Un piccolo excursus sul kumihimo…

Ciao a tutte/i! Oggi volevo parlarvi brevemente della tecnica del kumihimo. Chi mi segue anche sul canale YouTube avrà sicuramente capito di cosa sto parlando e ricorderà che tempo fa ho pubblicato alcuni tutorial su questo argomento (per rinfrescarvi la memoria vi basta fare click qui e sbirciare nella playlist “Kumihimo”).
In questo post volevo illustrarvi per sommi capi ( ma moooolto sommi)  che cos’è il kumihimo.
Si tratta di un’antica tecnica di intreccio giapponese tornata recentemente in auge, in quanto particolarmente adatta alla realizzazione di collane e bracciali. 
Tradizionalmente il kumihimo veniva (ma viene tuttora)  realizzato con l’aiuto di un “telaio” in legno chiamato marudai sul quale venivano disposti i fili da intrecciare. Nella foto sottostante potete vedere come si presenta questo tipo di strumento.
Negli ultimi anni è stato messo in commercio il “nipotino” del marudai: il disco da kumihimo. Si tratta di un disco flessibile in schiuma che presenta delle scanalature lungo tutta la circonferenza:
Di sicuro è molto più comodo da usare del marudai anche se molto meno esotico.
L’avvio del lavoro e gli schemi
Il kumihimo viene realizzato con un numero variabile di fili (4, 8, 16, 32…) eseguendo una data serie di movimenti. A seconda della sequenza e di come avremo disposto i fili all’inizio del lavoro si otterrà un effetto diverso.
In base al numero di fili necessari la disposizione iniziale sarà differente.

Una volta disposti  i fili nel modo giusto si comincia ad intrecciare seguendo lo schema scelto che si presenterà più o meno così, come una successione di step:

 Ma vediamo in dettaglio come si legge lo schema:
– I pallini rappresentano i fili
– I numeri indicano lo step (o movimento)
– Le frecce indicano la posizione in cui il filo andrà portato (ad esempio nel primo step il filo in alto viene portato in basso, viceversa quello in basso viene portato in alto).
Seguendo gli step e ripetendoli tante volte si otterrà l’intreccio desiderato.

Quali fili si possono usare?

Qui viene il bello! Potete usare tutti i tipi di filo, dalla codina di topo al cordino cerato, dalla lana al cotone. Potete sbizzarrirvi, l’unico limite è la vostra fantasia.
Dove si possono trovare gli schemi?

Internet ci aiuta moltissimo in proposito: vi basterà googlare “kumihimo” per trovare tantissimi schemi, esempi e videotutorial (inclusi i miei, ovviamente!).
Non vi resta che provare, prendere in mano il disco e cominciare ad intrecciare e intrecciare e intrecciare e intrecciare…

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4 thoughts on “Un piccolo excursus sul kumihimo…

  1. Ciao! Dipende dal tipo di lavorazione che potrà richiedere una data disposizione iniziale piuttosto che un'altra. Solitamente negli schemi che vedi sopra (che sono fondamentalmente quelli classici per il marudai) trovi anche come disporre inizialmente i fili.

  2. scusa la mia ignoranza ma dove posso trovare schemi dove indicano precisamente quale filo muovere per primo e in che posizione portarlo?ho trovato tanti "schemi iniziali" ed ho fatto qualche prova (semplicemente portando dal basso in alto e viceversa ruotando ad ogni passaggio) ma non ho trovato molte spiegazioni precise… :-((grazie ciao

  3. Esistono vari schemi in giro per il web e spesso trovi sia le spiegazioni per realizzare il lavoro con il disco (che riportano quindi anche le rotazioni) o schemi più semplici per realizzarlo con il marudai (come gli schemi che vedi nel post). Di ispirazioni in rete ne trovi davvero tante, magari dai un occhio anche su Pinterest. Comunque a partire dal prossimo post cercherò di proporvi degli schemi.

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