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C’era una volta la gioia.

Pura e semplice. Del colore del sole. La gioia e nulla più…ma la cosa durò ben poco. Arrivò il disgusto, per sapersi indignare delle cose spiacevoli della vita, la rabbia, per accendersi al momento giusto e non lasciarsi intimidire e la paura, per navigare in mare aperto e sapersi proteggere.

Ad un angoletto, chiusa ed ermetica la tristezza. Timida e blu. Insicura e, così triste! Talmente triste da piangere per qualsiasi cosa…

Alla gioia, sorridente e positiva, non piacevano le lacrime amare: forte del tuo entusiasmo, suggerì alla tristezza di chiudersi in un angolo. Un cerchio tutto suo, dove poter leggere tanti libri noiosi e tristi come lei. Mai uscire da quel luogo sicuro.

La tristezza distrugge la gioia, il duro lavoro di ogni giorno…Questo la gioia pensava.

Giorni felici e, sfere del colore del sole per collezionare, solo ricordi gioiosi.

…Ma ad un tratto la vita cambia e tu, non sei pronta a farlo. Ti rifiuti, cerchi di sorridere, ma tutto fa quasi paura. Il colore dell’oro, si tinge di un profondo blu.

Allontanare la tristezza a tutti i costi, continuare a sorridere. Questo la gioia pensò; ma senza tristezza, non può esistere gioia. Le due facce della stessa medaglia. Attraversando un misterioso blu, può tornare a splendere il sole.

Un viaggio nelle profondità della nostra anima, nei nostri sogni e nelle nostre più ataviche paure. Cadere giù, ancora più giù e, rischiare di perdersi. Annientare ogni emozione pur di non soffrire. Sbagliando…E poi, capire.

Così timida, così profonda, così nascosta in noi, la tristezza colorata di un brillante blu, ha un compito speciale. Far scendere le lacrime, mettersi a nudo, esprimersi e chiedere aiuto. Tanto più nascosta in noi, chiusa a chiave, tanto più lontana la possibilità di essere felici. La tristezza può unire e più di ogni altra cosa: la tristezza non è una nemica da allontanare, è un’alleata preziosa. La mano da stringere per ritrovare la gioia, quando spesso la vita ci sconvolge.

…E così la gioia capì. Un passo indietro, per farne molti di più avanti. Senza nascondere nessuna emozione…

Beh, che ne dite?
Un bel messaggio per noi e i nostri figli, non trovate? Quello che cerco di fare da quando è nato: insegnargli ad ascoltare le sue emozioni.

Io ho pianto (tanto per cambiare), la torre di controllo delle mie emozioni, non si annoia di certo 😉 e la vostra?