Quando sarai madre capirai.

No, non ho avuto un alterco con un bambino, non ho sgridato nessuna nanetta e tantomeno ho sbranato un genitore poco incline a fare il genitore.
A dire il vero il titolo ha una relazione con questo post al.. boh, 25%.

Cosa centra quindi? Poco o niente. Come molte frasi lette in risposta a link o status che pubblico o vedo pubblicare da altri.
Da qui ho dedotto che le persone evidentemente vanno molto di fretta anche quando cazzeggiano sui social network, oppure hanno un’insospettabile indole guerrafondaia ed ogni cosa che si presta all’ironia (arte che prevede un certo QI o una certa cultura media o un carattere alla mano) diventa trampolino per un flame epico [*rissa virtuale, per i lettori non-nerd].

Un po’ come quando vai su metalitalia e domandi se sono meglio i Metallica o i Megadeth
Provare per credere.

Sono stra-convinta (ed in questi casi vorrei essere Zuckenberg per poter verificare) che se si prendessero tutte le discussioni accese da minimo 100 commenti violenti si noterebbe una costante nel 99,9% dei casi: la rissa parte sempre da un pirla che ha capito male il senso del periodo appena letto (posto che l’abbia letto per intero) ed ha risposto di conseguenza. Il che non vuol dire necessariamente a parole, magari con un overflow di sarcasmo o un’arringa difensiva inutile in cui si tenta di stimolare un forte senso di vergogna in chi ha pubblicato il post. Fateci caso. Al 90% è sicuro che parta il contrattacco di chi invece ha colto il senso e si indispettisce per l’ignoranza/superficialità di chi no. Segue la difesa al contrattacco, si aggiungono elementi che su 100 commenti han letto le ultime 4 righe, non hanno idea di cosa si stia parlando ma vogliono dire il loro (a quel punto inutile) parere e si conclude, lontani anni luce dal concetto di partenza, coi soliti “governo ladro” o “rivoluzione!”.
Poi c’è chi (particolarmente sadico e crudele) dall’esterno legge e getta ulteriormente benzina sul fuoco, sparendo dopo aver infiammato ulteriormente gli animi e concludendo con superiorità scrivendo: “fatevi tutti una scopata che ne avete bisogno“.
E così cadono illusioni che prima di FB sarebbero rimaste tranquillamente in piedi.. e tutto perché da ciò che leggi ogni giorno in bacheca sai che il tuo ex compagno delle elementari non ha mai più imparato la grammatica dalla bocciatura del ’92, il pacifico fruttivendolo è in realtà nazi-fascista convinto, persone che reputavi intelligenti e abbastanza acculturate in realtà abboccano ad ogni bufala che gira sul web (e ti domandi allora quanta gente hai sovrastimato per anni e anni prima di iscriverti a facebook), uomini e donne di norma pacifici in realtà si incazzano per un nonnulla, altri (adulti e maturi) si irritano in modo puerile se contraddetti (e se sono pure genitori capisci che non c’è speranza per il mondo, dato che stanno educando le future generazioni). Finiscono amicizie perché tu ingenuamente pubblichi foto di una vacanza o scrivi che andrai a mangiare a cena fuori e ci sarà qualcuno che si offenderà perché o non é potuto andare via o non ha un partner con cui uscire o qualche altro sarcazzo che non sai. E, fondamentalmente, sapere che tu puoi e lui no provocherà un’ascesa di acidità che manco la peggior gastrite.
Comportando, tra l’altro, il depennamento dai contatti.
Ah, si, concludendo: non vi ho spiegato il titolo “io non capirò finché non sarò madre“.
Ebbene, è stata una risposta ad una mia obiezione su il fraintendimento di un post, dove tre o quattro persone dicevano A mentre un altro diceva B; c’è stata una blanda discussione (ho visto ben di peggio) in cui questo contatto ha mostrato un suo lato che non conoscevo (la mancanza d’ironia, la facile incazzatura ed un probabile scompenso di autostima) che, ammetto, mi ha fatto un po’ scendere le palle.
E mi sono ulteriormente cadute quando ho visto che mi ha rimosso dai contatti.

A quel punto mi sono posta parecchi dilemmi, tipo: cosa deve fare una persona per non scatenare odio nei suoi confronti? 
Davvero, è ridicolo porsi una domanda del genere, specie per un social network che teoricamente era nato per mantenere in contatto le persone. Ho iniziato a ipotizzare: devo essere assertiva? Devo essere un automa che scrive sempre “si, hai ragione, oh povera, ma come ti capisco, uh che cattivi che sono gli altri” anche quando non sarebbe educativo ed utile? Devo sempre trattenermi dal dire la mia? Non posso fare della sana ironia? Devo prendere tutti drasticamente sul serio? Non posso controbattere per dire che si sta diffondendo una bufala e credere anche io alle scie chimiche e ai pezzi di vetro nei barattoli della Nestlè? Devo mettermi anche io a lagnarmi del governo ladro, del mondo di merda in cui viviamo, del fatto che vorrei sentirmi una star con 20.000 follower su twitter mentre ne ho appena 3? Devo incavolarmi con chiunque pubblichi la foto di una moto perché a me piacerebbe averne tanto una ma non posso? Devo prendermela con chi scrive che ha perso due chili mentre io non scendo di un etto manco dopo due giorni di influenza intestinale? Devo unirmi alle lagne sul peso-sforma e su cosa facevo da ragazza e che ora che son più vecchia non posso fare? Devo inveire contro tutti quelli che partono in ferie e sono al mare mentre son qui a casa che fa caldo e sudo per stirare? Davvero?
No, vi giuro, non capisco.
Ah già, dev’essere perché non sono madre.

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2 commenti su “Quando sarai madre capirai.

  1. in accordo con lei sulle questioni delle liti.
    Riguardo il piacere o scatenare odio, il non sapere come impostare i propri pensieri..fregatene.
    Io sui social network scrivo tutto quello che mi pare, li prendo con leggerezza, quasi istigo.
    Tanto il cretino che si indigna c’è sempre,
    che si fottano.
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  2. Penso che anche io finirò col fregarmene, ma davvero, non è per essere ripetitiva ma.. non capisco! 🙂 L’ironia è evidentemente un’arte non alla portata di tutti..

    Grazie 🙂

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