Mi sono presa un personale periodo di riflessione (si fa per dire)…Zero idee per il blog, mille emozioni…

Il necessario lasso di tempo, tra il sentirsi a terra e, risalire i gradini. Della felicità. Gradini fatti di ferite e di nuovo ed innato coraggio.

Se devo definire con una parola la separazione, direi: distruzione.

Non altro.

Sentir profanare qualcosa di sacro. Derubandoti l’amore.

Ma bando alle lagne. Eh sì, distruzione.

Come ogni terremoto che si rispetti, esistono dei miracoli. L’amore materno parla forte e chiaro. Non ti dà tempo di sconvolgerti più di tanto…e ti guida. Come un faro in mezzo a una tempesta.

E poi, la stima di sé.

Paradossalmente, ho ritrovato una forte autostima, un gran rispetto verso me stessa.

Posso dire che ci sono tappe obbligate da vivere.

Anche la rabbia. Sana. Metterla nero su bianco ed esprimerla su un foglio. Carta e penna fan magie. Chiudere la porta…Per aprire un portone? Boh…chissà 😉 Intanto chiudere.

Amore. L’amore guida il mondo. Amarsi, amare…

Eppure sorridere…ma anche piangere. Una lacrimuccia qua e là?

No, no! Proprio attimi di stati iperemotivi. Da sole. Magari quando il nano dorme. Ci sta e fa anche bene. Ogni tanto.

Esprimersi. ’Non c’è notte che non veda il giorno #Cit.

Riprendersi in mano la propria vita.

Lavoro

Vuole il caso che, si siano aperti nuovi e interessanti scenari professionali. Metti che mi sono detta: o la va o la va! Metti che, ho sgobbato di brutto per trovare, trovare e ancora trovare qualcosa di adatto a me.

Volere è potere. Punto. Da sempre.

Mi sento un po’ come il mio primo giorno di scuola. Un nuovo lavoro da iniziare. Organizzare mille cose pratiche. Casa nuova, (di nuovo) 😉 nuova scuola. Settembre alle porte. Ah, settembre! Il mio mese. Amore e odio 😉

Quella sensazione di inaspettata fiducia mista a quel leggero e naturale stato di curiosità. Un po’ di domande, a cui non serve risposta.

Parola d’ordine. Costruire, e noi costruiamo alla grande!

Tipo il primo giorno di scuola...

E voi?