Alberto Sordi racconta di suo padre e il gatto Mimmino

Alberto Sordi racconta l’ amore per gli animali: Si scioglieva di fronte a Cani e Gatti, non era solo un grande attore, prima di tutto era un uomo dal cuore grande.

Anna-Magnani-con-Alberto-Sordi-1024x768

Come il mitico Totò anche lui era amante degli animali e spesso e volentieri quando era in vita li ha difesi dalla crudultà dell’uomo denunciando questa cosa anche in uno dei suoi film. L’Albertone nazionale con gli animali aveva un rapporto di grande affetto ed è in un capitolo del suo libro ” Storia di un commediante” che racconta l’amore che aveva per loro. Leggiamo le sue parole:

il_570xN.1014098270_1iww “Non sono animalista, ma gli animali suscitano in me una grande tenerezza.Dipendono da noi e non hanno la parola, per cui non possono protestare, difendersi o mandare al diavolo qualcuno. I più sono a servizio dell’uomo e l’uomo che fa per compensarli? Li tortura, li usa e quando non servono più li ammazza“.

“Da piccolo non avevo animali, a parte un gatto randagio, nero, rognoso, che avevo portato a casa più per curiosità che per affetto. Si chiamava Mimmino, era molto indipendente, ma legatissimo a mio padre che tutte le sere, quando tornava verso l’una e mezzo di notte dal Teatro dell’Opera, lo trovava ad aspettarlo alla fermata del tram.

Mangiavano sempre insieme, papà seduto a tavola e lui sotto le sue gambe. C’era fra loro un vero e proprio dialogo e la notte spesso mi svegliavo sentendo mio padre che raccontava a Mimmino quello che gli era successo a teatro, facendo nomi e cognomi, come se ad ascoltarlo ci fosse una persona…

comments

I commenti sono chiusi.