A volte sono sorpresa, incuriosita, quasi divertita, leggermente indignata, ma anche un pò basita: già!

Così difficile, aver fiducia nella propria natura femminile: valorizzandola, liberandosi da superficiali giudizi? Emozioni in tasca, avversità a qualsiasi forma terrestre di parcheggio, 😉 colore e vestitini, (anche quelli perchè no!) e poi: mente, cuore, energia, intuito, diversità, passione. Assurdi confini, muri invisibili, preconcetti senza valore, visione falsata di se stesse, da neutralizzare civilmente, con la voglia di apprezzarci, per ciò che siamo.

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Oggi al parco: io, Nic, il marito; l’afa, il sole rovente e i singolari discorsi da medioevo, della mia vicina di altalena, oratrice convinta:

Le donne, dovrebbero conoscere i loro “limiti” e non guidare l’automobile! (lei non la guida, a quanto pare rispetta i “limiti”) Noi, non siamo portate!”

Noi?

Evviva l’entusiasmo! Benvenuta fiducia, siamo nel 2013 ricordi? Ora: parliamo, pensiamo, comunichiamo, respiriamo, esistiamo! Ammetto che, la diplomazia non è il mio biglietto da visita, nemmeno l’invadenza però; la mia mimica facciale, eloquente e immediata: un sorriso ironico, uno sguardo, per interrogare le sue parole, allegra perplessità! Gli affari miei no, eh?

“Noi donne”…Vuoto, anzi tossico luogo comune, piuttosto datato: il pregiudizio. E poi i limiti: a cosa servono? A chi appartengono? Prerogativa dell’essere umano, senza distinzione di razza o genere. Particolari meccanismi, necessari per l’incontro con la fiducia: esplosivo ottimismo e consapevolezza, nel saper camminare con le proprie gambe. Il miglioramento, un passo alla volta, abbandonando la fasulla ricerca di perfezione; moto personale che, nasce dall’umiltà, con fiera determinazione. La conquista della serenità, inciampando di tanto in tanto, nell’esperienza quotidiana.

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Troppo facile screditare, etichettare, distruggere, con una frase, una radicata convinzione: il muro, il limite da superare inizia da qui. Costruire, iniziando con un gesto positivo, per te stesso e per gli altri, la percezione del cambiamento, inciso in ogni singola parola pronunciata.

Il maschilismo più duro, spesso, (spiegatemi il motivo) arriva da alcune donne, ancorate nei vecchi stereotipi del passato: feroce e cieco che, si respira in alcuni ambienti professionali in “all pink”; mai lavorato in un luogo simile? Io sì, e sono sopravvissuta! Soddisfatta, per non aver svenduto la mia individualità. Quel luogo in cui, tra le parole velenose di tutti i giorni, ho coltivato sincere amicizie femminili; esistono e sono la donna moderna: viva, dolce, tenace, dinamica, persona. Solidale e complice verso chi come lei, è tale. Lo avverto nel web: spontaneo, coeso, partecipe. Scambio umano costruttivo: idee, racconti, innovazione. Lo noto in chi vive la sua unicità tutti i giorni, con naturalezza, senza credersi migliore (o peggiore), chi sorride spontaneamente ad un’altra mamma al parco, (perchè sorridere non costa nulla!) chi non giudica un capriccio di tuo figlio, ma ti dichiara “Anche il mio fai così!”…Chi svela un pò di sé, con ironia e semplicità, chi dice senza riserve: “Ma quanto sei bella oggi!” (da dentro a fuori) Perchè lo pensa! Chi ti ascolta e infonde fiducia, con un’attenzione; chi come te, vive i sentimenti, chi si distingue, nella sua autenticità.

Chi è, senza pretendere, nel rispetto altrui…

Cosa pensate al riguardo?