Cappuccetto Bianco

Ieri come ogni sera io e Nicco tornavamo a casa in macchina. Come ogni sera io gli chiedo cosa ha fatto a scuola, ma è difficile che lui mi risponda a tono. C’è di bello però che basta avere un po’ di pazienza e sicuramente quacosa verrà fuori. Spesso cantando.. sì cantando.. perchè Nicco canta spesso da solo quello che non dice, allora mentre guidavo lo sentivo cantare: “Cappuccetto nella neveee… e il lupo bianco…” Parole inconfondibili… allora gli ho chiesto chi Cappuccetto fosse quello che stava cantanto e lui ha risposto “Cappuccetto bianco no??”. Lui conosceva già Cappuccetto Rosso, data la grande passione che nutre per la figura del lupo (‘E’ buono vero?’), questa e quella dei 3 porcellini sono tra le sue fiabe preferite.

Ho quindi capito che a scuola  la maestra aveva letto loro, la bellissima Cappuccetto bianco di Munari, se non la conoscete ne vale la pena…. eccola qua

La storia di Cappuccetto Rosso è nota ai bambini di tutto il mondo. Meno conosciuta è la storia di Cappuccetto Verde e meno ancora quella di Cappuccetto Giallo.Assolutamente sconosciuta fino al giorno in cui è andato in stampa questo libro era la storia di Cappuccetto Bianco. Ora è qui in queste pagine ma non si vede.

Si sa che c’è questa bambina tutta vestita di bianco, sperduta nella neve. Si sa che c’è una nonna, una mamma, un lupo. Si sa che c’è una panchina di pietra nel piccolo giardino coperto dalla neve, ma non si vede niente, non si vede la cuccia del cane, non si vedono le aiuole, non si vede niente, proprio niente, tutto è coperto dalla neve.

Cappuccetto Bianco

Mai vista tanta neve. Stamattina ci siamo svegliati e, aprendo la finestra, siamo stati accecati da tanto bianco, la neve era caduta durante tutta la notte e aveva coperto ogni cosa. Mai vista tanta neve!

Anche a guardare bene tutta questa neve, non si riesce più a vedere, a distinguere la cuccia del cane, i cespugli di bosso, la panchina di pietra, il contorno delle aiuole, il sentiero che conduce verso il bosco. Anche aprendo bene gli occhi non si riesce a vedere niente.

In mezzo a tutta questa neve si vedono solo gli occhi di Cappuccetto Bianco. Il suo sguardo è molto preoccupato: – Come farò ad andare dalla nonna Candida a portare il suo uovo, il latte, lo zucchero, che la mamma mi ha dato avvolti in un fagottino fatto con un tovagliolo bianco? – E la neve continua a coprire ogni cosa.E Cappuccetto Bianco si avvia lentamente nella neve, in direzione del bosco che ancora non si vede.

La neve è soffice e le gambe di Cappuccetto Bianco affondono fino al ginocchio. Ad un certo punto incontra il pittore Bianconiche aveva perso la sua scatola dei colori. Cappuccetto lo consolo e gli suggerisce di andare da Biancaneve a farsene dare un’altra tutta nuova.

Dopo molto cammino nella neve Cappuccetto Bianco sente uno strano ululato, però non si vede niente, sarà il lupo bianco? Dove sarà? Come si fa? Intanto il lupo continua ad ululare: sta molto male perchè ha fatto una indigestione di nonne e adesso deve mangiare solo riso in bianco. Povero lupo. Ma dov’è? Non si vede niente. Neanche il lupo vede Cappuccetto Bianco che continua la sua strada nella neve. Cappuccetto Bianco vede un grande mucchio di neve, forse sotto questa neve un grande mucchio di neve, forse sotto questa neve c’è la casa della nonna. Cappuccetto si fa largo nella neve e trova un cartello scritto col gesso bianco, dove si legge: sono andata nell’Africa nera, tornerò in estate, ciao, non piangere.

Cappuccetto diventa rossa per la sorpresa, ma dentro di sé è un pò verde per non aver incontrato la nonna.

– Sembra la storia di un libro giallo! – Esclama.

E si avvia a ritornare dalla mamma. Per la strada fa molto freddo e Cappuccetto diventa un poco viola, ma tutto va a posto quando ritroverà la mamma. Il lupo non si è più visto. Questa strana storia vi farà passare una notte in bianco.

BRUNO MUNARI

Precedente ... e ritornai a veder le stelle Successivo 13 marzo 2011: Torna il Vintage market al Circolo degli artisti!!!

Lascia un commento