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Be Mom

Be Mom: le parole non bastano ;) <3

Giocando allegramente, si impara

…Noi adulti maturando, presi da stress, lavoro, economia casalinga, trascuriamo l’effetto inebriante, delle attività ludiche, la magia che scorre in un divertimento educativo, in una fiaba…Giocando allegramente, si impara… Ad essere se stessi, ad esprimersi, a creare con la fantasia storie incantate: protagonisti dei propri sogni indiscutibilmente, a credere in essi, senza considerarli astratti, realizzabili piuttosto…

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Nel giocoso universo dei bimbi, si apprende un piccolo insegnamento personale, in modo semplice, immediato, concreto…Quando sei mamma, torni a vivere impetuosamente, questa meravigliosa sfera esistenziale, la credevi sopita; aspetto che da donna impegnata, avevi nascosto in parte, a te…Le spontanee emozioni, che ti fan sentire, una serena adulta bambina, partecipe …Esperienze eccezionali: la gioia entusiasta e meravigliata, di tuo figlio, nel vedere un improvvisato e poco probabile, zio- Babbo Natale, subito smascherato peraltro, le tue risate emozionate, nel vivere il brioso evento…Sì, perchè tu da piccola, un vero zio-Babbo Natale, non l’avevi mai visto dal vivo! ;)…Il mondo fiabesco è terreno fertile per la sostanza umana, realisticamente significativo, espressione di valori diretti: amore, fiducia, coraggio, fedeltà, chi più ne ha più ne metta!…Le “favole allegoriche improvvisate”, sono il mio forte: “Il principetto capriccioso“, “Il terremotino disobbediente”, “Il furbetto di mamma“, col mio inconfondibile, tocco personale ;)…Spunti quotidiani, per trasmettere un semplice messaggio “formativo”, senza troppe pretese, genuinamente. Un gioco spensierato, è espressione libera, verità, nutrimento della fantasia, improvvisazione; una fiaba diviene scenario di fantastiche avventure, condite da un pizzico di realtà…Ciò che si apprende giocando serenamente, vale ancora di più, emancipato da rigide imposizioni: imparare una nuova lingua a piccoli passi, senza avvertire il peso del “dovere imposto”, con estrema facilità. Un pò come per noi adulti, quando col sorriso sulle labbra, svolgiamo un faticoso turno di lavoro: alzarti alle quattro pesa meno, se in ufficio trovi un ambiente gradevole e lieto; una battuta tra colleghi all’occorrenza, un’innocente risata!…Non sei meno professionale, se lavori in un clima piacevolmente propositivo, produci di più, perchè motivato. Ambita leggerezza, del non prendersi troppo sul serio, ingrediente che esula da rigidi schemi, false apparenze, ipocrisia. Un tesoro a cui ancorarsi saldamente, anche quando il vento, vorrebbe trascinarti in altre direzioni; mantenere in essenziali spazi di sé, l’aspetto giocoso del vivere la vita, appassionato, ciò che fa di noi, intimamente, delle persone serene e soprattutto mature…

A piccole dosi, buona leggerezza, siete d’accordo? 😉

 

 

Essere mamma

Inizi a cogliere una piccola essenza dell’universo mamma, l’istante in cui i tuoi occhi scorgono sorpresi, ardentemente volute, quelle due lineette: felice, spiazzata, in silenzio. Tu, un test, le tue nuove emozioni.

Un primo raggio di sole, quel giorno: la penombra di uno studio medico, le tue vivide paure nascoste, (comuni a tutte le mamme) un monitor; sentir forte il cuore di tuo figlio battere all’impazzata e il tuo col suo! Afferri quel momento concretamente: lui è dentro di te, esiste…

Eccolo, vedi quel puntino che pulsa: è tuo figlio!”...

pancHai gli occhi lucidi, (già sei emotiva di tuo) nella tua neo dimensione, imparerai che tutto è emozione: un sorriso, una parola, (altro…)

Non chiamatelo solo aeroporto…

Il lavoro è sacro, qualifica la tua persona;

è diritto sancito dalla costituzione, (in teoria) un mezzo per vivere dignitosamente, anche quando non rappresenta al meglio te stesso. In ogni caso merita rispetto, passione e talvolta una sana, scanzonata riflessione. In questo post, le mie personali considerazioni relative al mio ex impiego, svolto in un luogo di scambio, multiculturale, ignoto, movimentato, selvaggiamente dinamico: l’aeroporto. Parola immediata e suggestiva, nell’immaginario collettivo descrive: la partenza, l’arrivo, gli affari, le vacanze (indubbiamente per gli altri). Per te che sei dentro esprime: costanza, ricca dose di calma, dinamismo, alta tollerabilità allo stress; (nel vero senso della parola) sorriso spontaneo e un improvvisato mantra ‘zen’, dopo l’ennesimo vaffa gratuito, da un qualsiasi ben educato personaggio del momento. Uno sconfinato ‘habitat’, palcoscenico di avventure quotidiane talvolta spassose, altre invece ‘poco raccomandabili’. Un luogo curioso, dove appena assunta i tuoi amici si entusiasmano, perchè tu incontri ‘vip’ e principesse saudite dei nostri giorni, in effetti mai un Brad Pitt riflettendoci meglio! 😉

Spazio incontrastato del tutto è dovuto...’e alla svelta che parte l’aereo’, (alzarsi prima no eh?!) per i Yes please, ci pensano gli anglosassoni, li adoro! Giungla dove nei tuoi disinvolti cinque minuti di pausa, devi velocemente: recarti in bagno e contemporaneamente telefonare ai maschi di casa, ricomporre alla buona un detestabile, odioso chignon, rinfrescare il tuo sobrio make up dai toni neutri, e non dimentichiamo la colazione! Sei sveglia dalle quattro del mattino circa, alle nove e trenta devi pranzare: cappuccino a portar via e cornetto volante, il tutto degustato in corsa, negli sconfinati corridoi a mo’ di slalom, sotto assedio passengers. Individui legittimamente desiderosi d’aiuto: sei il loro miraggio nel deserto…

NY è in ritardo! La valigia distrutta! I bagni fuori uso! Dov’è un bancomat!” (proprio davanti a loro, questa è classica!) “I carrelli accettano solo i due euro, vergognoso siamo in Italia!“…Questo punto condivisibile o meno, è fuori luogo; scaricare la propria motivata frustrazione sulla prima che capita, e cerca di consumare un misero spuntino si può evitare 😉 In aeroporto esistono diverse aziende esterne, differenti mansioni, poco importa: hai una divisa, per niente fashion peraltro e devi rispondere ad ogni pittoresca richiesta, è insindacabile. Sei pagata per occuparti di tutt’altro, dato irrilevante; gentilmente cerchi di indirizzarli ai desk specifici, non ti ascolteranno mai! Chiederanno ad altri cento, prima di dirigersi dove tu, li avevi cordialmente guidati. Del resto…

L’Italia fa schifo e non funziona niente!” Atteggiamento che innervosisce un pochino. Certo non siamo esemplari, prima ad ammetterlo ne sono indignata, fuori luogo sfogarsi con una che sta lì per lavorare, esiste anche chi lo fa o ci prova almeno. Impensabile, il tuo essere in piedi dalle tre e quarantacinque, aver dato il latte al cucciolo, linda e pinta, aver intrapreso con i finestrini della macchina spalancati in pieno inverno, (onde evitare fasi calanti) una buia autostrada; tutto ciò per aprire un ufficio, perchè quello fai per vivere. Facile sentirti dire: ‘Ma come sei in forma!‘ Puoi mangiare quanto vuoi, il tasso di stress psicofisico, non ti farà prendere un grammo! Sinonimo indiscusso di varietà: atletici australiani, che lasciano per te numeri di telefono su di una ricevuta, dialetti mai sentiti prima, ‘venduti’ per lingua ufficiale, adorabili signori che con un grazie, ti illuminano la giornata. Aspetto selvaggio a parte, nel mio cuore è sinonimo di nascita: testimone del mio passaggio da ragazza a mamma, questo conta…

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“Aeroporto” è universo denso di incomprensibili conflitti, dove difficilmente troverai solidarietà femminile, attraversando le apparenze, incontrerai delle amiche sincere. Posto in cui, se ti assegnano umanamente turni in apertura per semplificarti l’esistenza, (anche perchè sono gli orari in cui si lavora di più) ti sentirai dire:”Che culo hai il giorno intero a disposizione!” Considerando che sei in piedi dalle quattro del mattino, con una dose di caffeina al limite del consentito, e torni a casa alle tre del pomeriggio, ho i miei dubbi 🙂 Una realtà in cui mi sono adoperata con fatica e impegno, col mio entusiasmo, non priva di cocenti delusioni e bocconi amari, un mondo a cui ad un certo punto, ho ardentemente cercato valide alternative; per una serie di scelte forzate e poco gradite è un capitolo chiuso, ma sono sollevata: nella vita bisogna guardare avanti, correndo qualche rischio, senza perdersi d’animo, sembra facile 😉 Le possibilità sono carenti, una piccola dose di audace trasporto serve sempre. Sono pro miglioramento: soddisfazione ambita per la coerenza di se stessi: bicchiere mezzo pieno che ne dite?

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E non chiamatelo solo ‘Aeroporto’ 🙂

Any

Zampor: predatore da salvare

Un amico non si sceglie,

si incontra per caso, diventa parte della nostra vita, apprezzando in lui pregi e difetti, ciò che conta è il suo valore impresso nei nostri occhi, l’autenticità. Un amico si ama, soprattutto quando ha tattici aculei velenosi, e preda con nonchalance, qualsiasi altro pesce gli si presenti a tiro. Sì, avete letto bene ho scritto pesce!…Mi riferisco naturalmente, ad un esemplare mai visto prima: Zampor, affascinante predatore marino, protagonista indiscusso da tre giorni a questa parte, di favole della buonanotte e fantastiche avventure da condividere…

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Mio figlio, ha risolutamente deciso (la decisione è caratteristica per lui) che, il pesce in questione, è un suo nuovo speciale amico; come tutti gli amici che si rispettino, deve di diritto entrare al più presto in famiglia. Al cuor non comanda in effetti! Zampor, nome esclusivo scelto per lui dal terremoto, è un pesce scorpione, amabilmente tale…’Triste e abbandonato nella sua gabbia, non si può lasciar solo’…Parole inconfutabili. Il furbetto sa come motivare le sue scelte, direi che non fa una piega, come dargli torto? Senza dubbio, ha acquisito da qualcuno di non sospetto, l’innato senso per la giustizia animale e non; con due ‘atipici’ genitori ‘tipo’: la sottoscritta, pronta a trarre in salvo indifesi esemplari di cane e gatto, abbandonati in ogni dove, l’altro veterinario aviario ad honorem  😉 Naturale che Nic, difenda a spada tratta le più disparate specie animali. Poco convinta del futuro ospite, ho timidamente adottato superflui tentativi di persuasione:

Guarda come sono carini i Nemi?

Un blasonato pesce pagliaccio, non regge il confronto col tenebroso pesce scorpione 😉 Tra i due si è instaurato un autentico feeling, amore a prima vista; e poi, quanto amo io, saper genuinamente contento mio figlio? Appagante! A dirla tutta, questo insolito esemplare, ha il suo perchè: aspetto cupo e misterioso, aria fiera, sguardo imperturbabile, una vena di malinconia, caratteristiche che denotano una certa dose di fascino e personalità. 🙂 Fatte le dovute presentazioni, passo volentieri la palla al marito per il divertente aspetto tecnico: accurate attenzioni per l’acquario, allestimento pratico, manutenzione, cura degli esigenti ospiti…

Mai avuto a che fare con gli acquari marini?

Preparando con calma il nido acquatico, vi auguro una serena Pasqua, caratterizzata da armonioso benessere interiore, e voglia di essere ciò che si desidera…

Happy Easter 🙂

Happy Easter to you...;)
Happy Easter to you…;)

L’arte del saper personalizzare…

Any

 

 

 

Bimbi & animali

Esistono amici speciali;

non necessitano di eccessive presentazioni: indiscussi compagni d’avventure, alleati devoti del nostro cuore, custodi dei segreti dell’anima, spesso ignorati…

Amici, con la A maiuscola, in grado di leggere nei nostri occhi intimi stati d’animo, ed emozioni, maestri d’umanità: gli animali. Accanto a noi, nei momenti gioiosi e ludici, in quelli in cui erigiamo muri dinanzi al mondo; ci sono, senza parlare: abili ad ascoltare i nostri silenzi, incapaci di chiedere qualcosa in cambio, se non legittime attenzioni, ed affetto. Come non amarli?

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Guardo incantata Nic, spazzolare con affettuosa cura, la sua Zoe: per gli amici Zozzy! Pelosa di casa lei, trovata otto anni fa, col resto della cucciolata, (tutti adottati) dentro un cassonetto per i rifiuti; abbandonata, da qualche membro del genere “inumano”. Minuscola e denutrita, eppure forte, una di casa adesso. Zoe che, durante i miei emozionanti, difficili, straordinari nove mesi, mi è stata fedelmente accanto, come solo un’amica leale può fare. Mi lascia piacevolmente perplessa, il suo sguardo intelligente: dall’alto della sua eleganza felina, osserva. 😉 I due, sono amici per la pelle: lui la “trucca” con i suoi colori a tempera, si preoccupa di darle da bere, le mostra genuino affetto; lei incredibilmente paziente, è disposta a ricevere coccole a volontà, e qualche amorevole “dispetto”. Sì lei, inavvicinabile dal resto del mondo, imperturbabile col suo adorabile compagno di giochi.

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Un messaggio in cui credo fermamente: l’amicizia tra i nostri cuccioli e gli animali, un connubio d’immensa complicità e arricchimento reciproco. Amici fidati, sanno essere una sapiente guida, valorizzando la percezione della diversità e il concetto di rispetto: legittimo diritto, per ogni essere vivente.

Spero vi sia piaciuto questo argomento sulle “famiglie allargate” 😉 Chiunque sia pronto per questo rapporto sincero, può scegliere di adottare un amico in qualsiasi canile, gattile, rifugi vari, chi più ne ha, più ne metta.

Credete anche voi in questo legame?

Any

 

Lo allatti?

Eccomi qua 🙂

Come anticipato, spendo qualche parola, sulla mia intima, umana, ricca, esperienza con l’allattamento al seno.

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In gravidanza, non ho mai avuto “il latte” (colostro)…Parenti & co, perplessi e stupiti:..”Non hai ancora latte?!”

Non ancora! Usualmente poi, scende tre giorni dal parto! I famosi consigli mai richiesti: “Sicuramente allora, non avrai latte?!” Simpatici! Tiè!

-Come quando chiedono se sono due gemelli? -E tu solo al settimo mese: “Dalla pancia sembrano due?!” Alcuni, il massimo della sensibilità, ti raccontano minuziosamente, addirittura mimando, i loro parti selvaggi e disumani, quasi alieni, a due giorni dal tuo…Lì, inizi a fantasticare su modi alternativi per farlo uscire…

Bandite le credenze popolari! In cuor mio, volevo fermamente allattare, per mille motivi sentivo naturale farlo…Non mi son fatta scoraggiare da catastrofici aneddoti, ingerenze, prese di posizione gratuite ed infondate: “Ti cadono i capelli, ti deprimi, ti esaurisci, ti ingrassi”. Nulla di più falso per quanto mi riguarda…Al contrario.

Allattare non ti rende migliore sia chiaro, lungi da me penalizzare chi per scelta o difficoltà non lo fa.

Parlo di me, della mia intensa, complice, esperienza: faticosa, serena, emozionante Scambio umano, lontano da rigidi schemi: allattamento a richiesta, un concetto che ai benpensanti di turno, infastidiva parecchio.

Gli affari propri mai eh?!

Casa in solenne ordine?! Io e l’ordine, siamo come io e i dolci.

Ho allattato mio figlio fino a tre anni, coccole reciproche, magia mamma e figlio. Spesso mi son sentita, giudicata, duramente criticata, diversa. E difficile rispettare le scelte del prossimo, a quanto pare.

In questo percorso umano, ho incontrato qualche piccola difficoltà: ragadi,(santa purelan) ingorghi, forte riflesso di emissione. Un aiutino richiesto è stato prezioso, ottimo lo staff della “Lega latte”, sempre attento e disponibile, il mio impagabile ginecologo, e mamme/amiche sulla stessa barca…

Il mio istinto, a piccoli passi.

Al corso preparto inoltre, ho ricevuto ottime ed incoraggianti informazioni, dagli addetti ai lavori.

Perché scrivo ciò? Per condividere la mia avventura col seno, per dire che l’allattamento prolungato, quando sentito, è privato, legittimo, naturale. Non bisogna sentirsi aliene, scegliendo di seguire istinto e cuore, soprattutto, non permettere a nessuno di puntarci il dito contro. Sguardi sgomenti, critiche dettate dall’ignoranza, presunzione.

Una mamma è pronta ad esser giudicata per le sue scelte, qualunque esse siano…

L’importante è sentirsi serene, tra le mille piccole difficoltà, per trasmette ai nostri figli, il valore assoluto della gioia.

 

 

Il fratellino?

20130314-013146.jpgQuando gli fai un fratellino?’…

Intrusione umana senza giri di parole: il must del momento; considerando che attualmente, sono full time mom, una free thinker, la vedo anche dura! ‘Il fratellino’ è un vero tormentone: al parco conversando con perfetti sconosciuti, parenti, conoscenti vari; sindacare sulla vita altrui, in particolare sulla mia, è una moda evidentemente 🙂 Forse ho l’aspetto di una donna che supplica consigli non richiesti?

 

Posso senza incertezza, sfatare pubblicamente questo mito:’Il fratellino?’ Chissà, mi piacerebbe molto! Per adesso, non mi sento una mamma ‘snaturata’, per non averne fatti otto di seguito, pur amando profondamente le famiglie numerose. Meno inerente, penso al tema allattamento: ho allattato mio figlio fino a tre anni, scatenando lo stupore generale: ‘Ancora allatti?’… Attoniti 🙂

Se non avessi allattato, sarei stata ‘l’incapace’ di turno, per i medesimi ‘predicatori’. La verità, è che una mamma, per quanto si sforzi di esser migliore, mettendosi in gioco, spesso è nel mirino della critica a prescindere. La differenza è data dall’innato anticonformismo, la stima di sé, motore della serenità interiore, quel sentimento che determina la nostra tenacia nelle piccole sfide quotidiane.

Non trovate?

Un bacione.

 

Welcome to me…



Ciao a tutti e che fatica! 😉

Da tempo ho intenzione di scrivere, provare piuttosto, un personalissimo blog: contenitore aperto di me stessa, la cosa è ardua (contenere me stessa). Non immaginavo, fosse così faticoso iniziare da zero, nella creazione grafica ad esempio: entusiasmante 😉 Adesso sono in ballo e non intendo tirarmi indietro, qualcosa uscirà fuori…Innanzitutto non ho la precisa idea di quali temi trattare, o meglio tutti; ciò che mi riguarda, quel che amo principalmente, argomenti che ho voglia di raccontare, esperienze personali. Maternità, un pò di me, quotidiano. Ad esempio, su due piedi giusto per rompere il ghiaccio, direi che io e i dolci fatti in casa, siamo due poli opposti, per essere diplomatica; e dire che amo cucinare il salato, con i dolci altra storia, rapporto complicato, non riesco ad attenermi alla ricetta, no devo mettere del mio! Puntualmente il risultato in questione, (parlando di dolci) è leggermente ‘incommestibile’, direi una bella schifezza 🙂 Dopo questa fantastica mini presentazione, posso continuare a cercare di capirci qualcosa…

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A presto, Any!

 

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