Cercare lavoro. Aiuto. Quando lo trovi, è quasi il massimo della vita. Quando fa al caso tuo e riesci a conciliare scuola, impegni, distanza, orari, si grida al miracolo vero.

Una sorta di nirvana.

Colloqui. Il mio pane quotidiano. Un appuntamento al buio che adoro. Mi piace giocarmi ‘tutto’ in quei dieci minuti. Aspetto fresco e curato. Make up soft. Abito semplice, ma non antico. Stretta di mano decisa.

Persona più adatta, proprio non c’è. Ma sì, crediamoci. Ok, ok. Non entusiasmiamoci troppo! Potrebbe essere un altro contratto mensile. Dettagli. Chi si ferma è perduto.

Insomma, il colloquio. Do you Know?

Quel momento in cui quando ti chiedono:

‘Il tuo peggior difetto?’ (originali eh!)

Tu, con nonchalance strategica, scegli dal giardino delle virtù…

Beh, il mio peggior difetto è la determinazione. Ovvio. 😉

Torniamo a noi. Telefonata:

‘Buongiorno, la contatto per…’

Smartphone alla mano. Data e ora. Tutto normale se non fosse che, al tuo arrivo, hai vinto un bel colloquio di gruppo. Esperienza depennata dalla lista di quelle da rifare. Senso di momentanea impotenza. Sorriso quasi naturale. Ascoltare per tre ore estranei iper convinti, potrà dare un senso alla vita.

Colloqui

Alzi la mano tipo a scuola. Della serie: io, io! Prima inizio prima finisco (la tortura). Peraltro, non amo parlare di me in pubblico.

Apro parentesi. Ho un blog. Chiudo e rifletto 😀

Chiara, sorridente e coincisa. Fatto. Ne mancano solo altri quindici. Inizi ad auspicare per il dono della sintesi nel prossimo. Ne è privo il mondo. 😀

‘Ciao sono Osvaldo e da tre mesi, due giorni, un’ora, ventiquattro secondi sono alla ricerca di uno sfigatissimo lavoro.

Il tipo ha tre master e due lauree. Gira il mondo (come non si sa?). Fa volontariato, parla ventisette lingue, intrattiene pubbliche relazioni sotto la metro. Non ha significative esperienze on the job. Era impegnato a fare tutto il resto. Tutti super agguerriti tra loro. Tutti, tranne te. Me. Io: l’antitesi della competizione.

Prendere o lasciare. Dentro o fuori. Bianco o nero. Vivi e lascia vivere. E soprattutto guarda te stesso e migliorati.

Sempre io eh!

Non qui. Qui si sgomita. Ne resteranno solo tre. Dopo un corso formativo, a carico dell’azienda. Non retribuito. Per meglio dire: ‘aggratis’.

E poi, l’illuminazione. Forse non odio così tanto il colloquio di gruppo. Forse, anzi di sicuro, ci scrivo un post.

Anche voi li amate così?
😉

 

Riferimenti a nomi, persone, situazioni, eccetera, sono puramente casuali 😀