Pessimi esemplari maschili con cui tentare un approccio

Si, dai, ditemelo: sono di parte.

Perché anzitutto sono donna, abbastanza femminista, ho un marito che sa fare quasi tutti i lavori domestici.. oppure perché sono una gradissima cagacazzo in generale ma questo non toglie che, anche voi ometti, abbiate le vostre categorie no (per conoscere quelle femminili cliccate qui).

Ecco quindi perché ho intervistato, ottenuto dati, elaborato e, per il bene del mondo femminile, riassunto esaustivamente in questo post le principali tipologie di

Pessimi esemplari maschili con cui tentare un approccio

[Da evitare accuratamente anche se non copulate da anni, avete chiamato il vostro sex-toy Derek Sheperd e state iniziando ad adottare migliaia di gatti].

Il bello-senza-cervello.

Hai presente quell’importantissima lezione di vita che recita “se è troppo bello non può essere vero”? Ecco, non che il bel manzo seduto di fronte a voi sia un prodotto della vostra mente, piuttosto è la sua di mente che non “produce” abbastanza.

Ok, possiamo sorvolare sugli ormai compianti congiuntivi e condizionali, ma all’ennesimo riassunto di qualche puntata di Jersey Shore contornata da “minchia oh” o alla supercazzola delirante che racchiude in un unico complotto mondiale Big Pharma, le scie chimiche e Mediaset, è difficile non tentare la fuga.

Tuttavia, illusa da Socrate e dalla sua maieutica, provi a tirargli fuori qualcosa di profondo cercando di capire i suoi interessi.. ma aldilà del livello “ripetente di terza media” gna’ fai, così realizzi che si: è bello da morire e addominali così scolpiti non li rivedrai mai più in vita tua..

Ma ricorda che, oltre i sandali col calzino e l’alito marcio, il migliore anticoncezionale è il “se io avrei”.

Il figlio di papà. 

Ora, io questa filosofia non l’ho mai appoggiata ma tant’è: c’è crisi ed il suo conto in banca raggiunge i sei zeri.

Però ricorda: di Joffrey Baratheon te ne sei liberata all’inizio della quarta serie di Game Of Thrones, il figlio di papà invece te lo devi beccare per tutta la vita (a meno che tu possa avvelenarlo e far ricadere la colpa su un incazzoso zio affetto da nanismo).

Strafottenza, modi sgarbati (tu sei una su mille che gliela battono, ricordati che c’è crisi!), ostentazione e aggiungici una discreta dose di frasi vagamente maschiliste (te l’ho già detto che sei una su mille?) che ti confermeranno l’impressione di stare interagendo con un microcefalo dall’autostima infranta.

L’ominide che hai dinanzi, mai cresciuto e mai responsabilizzato, è vissuto all’ombra del papi per tutta la vita ed è solamente grazie a lui che può definirsi un “adulto” indipendente, con casa in centro storico, lavoro immeritatamente figo e macchina di classe. Certo, il fatto di non essersi mai conquistato niente lo rende particolarmente frustrato (ecco perché paga un caffè con la banconota da 500 euro, facendoti perdere ore in attesa che il barista racimoli il resto) ma che problema c’è, un rhum che manco i peggiori bar di Caracas più eventuale sniffatina di coca ed ecco che può tornare a spacciarsi per il giovane rampante e fascinoso che anela essere.

Colpisci duro:mandalo in bianco, sparisci e fatti poi fai sapere che ti vedi con Pier Giacomo, il lava-cessi della ditta di suo padre che sarà pure precario e sulla soglia di povertà.. ma ti monta che è una meraviglia.

Il filosofo. 

Vero: al fascino dell’intellettuale malinconico, pensieroso, un po’ dandy e con gli occhiali dalla montatura spessa, non si può dir di no.

Tranquilla che ci siamo cascate tutte: a inizio serata ti stupisce con una supercazzola sul senso della vita, ti cita Aristotele, Nietzsche, Spinoza e Popper in ordine sparso, ti porge una pizzetta e ti domanda se mentre l’assapori hai colto il prezioso insegnamento delle triadi di Hegel; di calcio e motori lui non ne parla, sono cose da plebei, meglio l’impegno politico e le letture consone.
 Ma mentre immagini la faccia felice di mamma perché finalmente non le presenti il solito burino, ricorda: ai fini della comprensione della bellezza della vita, cosa saranno mai gli orari degli appuntamenti, i ritardi, la ricerca di un lavoro che vi permetta di pagare l’affitto, il farsi una doccia tutte le sere o il cucinare due piatti di pasta se voi uscirete tardi dall’ufficio?

Medita, amica mia, medita.

Il bamboccione. 

Lavoro fisso: c’è.
Capacità di deambulazione: presente.
Capacità di intendere e di volere: come prima.

Voglia di farsi i fatti suoi: alle stelle.


Ma non abbandona il nido materno e lo ammette pure con aria innocente: troppo sbatti, cioè, io mi devo poi fare da mangiare, pulire, no, c’ho già il lavoro che mi stressa, pure una casa.. tanto mamma se vede la porta chiusa non entra in camera.


Qualsiasi cosa riempia il tuo bicchiere, lanciagliela in faccia. Tanto ci pensa mamma a pulire.

Lo schiavo. 

Può sembrare il sogno di ogni donna: dice sempre si.

E lo fa sempre con risolutezza e gioia, per non dire dei complimenti per tutto: dai tuoi nobili interessi al percorso di studi intrapreso (anche se ci stai impiegando trentordici anni a finirlo) ma anche per come ti vesti, il colore delle tue stringhe, per come bevi, come hai evitato magistralmente i cubetti di ghiaccio e come hai riposto elegantemente le banconote nel portafoglio.

Anche se così può sembrare, definirlo innamorato non è corretto perché, più che altro, sta sviluppando una totale dipendenza nei tuoi confronti che lo porterà pure a rinnegare sua madre se solo glielo chiedi.

Che la situazione degeneri o meno (tutto dipende dalla vostra onestà, mettetevi comunque una mano sulla coscienza quando lo vedrete indebitarsi per comprare l’Audi solo perché a voi piace tanto!) prima o poi lo schiavo prenderà coscienza della propria dipendenza e, anziché darsi del pirla per aver gettato via la propria vita per piacere al prossimo, se la prenderà con te, maledetta str**a che non sei altro.

Sii filantropa: aiutalo ad amarsi, a capire cosa vuole davvero e, se dai retta a me, gli presenti un’amica coi suoi stessi problemi.

Il mollicone. 

Il mollicone la batte a tutte, indipendentemente dall’aspetto, età, religione e credo politico.

Per niente discreto, se dai un occhio alla sua pagina FB noterai che passa 24h su 24 a mettere “mi piace” a ogni foto con soggetto femminile, in costume o vestito che sia. Inoltre commenta, poi messaggia su qualsiasi social a cui sei iscritta e, se non lo hai trovato asfissiante (o ti sei drogata), finisci col dirgli di si per l’aperitivo dove ti sciorinerà tutte le frasi della bibbia del rimorchiatore, da quelle che si usavano negli anni ’80 fino alle più recenti, riciclando senza dignità le battute straviste dei film.

Come capisce che non attacchi (e ci mancherebbe!) parte nuovamente a tappeto con un’altra poveraccia.

Ma manco tu fossi in secca da mesi.

Il morto di fame. 

A differenza del mollicone non si impegna nemmeno a indorarti la pillola. Il morto di fame HA FAME, e molta, ormai i pre-requisiti con cui era partito quando ancora aveva una dignità si sono ridotti a uno solo: basta che respiri.

Ciò vuol dire che avrà gli occhi sulle tue tette (pur indossando il dolcevita spesso della nonna) per tutta la durata dell’appuntamento, scorgerai la bavella e noterai le pupille dilatate, temendo più volte di essere uscita col clone del mostro di Milwakee.

Ma manco tu fossi in secca da anni.

L’enigmatico.

Ti ha chiesto LUI di uscire, ti ha portato LUI un piccolo pensierino ma non una cagata qualsiasi: proprio il dvd di quel film che, la settimana scorsa in pausa pranzo, gli hai detto di adorare. Poi sempre LUI ti propone di andare a cena, ti fa un mucchio di domande, poi ti porta al cinema (per l’esattezza un lungometraggio che parli di una tematica che ti sta a cuore), ancora un’ulteriore bevuta dove ti racconta delle sue esperienze con le ex, di come non si senta capito, che vorrebbe aprirsi di più e trovare quella giusta.. poi il silenzio.

Fino al mattino seguente, quando arriva il messaggio “mi sono trovato molto bene con te”, che, come ben saprai, vuol dire tutto e niente; attendi ulteriori segnali ma ottieni solo altri sms, tag e altri indizi che ti fanno sospettare, senza darti mai la certezza, di piacergli.

Se ti va di lusso, dopo dei dialoghi che manco in Dawson’s Creek concluderà con: “no ma io infondo sto bene senza una donna”. Altrimenti si eclissa da solo.

Datevi un limite massimo di tempo entro il quale sfancularlo e non andate oltre che la vita è breve.

Lo psicolabile.

Si presenta bene, è simpatico ed è ricco di valide argomentazioni. Poi, non si capisce ancora se sia per la luna piena o un qualsiasi altro evento completamente aleatorio, si rivela per l’instabile mentale che è.

La conversazione prende pieghe piuttosto raccapriccianti, passando da un rapporto conflittuale con la madre iper protettiva al fatto che il suo pene abbia una forma strana. Mentre ti si forma il sorrisetto di circostanza (e con la mano cerchi il telefono per comporre il 112) ti chiede se sei vergine, quanti uomini hai avuto e se davvero quella che porti è una terza di reggiseno o hai un’imbottitura perché, come tutte le donne, sei falsa; tra l’altro assomigli un po’ alla sua ex, alla quale lui ha hakerato la posta elettronica mandando imbarazzanti dettagli della loro vita sessuale ad ogni contatto della rubrica…
Cosa che, ovviamente, con te non capiterà perché sei già avvisata: un passo falso e lui, che è uno che conta, ti farà passare per zoccola con tutta la provincia.

Scappa.

Pessimi esemplari maschili