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Me son

Io, imparo da mio figlio.

Blue xmas

Come ogni tradizione più autentica e radicata -ecco, non che io sia tipa da grandi tradizioni, solo quelle giuste- Beh, da manuale anche questo compleanno, del mio ometto cinquenne, è stato festeggiato tra scatoloni e caos piccola parentesi, nella nuova casa avvolta dalla voglia di stare insieme, con una torta by me: buona senza uova, super semplice e la febbre, chiaro! E che due belle scatole! Da tradizione appunto.

Blue xmas

Il privilegio di far il compleanno a dicembre. Vabbe’! Evocare tra mente e cuore, quel giorno di pioggia selvaggia. Io, una sala parto, mille parole in me, che non danno il tempo di provare paura, o forse il coraggio la supera senza esitazione. La mia vita che inizia. Mi sembra ieri, sì.

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Caro babbo Natale

Aria tagliente,

che sa di neve bianca. Il tuo viso in cerca di un tiepido tepore. La primavera dentro. Fuori dalla finestra il vento selvaggio e gelido, irruente mette a nudo alberi rosso oro. Non domanda per piacere, no. Il cielo color ghiaccio racconta silenzioso. In cerca del colore. Pazzi cappelli parlano di te. Voglio  vivere ai Caraibi si intende?! Freddo, fa freddo. Nel letto avvolta dalle coccole di un piumone Disney. Soffice, tuo, nostro. Un caldo abbraccio in cui rifugiarsi. Stringersi.

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Strade vive che fanno festa. Scintille di Natale. Già da ottobre è così, ma va bene lo stesso. Glitter e essenze d’inverno, tra passato e presente. Ora. Mamma, figlio. Gioco e maturità. Il profumo intenso di castagne fumanti, libero e chiaro nell’aria che respiri a pieni polmoni, ti avvolge e sa di buono. (altro…)

Tutti i lavori che vuoi

Da piccola, avevo le idee molto chiare.

Da grande sarei stata pediatra, oh my God! Non sono un tipo portato al campo medico, a dire il vero. Decisamente emotiva. Poi volevo essere ballerina di danza classica, anzi no, moderna. Una cantante. Povero pubblico! Pittrice, artista, attrice. Poliziotta, ma col cane al seguito eh. La coerenza è sempre stato un tratto distintivo in me 😀

Parlare inglese con tipi inglesi.

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Noi e i capricci

Quante volte nel tuo passato,

hai notato scene di bambini in preda a capricci ingestibili.

-Che bambino ‘viziato’, ma i genitori cosa fanno? Che tipi!

Beh, così cruda non sono mai stata a dire il vero, ho una forte componente empatica. Non nascondo che, qualche pensierino più soft, l’ho fatto pure io, prima.

Tutto molto facile, lineare quasi, fino a quando non diventi un genitore. Non è una frase fatta. Una verità assoluta. Non puoi minimamente immaginare nulla, fino a che tu, non lo sei. Non basta aver cresciuto i tuoi fratellini, aver fatto da baby sitter a nipoti belli. No, è diverso. Intimamente. Prepotentemente. Amorevolmente.

Tu genitore, impari ogni giorno qualcosa in più. Ci vuole amore e umiltà. Arricchimento reciproco.

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Siccome sono una madre davvero degenere, ho un figlio particolarmente capriccioso. E naturalmente meraviglioso. Cuore di mamma! 😉Capricci? Parliamone…

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Il buon sonno

Abbiamo sempre avuto un rapporto un po’ complicato. Io e lui.

A volte nella semplicità si trovano mille soluzioni. Rivoluzionare naturalmente certe abitudini, e invertire la tendenza. Perchè i limiti sono nelle parole sbagliate. La corretta pratica, ti permette di imparare, anche quando esci fuori strada.

Una sana conquista, da difendere senza mezze misure: il buon sonno. Mica così scontato. Un po’ di insonnia? Io, dei giorni, mi sento bollire dentro. Tipo vulcano in eruzione. Penso, rifletto, mi giro nel letto. Gli adulti. Tipico poi, quando vai a tremila, e vuoi fare di più: cambiare tutto ciò che non ti piace affatto. Datti una calmata!

Anche da piccola, facevo un bel po’ di storie per dormire. Da ventenne ribelle, avanti movida -Quante ne ho combinate ai miei genitori?! -A dirla tutta, ho sempre avuto la capacità di ragionare con la mia testa, e non seguire il branco. Quello che cerco di trasmettere a Nic. Leggersi nella propria individualità. Gente peperina qui. 😉

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Potrei parlarvi del mio periodo stressato in aeroporto. (altro…)

Tra noi un mare

Il profumo,

le sfumature cangianti e impercettibili di un verde-azzurro, il vento che agita il suo mondo: prepotente in inverno, più mite in estate. Un dolce fruscio, le sue onde: sempre diverse e imprevedibili.

Affascinante e forte in ogni momento.

Giocare con la sabbia e sentirla nelle tue mani. Costruire castelli, toccare quei granelli di felicità. Bagnarsi i piedi nell’acqua fresca, senza pensarci, guardare le sue spiagge così poco affollate e respirare. La calma interiore e il movimento. Il rispetto.

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Il mare scatena accese emozioni in ogni stagione. Ti innamori osservandolo anche in autunno, così diverso: sempre lui, indomabile, assolutamente vero.

Gioco con mio figlio, fregandomene del mondo che non c’è. (altro…)

Il genitore tipo

Noi stessi. Volersi perfetti ad ogni costo. Io invece, avverto spesso quel sentimento duro verso di me. Meno, da quando sono mamma. Molto meno. Embe’ qualcosa di buono l’ho fatto uscire fuori! Certo, sono abbastanza spontanea. Mi esprimo. Ascolto. Anche i discorsi del genitore tipo: -Il mio non ha mai, e dico mai, fatto capricci! Il mio vuole andare a scuola anche il week end, si alza dal letto euforico! Mah, d’inverno, col diluvio, tu e il tuo letto accogliente, una cosa sola. Tutta questa euforia? Il nano adora stare coi suoi coetanei, è in sintonia con la maestra, ma di capricci ne fa eccome, dipende dalle giornate. Esempio la mattina: – Dobbiamo andare a scuola (altro…)

Intimità

Fisse particolari non ne ho mai avute.

Ascoltavo discorsi di molte donne infastidite da questo gesto d’amore. Non per alzare polveroni: sono scelte, desideri, emozioni insindacabili e proprie. Forse un po’ è stato il sentirmi ripetere quanto fosse faticoso, abbastanza improbabile vista la mancanza di prodotto in gravidanza (beata ignoranza), quanto si diventi dipendenti. Tutto questo per dirmi che, sicuramente non ne sarei stata capace. Mi ha caricato. Niente latte nemmeno dopo il parto, nulla, perfino il seno moscio. Un po’ perplessa:

‘Tranquilla, scende il terzo giorno’.

Confermo. Ti svegli e senti tirare quelle due cose lì. Durissime: uelà che bocce! L’allattamento al seno. Un gesto naturale dicono, materno, primordiale. In teoria. In pratica ti trovi un batuffolo di ciccia, con due occhioni in cerca d’amore: l‘ho fatto proprio io! Sei quasi stupita, e che fatica! Lo guardi, sconfini nel suo profumo di buono. Lo baci, lo annusi, ti infastidisci quando qualcuno lo tocca troppo per i tuoi gusti. Tipo animale selvaggio, nobile: tu mamma.

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Allattare: istruzioni per l’uso (altro…)

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