Scazzo cosmico e riflessioni pre-concerto

Prova.
Prova, prova, prova.
Ah! Ssssà! Sssssshok! Sssì.

Tutte le volte ti senti un po’ deficiente; però sorvoli, perchè vi siete presentati all’ora giusta davanti al locale, ma il proprietario s’è dimenticato di arrivare per tempo ed ora sbuffa perchè arriva la gente a mangiare. E voi siete ancora lì a fare i suoni.
-Dai, facciamone una a cannella per vedere i volumi-.
Detto fatto, parte il pezzo, che più che il solito brano è una bordata di suoni.
Un giro solo, si finisce, cade il silenzio e, dopo due secondi, tutti insieme si inizia ad assalire il fonico: chi non si sente, chi va nel panico perché percepisce uno strano fruscio di fondo, chi vuole più voce in spia, chi dalla spia non sente uscire niente, chi meno chitarra… “c’è sempre troppa chitarra, è sempre troppo alta, accidenti!” si lamenta il bassista (e chiaramente non dice “accidenti”, ma non volevo cadere nel volgare).<

br />E nel mentre il batterista è ancora lì che deve montare l’ultimo piatto, e tu, come sempre, chiedi perchè se lo debba portare dietro.”è il primo che ho comprato… per scaramanzia!” ti fa’ mentre lo sistema con la massima cura.

Riprova.

Il fonico, che il più delle volte è il cugino del proprietario (o l’amico che non sa mai che fare il venerdì sera) smanetta sul mixer e, quando gli dici di alzare la voce, fa sparire uno strumento, poi l’altro, sminchia le regolazioni e gli effetti e poi, finalmente, rintraccia il canale della voce e la risistema.

Rifate il giro altre due o tre volte, te continui a cantare il pezzo di prova perplessa, ti domandi come caspita si senta giù dal palco, ti sembra di urlare, ti chiedi “ma sto respirando o faccio finta? Sono io bassa? Sono gli altri alti?” e cerchi di scrutare tra i pochi presenti le espressioni.
Ovviamente tutte poker face.

“No no, ma ora è tutto ok” assicura il fonico: “Basta che suoniate PIANO“.

Quella frase.. si, l’han detta anche stavolta. Rotei gli occhi verso il soffitto alla ricerca di una visione mistica che ti riporti in pace col mondo ma, capito che questa non arriverà, ti volti verso i tuoi musicisti e fai la tua solita espressione che esterna eloquentemente tutti i pensieri di quell’istante (che son quasi sempre gli stessi, tra l’altro).

Ovvero:

• Amico, sul cartellone, dopo il nome del gruppo, c’è scritto “HARD ROCK COVER BAND”. Non “lounge music”. Traine le ovvie considerazioni.
• Amici miei che suonate alle mie spalle.. va bene, suonare su un palco è cosa bella e rara. Ma questo non vuol dire che dovete sfondare le casse, gli ampli ed i miei timpani soprattutto.
• Amico gestore, se hai paura che chi abita sopra al tuo baretto chiami i carabinieri… non facevi prima a prendere un duo acustico? O a comprare un limitatore per le casse?
• Amico chitarrista, ho visto che il volume è sull’uno. Se al quarto pezzo lo trovo spostato in su anche solo di una tacca ti taglio le dita!
• Amico bassista, ricordati di fare gli accenti insieme all’amico batterista.
• Amico batterista, lo so che sei in crisi perchè la tipa ti ha mollato per un truzzo con l’auto piena di lucine e ammenicoli vari.. ma vedi di fare gli stacchi insieme all’amico bassista.
• Ehi tu zoccola la infondo che ti lamenti che non c’è il diggei ma un gruppo di sfigati vestiti di nero.. dopo scendo e ti scasso di mazzate.

Poi, nel pieno di queste riflessioni, arriva il gestore che porge la più classica delle domande:
-Vi scalo la cena dal cachet? O vi pago con la cena? Vedete voi, eh.. io non ho problemi-. Ed abbozza un sorriso che è una presa per il culo.

Preso da un attimo di sconforto, ti domandi perchè tutte le volte ci caschi: perchè spendi un capitale in benzina, perchè consumi i copertoni e perchè litighi con il/la partner ed i parenti stretti ogni volta che dici “no, sto week end non ci sono, suono”? Perchè continui a dire “basta, è l’ultimo anno, poi attacco lo strumento al chiodo” e puntualmente sei li, col cellulare, a telefonare e asfissiare i gestori di tutti i pub della zona a chiedere una data, anche se “gratis-basta-che-ci-dai-da-mangiare-e-bere“? Perchè nonostante i litigi con i vari elementi con cui suoni e canti, la deduzione che c’è poca gente seria e tanti pirla che fan perdere tempo sei lo stesso li, su mercatino-musicale, a scrivere l’annuncio?

Mah.. Sarà che la musica rende tutto migliore. Sarà che ascoltarla e riprodurla a casa, anche solo con gli auricolari dell’ipod sotto alle cuffie collegate al tuo ampli (per non disturbare i vicini psicopatici) da’ già la sua discreta soddisfazione. Sarà che stare sul palco ti piace, perchè infondo sei timido ma esibizionista, sarà che dopo magari hai più argomenti per baccagliare le avventrici del locale, sarà che hai la scusa di comprarti un certo tipo di abbigliamento da zoccola che normalmente mai indosseresti.. Sarà che la musica, l’agitazione pre-concerto e l’adrenalina che poco a poco ti entra in circolo ti fa sentire più o meno come si sentono le rock star durante un concerto e per una sera al mese ti senti sulla cima del mondo, anche se hai passato giorni e giorni a mangiare m*erda perché il capo é uno st*onzo, la tipa che ti piace non ti caga manco per disperazione e a casa ti han dato il classico ultimatum “o ti laurei entro l’anno o ti facciamo sparire strumento, amplificatore e stereo”.

Sarà che un giorno di tanti anni fa la musica ti ha scelto, forse proprio quel giorno in cui sei passato mano nella mano con papà ed in vetrina hai notato quella chitarra elettrica, o quell’altra strana con solo quattro corde spesse, o quando in tv hai visto il canta-tu e da allora hai usato spazzole ed evidenziatori come pseudo-microfoni..  Si, quel giorno qualcosa è scattato: sei tornato a casa ed hai letteralmente asciugato i tuoi genitori a suon di “mi compri la chitarra?”, loro magari ti han detto no, ma non hai smesso, te la sei fatta prestare dall’amico ed hai infastidito parenti e vicinato con le tue note sbagliate, senza arrenderti ai rimproveri o alle minacce; hai perseverato finchè non ti sono entrate in testa tutte le scale che ti faceva fare l’insegnante (e magari sbuffavi perchè volevi fare il riff di “Smoke on the water”), hai sopportato le cene di famiglia in cui ogni volta c’era un parente che voleva che tu l’accompagnassi in un improbabile medley di canzoni da alpino, hai sopportato gli amici che ti toglievano dalle mani lo strumento per farti vedere che anche loro, alla caz*o, sapevano fare qualcosa.

E crescendo ti sei sentito anche dare dello sfigato perchè non andavi in discoteca a ballare i pezzi di Gigi D’Agostino.

Questo è più o meno il mix di pensieri che sovviene ogni volta che stai per lamentarti della tua passione numero uno.
Poi stacchi il cervello.
Attacchi il jack e dai volume…

E fanc*lo a tutto il resto 🙂

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