Lettera per Rossella Bianchi

Lettera per Rossella Bianchi.

Un giorno mi venne chiesto dalla mia cara amica e giornalista Elisabetta Rossi, di accompagnarla a fare due scatti molto veloci per l’intervista a Rossella Bianchi, autore del libro “IN VIA DEL CAMPO NASCONO I FIORI”. In breve mi raccontò la tua storia e io mi ricordo, come se fosse ieri, di quanto ero nervosa, di poter sbagliare a fare le foto o ad avere un atteggiamento da perfetta imbecille. Alla fine ci riuscii, ma non sono tutt’ora soddisfatta del mio lavoro, però sono molto felice di aver letto il tuo meraviglioso libro. Un autobiografia bellissima e anche “dolorosa” della tua vita, per tutto quello che hai dovuto affrontare. D’altra parte però penso: se tu non avessi passato tutto ciò, non ci sarebbe un libro… se tu non avessi passato tutto ciò non saresti la persona forte che sei…se tu non avessi passato tutto ciò non saresti Rossella Bianchi ma saresti rimasta Mario. E pure dopo tutte le pagine che ho letto tra piaceri e dispiaceri, colpi di scena e realtà cruda, penso di aver percepito i tuoi veri “sentimenti” solo nell’ultima pagina, dove parli della morte di Don Gallo, tant’è vero che qualche lacrima mi è scesa. Io non sono nè una giornalista nè una scrittrice e ti scrivo semplicemente come una lettrice che si è emozionata leggendo il tuo libro, che in alcuni momenti ero letteralmente schifata dall’atteggiamento di alcune persone ed in altri mi sono fatta anche del gran ridere come quando descrivi l’uscita dalla questura prendendo l’autobus e la tua amica Gitana  si mise a gridare : “Oh finalmente si scende da questo pullman! La puzza di fica marcia mi stava asfissiando”.  Bé posso dirti solo Grazie, grazie di aver condiviso un pezzo della tua vita con noi… con me… grazie di aver combattuto e di non aver mollato mai fino a diventare presidente dell’ associazione Princesa, a tutela dei diritti dei transgender.IMG_5521_1 copia IMG_5540 copia_1

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