Il rischio dell’assenza

Certo che ti farò del male.
Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.

Antoine de Saint-Exupéry

image

 

Lauri Blank

 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on Tumblr0Pin on Pinterest0Share on StumbleUpon0Email this to someonePrint this page

2 Comments

  1. Rossella said:

    Mi sembra un pensiero decisamente anacronistico. In questi giorni ho pensato ai matrimoni misti e posso dire che durante la mia infanzia mi è giunta voce di unioni felici che avevano interessato anche la mia parrocchia. Insomma: mi sembrava una grande prova d’amore! L’amore autentico, per forza di cose dovrà essere la premessa… oggigiorno ci sembra una realtà alla portata di tutti ma vi assicuro che non è semplice far coesistere vite tanto diverse… perché di questo si tratta! Lo trovo uno spaccato molto affascinante perché a fare da motore sembra essere la ricerca di un’identità… non metto in discussione la natura del sentimento che unisce queste coppie dico solo che il rapporto tiepido che abbiamo con la nostra religione ci porta a normalizzare l’evento. Ripeto: questo è bello! Tante scelte si rimandano o si accantonano perché abbiamo dei pregiudizi che influenzano il nostro umore. Questo per dire che l’assenza ci fa paura… io ad esempio potrei amare follemente un uomo e avere paura di stare con lui. Questa mia presa di coscienza, che è presa di coscienza dei limiti dell’essere umano, diventa un mio limite o diventa motivo di dileggio. L’audacia non è mai stata una mia prerogativa… devo avere la certezza matematica di poter tenere fede alla parola data.

    17 febbraio 2015
    • Appunti di Viaggio said:

      Ciao Rossella, io penso che è nella natura delle relazioni umane il rischio dell’assenza che invera il senso della nostra condizione umana divisa tra solitudine e condivisione con l’altro. L’amore fa paura perché ci mette di fronte a noi stessi, ai nostri limiti, come anche tu hai ben sottolineato. Più si è diversi più c’è da mettersi in discussione per costruire un terreno comune di incontro. E io penso che se L amore è un sentimento formidabile, nel senso etimologico, ovvero che fa paura, dall altro lato è un sentimento strumento di grande conoscenza che ci consente di andare oltre i nostri limiti, di costruire nuove identità, di arricchirci della vita altrui. È un sentimento rivoluzionario, ci vuole tanto coraggio. Certo possiamo restare nel recinto delle nostre certezze per non soffrire…ma è questo il senso della vita?

      18 febbraio 2015

Comments are closed.