Il profumo,

le sfumature cangianti e impercettibili di un verde-azzurro, il vento che agita il suo mondo: prepotente in inverno, più mite in estate. Un dolce fruscio, le sue onde: sempre diverse e imprevedibili.

Affascinante e forte in ogni momento.

Giocare con la sabbia e sentirla nelle tue mani. Costruire castelli, toccare quei granelli di felicità. Bagnarsi i piedi nell’acqua fresca, senza pensarci, guardare le sue spiagge così poco affollate e respirare. La calma interiore e il movimento. Il rispetto.

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Il mare scatena accese emozioni in ogni stagione. Ti innamori osservandolo anche in autunno, così diverso: sempre lui, indomabile, assolutamente vero.

Gioco con mio figlio, fregandomene del mondo che non c’è. Un po’ bambina, certo mamma che sbaglia. Troppo? Poco? Non lo so. Giocare in fondo significa crescere. Insieme.

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Venti minuti di macchina, un cd per cantare, scordarsi del resto. Una spiaggia per sentirsi liberi.

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Vivere al mare? Che magia. Proprio davanti. Per tuffarti nella sua bellezza con massimo rispetto, per respirare ogni giorno il suo profumo salato, ma a dire il vero dolce. Non distogliere lo sguardo delle sue onde selvagge. Dare un nome all’estate.

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Passeggiando mano nella mano con mio figlio. Cambiare. In meglio. La serenità nel colore dell’intenso azzurro di quelle onde. La mia parte bambina in quei ruvidi granelli di sabbia. Ambrati, bollenti nel sole rovente, bagnati nell’acqua indipendente e fiera.

Mare per conoscere i propri limiti, mare per ascoltare se stessi, mare che sa far stare bene, mare per rendere felice mio figlio.

Voglia di mare in tutte le stagioni. Ascoltarsi, ascoltare.