A scuola di danza. Unico maschio con le mezzepunte.. ma di tendenza!

 

 

 Billy, posso chiederti quali sensazioni provi quando danzi?

– Non so, all’inizio sono un po’ rigido. Ma dopo che ho iniziato, mi dimentico qualunque cosa ed è come se… come se sparissi. Come se dentro avessi un fuoco. Come se volassi. Sono un uccello. Sono… elettricità. Già, elettricità.

Dal film Billy Elliott di Stephen Daldry 2000

Nicco ha iniziato da circa due mesi a fare danza, anzi musico-danza a scuola. Non scuola di danza ma danza a scuola. Si poteva scegliere tra piscina e musicodanza. 

Nicco ha scelto subito e senza esitazioni la seconda. Non perchè non ami la piscina, abbia paura dell’acqua etc, voleva proprio fare danza, senza se e senza ma.

Nicco ha 4 anni e frequenta il secondo anno di scuola materna, anzi scuola dell’infanzia. E’ l’unico maschietto del suo corso di danza.

A lui non importa e sono così fiera che non veda in questo niente di strano e per emulazione, non voglia fare quello che fanno i maschi, ma quello che vuole lui.

Venerdì scorso sono arrivate le famose scarpette, le mezzepunte nere che l’insegnante ha comprato per lui, e sono così tenere, queste scarpette numero 28, le prime

che vedo (io non ho mai fatto danza classica, solo danza sportiva ma molti anni dopo di lui)

 

Nicco adora queste lezioni e aspetta il venerdì con impazienza, e soprattutto balla. Balla qualunque cose, qualunque musica di pubblicità che abbia un

ritmo che lo ispira, qualunque siglia di cartone animato, soprattutto del suo preferito “pippi calzelunghe” (lo che non è un cartone ma ci siamo capiti no?)

Ora però a me pare davvero strano che nel corso di Nicco siano tutte femmine e solo lui, secondo me anche ad altri ragazzini sarebbe piaciuto ma non lo fanno o perchè i genitori non reputano adatta la danza per i maschietti (non sarebbe la prima volta che sento i deliziosi paragoni tra danza maschile e omosessualità per forza), o perchè gli stessi bimbi preferiscono fare quello che fa la maggioranza. Voi che ne pensate?

Comunque dovreste vederlo Nicco che sente la musica giusta, cambia espressione, si erge sulle punte e volteggia, inventando passi che so per certo non fa al corso.

Fantastico! Inevitabile non farsi venire in mente Billy Elliott. Ma pare che mio figlio cavalchi una tendenza già consolidata. Le scuole di danza classica si stanno riempiendo di aspiranti ballerini maschi. In pochi anni, le iscrizioni sono aumentate del 20%, tanto da costringere le accademie di danza a creare delle classi formate esclusivamente da bambini e ragazzi.

Tanti piccoli che si avvicinano alla danza, vengono «ispirati» (anche) dal piccolo schermo. «I bambini che vogliono ballare, soprattutto i maschi, è perché hanno visto qualcosa in teatro o in tv, ma la maggior parte di loro ha la danza classica nel cuore». 

E parla di un «fenomeno classica al maschile» quasi del tutto italiano, «i ballerini maschi sono in aumento e sono molto più bravi delle donne, l’ anno scorso abbiamo avuto un’ annata fantastica». Raddoppia il numero dei maschietti sulle punte anche all’ Accademia nazionale di danza di Roma, «il bello – spiega un’ assistente – è che anche se piccoli arrivano qui con le idee già molto chiare, sono determinati e disciplinati, sognano la Scala e l’ Opera e invidiano Roberto Bolle».

E i genitori «sono così fanatici, compresi i padri». Qui ci sono molte classi per soli maschi, «perché ogni anno ce ne sono di più». Così come al Mas, Music Arts & Show, di Milano, dove è stata appena creata una sezione di danza formata da soli maschi. «La tv ha un peso fondamentale in questa disciplina – racconta Antonella Bruno, una delle direttrici dell’ accademia che forma professionisti dello spettacolo, inclusi ballerini classici -, ma credo sia anche finalmente caduto il pregiudizio che voleva il mestiere del ballerino solo per omosessuali». Anzi, gli aspiranti ballerini hanno tra i loro idoli danzatori come Bolle e Kledi, l’ albanese scoperto dalla tv, «modelli che invece esprimono una grande virilità». Ma su tutti, l’ icona, l’ irraggiungibile, resta sempre Rudolph Nureyev, «è l’artista più completo, nella sua danza c’ è tutto».

La cosiddetta danza sportiva (quella di Ballando con le stelle, per capirci), a tutti gli effetti assimilata dal Coni a una disciplina come calcio e tennis, e la danza moderna (hip-hop e street) sono entrambe adatte anche ai maschietti. La danza classica attrae soprattutto le bambine ma non mancano i ragazzini che vogliono seguire le orme di una star mondiale come Roberto Bolle.

• Benefici fisici: in ogni sua versione, può considerarsi un’attività sportiva delle più complete, che assicura un buon tono muscolare e un armonico sviluppo del fisico; giovamenti anche per il cuore e lo smaltimento dei grassi.

• Benefici sulla personalità: incrementa la capacità di manifestare e superare paure e fobie e migliora l’autostima; sviluppa la socialità.

• Inizio attività formativa consigliata: 4-5 anni.

• Inizio attività agonistica (per la danza sportiva): 6 anni.

• Rischio traumatico: 3. Perché sia sempre e solo di beneficio al corpo dev’essere praticata sotto la guida di insegnanti esperti, e previo controllo medico delle condizioni di salute. Nella danza classica gli infortuni più frequenti sono infiammazioni ai tendini, mentre nelle discipline fisicamente più impegnative e a maggior contenuto acrobatico si rischiano traumi ai legamenti e strappi muscolari.

• Sconsigliato a chi soffre di patologie muscolo-scheletriche.

• Impegno: molto alto.

• Varianti: capoera, breakdance

FONTI:

Mezzepunte

Principe Kamar

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