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giu
29
2010
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Tra i fiori estivi più belli spiccano le campanule

Non so a voi, ma a me i fiori suggeriscono la stagione più che le temperature. Ed è per questo che ogni qualvolta vedo una campanula, nonostante le vacanze siano lontante, sento che è estate! Le considero tra i fiori più belli da vedere di questo periodo e sono anche facili da coltivare.

Le campanule danno fioriture lunghe e generose e sono di diversi colori, blu, celeste, bianco, rosa, rosso e viola per questo mi sento di consigliarle a chi vuole balconi estivi deliziosi da guardare.  Le “primizie” spuntano a maggio e le più resistenti durano fino a settembre inoltrato.  Non sono tutte piccoline di statura, anzi! Alcune raggiungono anche il mezzo metro, basta scegliere la specie che fa più al caso vostro…

Ecco come coltivarle: il clima ideale della Campanula è temperato/freso per questo si può coltivarla all’aperto e il periodo migliore per la sua semina è l’inizio della primavera. Il terreno adatto alla campanula, deve essere molto ben drenato e ricco di sostanze organiche. Va esposta in pieno sole, perchè la campanula, è una pianta che tollera l’ombra solo per pochissimo tempo. Questa pianta teme il gelo, quindi va protetta, specie quando è ancora una giovane piantina. In compenso ha delle varietà stupende di colore ed è ottima come pianta ornamentale, sia in balcone che in giardino, da consigliare…decisamente!

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giu
27
2010
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La cura delle piante nei mesi estivi

Agosto è per le piante il mese di forte sviluppo ma anche un mese critico per le sue alte temperature. Se è vero che il caldo estivo favorisce la crescita rapida di tutte le piante in appartamento, in giardino e nell’orto è anche vero che, senza i dovuti accorgimenti, rischiamo di vederle appassire sotto ai nostri occhi.

Acqua e concime sono le parole d’ordine di questo mese: annaffiamo le nostre piante regolarmente, nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando il sole non potrà più bruciarle, stando attenti a non provocare ristagni d’acqua, e ricordiamoci di vaporizzare le foglie per mantenerle alto il livello di umidità, sia in casa che fuori.

L’ideale sarebbe, poi, ogni 15 giorni aggiungere all’acqua dell’annaffiatura un prodottp ricco in elementi nutritivi, che sia in grado di supportare lo sviluppo della pianta e di prevenire i danni causati dal grande caldo. Diverse marche, come la Cifo, hanno inventato prodotti che contengono elementi nutritivi essenziali quali azoto, fosforo e potassio e stimolanti a base di aminoacidi che migliorano le funzioni delle piante e le rigenerano in caso di stress idrici e ambientali. Recatevi dal vivaio e fatevi consigliare il più adatto alle vostre esigenze e alla specie che avete in casa.

I risultati saranno evidenti: fioritura abbondante e continuativa, dai colori brillanti; fogliame più folto, di colore intenso; frutti e ortaggi più saporiti e nutrienti. In questo modo si prevengono le carenze nutritive più comuni, evitando la comparsa di ingiallimenti fogliari.

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giu
27
2010
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Per balconi originali scegliete l’Anigozanthos

Tra le piante più strane che io abbia scoperto merita un posto di primo piano l’ Anigozanthos. Si tratta di una cespugliosa di origine australiana che ha la forma di zampe di canguro…è così che alcuni la chiamano!

Fiorisce tra la primavera e l’estate, ha strane foglie di colore verde brillante e dei fiori  particolarissimi. I suoi fusti sono rossi e ricoperti da peluria, alti talvolta anche 100-150 cm. In alto, invece, produce numerosi boccioli dalla forma allungata, coperti anch’essi da una fitta peluria, che può essere rossa, arancio, gialla, verde o porpora.

Da questi boccioli spuntano fiori di color chiaro, strani anch’essi naturalmente! Come vi dicevo ricordano le zampe di canguro ma anche abbastanza belli da utilizzarli in originali bouquet.

Anche se è una pianta australiana e non molto diffusa da noi, potrete trovare nei vivai più forniti i suoi semi e piantarla nei vostri balconi. Di sicuro, se metterete l’Anigozanthos nelle fioriere se ne accorgeranno tutti! Dovrete avere, però, dei vasi molto grandi e posizionarli in posti soleggiati. Infine,  le Zampe di canguro hanno bisogno di molta acqua. Tuttavia hanno, anche, la capacità di immagazzinare nelle radici linfa acquosa, da utilizzare in caso di mancanza di annaffiature; per questo motivo sopportano senza problemi periodi anche lunghi di siccità. Lo sviluppo della pianta e la fioritura si arresta durante i periodi siccitosi, è quindi consigliabile annaffiare regolarmente la pianta, da marzo a settembre, arrestando le annaffiature durante i mesi freddi. Evitare gli eccessi di irrigazioni ed il ristagno idrico.

Written by Margherita in: balcone e giardino,piante | Tag:
giu
24
2010
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Ortensie per colorare vasi, giardini o balconi

Se volete riempire vasi e giardini di fiori colorati e grandi, optate per le ortensie. Sono delle piante che prediligono un clima temperato-umido ma che, in genere, resiste bene anche a temperature fino a -10°.

Se deciderete di piantarle tenete presente che, per quanto riguarda il terreno, deve essere umido, ben drenato e con un ph neutro o leggermente acido. Il ph del terreno influisce sulla colorazione del fiore: le tonalità sull’azzurro sono stimolate da un terreno acido mentre le tonalità dal rosa al rosso si avranno con un terreno leggermente calcareo. Un caso a parte sono le ortensie con infiorescenze bianche che manterranno inalterato il loro colore qualsiasi sia il ph del terreno.

Le ortensie vanno piantate fra febbraio e marzo e fiorisce in estate, a luglio generalmente. Bisogna scavare una buca sul fondo della quale aggiungere del terriccio acido per piante acidofile. Fatto questo occorre mettere l’arbusto nella buca e riempirla con il terriccio. Subito dopo la pianta va ben innaffiata per far assestare il terreno.

Questa pianta va concimata  tra fine autunno e inizio inverno. In primavera, invece, bisognerà somministrare solamente una volta un concime chimico specifico per ortensie che si può trovare in ogni vivaio. La pianta va innaffiata abbondantemente ed è consigliato di studiare soluzioni per proteggerla dal freddo se vivete in regioni dal clima rigido. Nei mesi estivi, invece, è bene tenere sempre il terreno umido ma evitare i ristagni d’acqua. Bisogna innaffiare con acqua non calcarea, se l’acqua dei nostri rubinetti è troppo dura si potrà innaffiare o con acqua piovana oppure con l’acqua del rubinetto che si lascerà riposare almeno una notte consentendo così al calcare di depositarsi.

Le ortensie che comunemente abbiamo nei nostri giardini o nei nostri balconi possono essere coltivate anche in vaso. I contenitori devono essere abbastanza grandi per contenerle, andrà quindi benissimo un vaso con un diametro di 60 centimetri.

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giu
23
2010
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A nuova vita il Vivaio del Parco del Monte San Giorgio

Ogni tanto qualche buona azione! Sono stata molto felice di leggere che banche e politici, a Torino, si sono messi dalla stessa parte per salvare  il vivaio del Parco del Monte San Giorgio. E quando si fa del bene alle piante io ne sono felice e ne riconosco il merito! In un periodo storico in cui la crisi economica porta tutti a preoccuparsi dei grandi affari mondiali, scopro con piacere che qualcuno punta ancora a salvare le piante. Ve ne parlo perchè spero che come questa anche tante altre amministrazioni facciano qualcosa per salvare il verde delle nostre città, spesso messo da parte per palazzoni e strade.

Intesa Sanpaolo, Provincia di Torino e Comune di Piossasco stanno portando avanti una collaborazione utile a ridare vigore al Parco. Nello specifico, Intesa Sanpaolo promuoverà il ripristino del sito, creando un vivaio capace di produrre 3.500 piante, tante quante i bambini, figli di dipendenti, che in media nascono ogni anno. L’obiettivo è utilizzare le piante per azioni di rimboschimento da sviluppare con vari partner su tutto il territorio nazionale. I lavori partiranno nei prossimi giorni ed entro fine anno il vivaio entrerà in produzione.

Così facendo sarà possibile non solo restituire uno spazio verde alla comunità, ma renderlo luogo di incontro formativo e di aggregazione. Attraverso la Banca, i dipendenti potranno donare per ogni nascita un giovane albero, che sarà destinato ad azioni mirate di rimboschimento.

Il Parco del Monte San Giorgio
è una delle aree protette provinciali caratterizzate da una forte presenza di alberi non originari delle aree stesse. Si tratta dell’eredità di interventi di rimboschimento effettuati intorno alla metà del secolo scorso per fronteggiare il degrado forestale ed il dissesto idrogeologico. L’accordo con il Comune di Piossasco e con Intesa Sanpaolo consente, almeno sul Monte San Giorgio, di ricostituire l’ambiente vegetale originario, sostituendo progressivamente il pino nero, la quercia rossa, il cedro, il pino strobo (o bianco americano) e la robinia con latifoglie quali aceri, frassini, querce e carpini. L’operazione permette tra l’altro, di eliminare l’habitat naturale della processionaria, insetto estremamente diffuso nel Parco del Monte San Giorgio, pericoloso per la salute umana.

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giu
23
2010
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A Firenze per bere un the tra farfalle e piante tropicali

Una manifestazione senza dubbio originale e da vedere quella che vi sto per suggerire. A Firenze, fino a settembre, sarà possibile veder nascere una farfalla, ammirarne il suo volo magico e assistere a uno dei piu’ incredibili miracoli della natura come la metamorfosi del bruco.

Non sono diventata pazza, è davvero così! Al Tepidarium del Roster, la serra piu’ grande d’Italia del Giardino dell’Orticoltura (ingresso via Vittorio Emanuele 4), ha da poco riapreto al pubblico con un evento eccezionale: ”Un the con le farfalle”, ospitando un’oasi faunistica nel suo interno con centinaia di farfalle tropicali.

Il Giardino più bello d’Italia è stato trasformato, per l’occasione,  in un piccolo eden di piante, fiori e frutta tropicale, popolato da 400 esemplari di farfalle. La cosa più bella di questo appuntamento, secondo me, è l’atmosfera che crea. Io non ci sono stata ancora ma deve essere davvero fantastico. Pensate a come sarebbe vedere variopinte farfalle in una serra tra le più belle al mondo, all’interno di una struttura ottocentesca allestita con piante di banane piene di frutti, con lantane in fiore, ibisco, orchidee, che ricreano un pezzetto di tropici dal clima caldo-umido. Immaginate, poi, mentre lo fate di sorseggiare il vostro thè in porcellane preziose…Fatto? Ebbene a Firenze è la realtà!

Il Tepidarium, infatti, è stato arredato e allestito con bar, una piccola biblioteca specialistica su tutti i segreti degli insetti, ricoperto di veli bianchi e riempito di piante e fiori. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 e il biglietto costa 8 euro. Se ci andrete fatemi sapere….

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giu
18
2010
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Laurelia, pianta antitubercolosi che cresce in Nuova Zelanda

Le piante amiche della nostra salute, si confermano un aiuto insostituibile nella cura di patologie anche gravi. Ricercatori neozelandesi della School of Biological Sciences, Victoria University di Wellington, del Department of Molecular Medicine & Pathology, School of Medical Sciences e dell’Università di Auckland, hanno condotto uno studio in cui si evidenziano le proprietà inibitorie nei confronti del batterio della tubercolosi e di altri tipi d’infezione da parte di alcune piante indigene della Nuova Zelanda.

In sintesi, questa ricerca avrebbe scoperto che la Laurelia, pianta che cresce spontanea in Nuova Zelanda e molte altre specie locali avrebbero potenzialità antibiotiche interessanti.

I ricercatori hanno analizzato l’attività della Laurelia e di altre 44 piante autoctone nei confronti dei batteri. I principi attivi sono stati estratti per mezzo di solventi e testati per l’inibizione di un surrogato di specie di Mycobacterium smegmatis. Poi i principi attivi sono stati anche testati per l’attività batteriostatica contro il M. tuberculosis.

I risultati dei test hanno mostrato che sei delle 45 piante testate avevano effetti contro il M. smegmatis e molte di queste avevano anche attività inibitoria nei confronti del M. tuberculosis: tra cui la Laurelia novae-zelandiae (Pukatea) spiccava per l’attività inibitoria. Tra le piante attive contro lo Staphylococcus aureus vi era solo la M. excelsa (Pohutukawa).

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giu
16
2010
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A Spello, menù e gelati a base di fiori per tutto l’anno

Se vi trovate nei pressi di Perugia non perdetevi un appuntamento coi fiori e col gusto: nei ristoranti e nei bar di questo delizioso comune umbro infatti, potrete mangiare piatti, cocktail e gelati a base di fiori.

L’iniziativa è del tour enogastronomico floreale, che in genere si fa solo nel periodo dell‘Infiorata, ma, ha ottenuto talmente tanto successo che gli organizzatori hanno deciso di continuare a far proporre a ristoranti e bar alcuni piatti, dolci e cocktail a base di fiori per tutto l’anno.

Erbette e petali di fiori coloreranno i piatti oltre che le strade di Spello, che da decenni coltiva la tradizione delle Infiorate del Corpus Domini. Il menu a base di fiori e i prodotti tipici locali potrete trovarli nei ristoranti e nei punti di degustazione lungo le vie e le piazze del centro storico.

Tra le bontà floreali che potrete gustare ci sono: strapazzata ai fiori di borragine; tagliatelle al baccala’ e fiori di zucca; coniglio arrotolato alle aromatiche del monte Subasio; panna cotta alla lavanda. E ancora: Gelato alle rose; mostarda alla frutta per accompagnare i formaggi; cocktail decorati ai fiori che giocano con la variazione dei colori; involtino di bresaola con caprino al profumo di lavanda; risotto al fiore di camomilla e zafferano; straccetti di manzo con fiori misti del Subasio; insalata con petali, patate e mele; bavarese ai fiori di zucca e rosa; gelato e cocktail a base di fiori di Hibiscus in sciroppo e tantissime altre bontà originalissime!

Vi è venuta l’acquolina in bocca? Bene, non vi resta che recarvi nei bar e nei ristoranti del centro storico di Spello!

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giu
16
2010
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Drosera rotundifoliache, pianta carnivora unica al mondo

Lo sapevate che in Italia, esiste una pianta carnivora rarissima, la Drosera rotundifoliache? Vive sulle colline di Fucecchio, in provincia di Firenza, fin dalle Glaciazioni Quaternarie. Sabato 19 giugno, avrete la possibilità di visitarla, nell’ambito dell’inaugurazione, in località Vedute, della sfagneta della Sammartina, uno dei luoghi naturalistici più importanti ed originali della regione.

Questa deliziosa e particolare pianta è conosciuta da pochissimi. Nenache io sapevo della sua esistenza prima di leggere dell’evento nel comune di Fucecchio. Eppure lei se ne sta lì, nei boschi delle Cerbaie, fin dalla preistoria. Sabato prossimo, finalmente, avrà il suo momento di celebrità.

La Drosera rotundifolia è una specie unica al mondo. È alta 10-20 cm, con foglie obovate e con un lungo picciolo, disposte a rosetta basale, dotate di lunghi tentacoli con peli porporini che secernono gocciole di un liquido vischioso, nel quale restano intrappolati piccoli insetti. I tentacoli si ripiegano sulla preda dopo la cattura.Fiorisce da aprile a settembre con piccoli fiori bianchi.

L’Ecoistituto delle Cerbaie, il Comune di Fucecchio e l’AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore) da tempo sono impegnati in interventi di ripristino e di conservazione della sfagneta della Sammartina, l’habitat che ospita questa pianta carnivora. La manifestazione si svolgerà dalle 9,30 alle 12,30, con ll’inaugurazione ufficiale di questo spazio.

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giu
14
2010
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I fiori italiani sono in “crisi”. Quanto ci costerà?

La crisi economica ha colpito anche i fiori italiani. La notizia che sto per darvi non è felice ma penso sia giusto parlarne, perchè  da questo, in fondo, dipende anche il prezzo che troveremo dai fiorai!! Il guaio è che ad essere maggiormente in crisi è il settore delle rose...dovremo, forse, rinunciare alle romantiche e floreali sorprese?!

Per i fiori “made in Italy” è crisi. Negli ultimi cinque anni la produzione di fiori del nostro paese è diminuita di oltre un quarto (meno 26%) e con essa c’è stata la perdita di più di mille ettari (soprattutto strutture serricole). Particolarmente grave è poi lo scenario per le rose, la cui produzione si è dimezzata e i costi aumentati del 30%.  I dati sono stati diffusi qualche giorno fa dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori).

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Quali soluzioni, dunque? Secondo la confederazione in Italia c’è l’esigenza di interventi mirati per superare le difficoltà che le imprese di fiori recisi hanno per restare sul mercato. Secondo i dati della Cia, oltre all’Italia, anche in Olanda, negli ultimi anni, si è avuta una perdita superiore ai mille ettari coltivati a fiori; stesso discorso per la Spagna dove si è avuta una flessione di superficie di oltre il 12% e per la Francia con una diminuzione di circa 700 ettari.

Ma il nostro scenario è il più preoccupante. E’ vero che il settore nel suo complesso ha mantenuto le stesse superfici (circa 36.000 ettari), perchè c’è stata una riconversione nei confronti del vivaio o delle piante in vaso, ma le produzione di fiori recisi rimangono a rischio tracollo.

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