gli altri esami regolamente”.

E lui mi risponde:

“Signora, non direi una cretina, ha semplicemente sprecato delle occasioni. Questo tipo di test sono l’unico mezzo che abbiamo per prevenire sul nascere un tumore. Non farli è non darsi una possibilità”

Ha ragione, e adesso non mancherò più di aggiungere l’eco mammaria alla mia routine diagnostica ovviamente anche perchè ovviamente bisogna tenere sono controllo le piccole cisti che praticamente, chi più o chi meno, tutte abbiamo.

Quell’ecografia decisamente meglio farla, e ricordare ad altre donne di farla, non solo il 4 febbraio.

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