Pessimi esemplari femminili con cui tentare un approccio.

Siccome voglio bene ai miei lettori maschi, ho deciso di rendere pubbliche delle informazioni trafugate dal misterioso e complicato mondo femminile, frutto di numerosi dialoghi con persone deliranti e probabilmente ancora in attesa del principe azzurro.

Vi prego quindi di darci una letta e, se volete bene ai vostri colleghi del sesso forte oltre che avere il solito Kuoreeeeh, ricordate loro –pur nella peggiore delle carestie– di evitare come la peste i prossimi pessimi esemplari femminili.

[Ah, prima che mi si taccia di misogninia: c’è anche una guida ai pessimi esemplari maschili con cui tentare un approccio.].

La figa.

Enniente, è figa e tu, essere inferiore, hai solo da accendere un cero per ringraziare Dio che ti abbia concesso un appuntamento. Scucirle qualche commento o interagire pacificamente sarà una vera sfida, dato che solo i più impavidi ottengono la visione di un mezzo sorriso.

Figuriamoci di una tetta.

Nel pieno dello sconforto, ricorda però questo principio: non accontentarti di ciò cui anela banalmente l’uomo medio, ovvero concludere l’uscita con una schiacciata finale (che poi non è detto che soddisfi le aspettative generali).

Se vuoi il vero orgasmo supremo, dalle un due di picche. E sarai leggenda.

L’ipertesa.

Soffre di ansia da prestazione, nonostante si sia ripassata i diktat di Cosmopolitan sul primo appuntamento ed abbia fatto un’ora di auto-motivazione prima di uscire. Non cadere nell’ingenua supposizione che sia così perché tu le piaccia particolarmente, no, semplicemente non sopporterebbe un rifiuto e, di conseguenza..

Non saprebbe cosa raccontare alle sue Cosmo-friends.

 

Quella che cerca il rimpiazzo.

Se a te basta schiacciare… va bene, hai pure delle buone possibilità. Se però aneli a una relazione non dico seria, ma con un minimo di partecipazione emotiva, allora NO.

Che tanto questo fuoco che arde nel suo cuore per chi l’ha respinta (con motivazioni più o meno plausibili) non si spegnerà certo con te e se non mi credi osservala: come continua a guardare FB, Twitter e WhatsApp nella speranza di vedere il suo adone online mentre stai raccontando di come hai estratto una bambina dalle lamiere in un incidente autostradale; come fissa ansiosa la porta del locale (che, guarda caso, ha scelto lei con risolutezza) quasi sia in attesa di vedere qualcuno entrare… e di come, ora di congedarti, ti saluta chiamandoti Stefano quando tu in realtà sei Andrea.

A quel punto la triste realtà di porta a due soluzioni:

La trombi non facendo caso al fatto che lei stia continuando a guardare il telefono nel mentre che copulate.

Lasci perdere e la molli lì al tavolo mentre va a rileggere per l’ennesima volta l’unico sms che il suo amore platonico le ha scritto tre mesi fa, per dirle che non gli interessava il corso di fit-boxe (a cui però si è iscritto il giorno dopo, con la morosa).

La delusa.

No, non sforzarti di capirla, di stabilire un legame empatico con lei. Tanto qualsiasi cosa dirai o farai non andrà bene perché tu, in quanto uomo, sei a prescindere uno stronzo e la stai scontando per tutti gli imbecilli arrivati prima di te. Non tentare nemmeno di dire che non è colpa tua se gli ex sono stati degli infami.. sei in un cul de sac.

Scappa e non voltarti indietro.

 

La perseguitata.

Già è un’impresa capire dove trovarsi: “in piazza della chiesa no che passano le amiche di mamma, davanti al bar del corso non se ne parla che li va un mio ex delle medie, al disco pub nemmeno che ci lavora una che il mese scorso mi ha guardato storto“. Dovresti già capire che la situazione è critica, ma vuoi essere stupidamente ottimista.. Al che ti meriti l’ora e mezza passata a cercare un posto in cui lei non tema la presenza di qualcuno con cui ha avuto contrasti, problemi, incomprensioni o anche solo un banale, ambiguo (a detta sua) scambio di sguardi.

Anche il baretto della stazione del più sfigato paesino di provincia non andrà bene: “il bullo che mi scherzava all’asilo abita li in zona, è facile trovarlo in bici che va a pesca, meglio non vederci che son presa male“.

Se proprio hai bisogno di schiacciare, invitala a casa. Tanto sbaglierai qualcosa e lei non si farà più vedere nel tuo quartiere per anni.

 

L’attivisita da tastiera

Hai già toppato con quel giubbotto di finta pelle. Lei sul subito lo ha scambiato per vera e, forza dell’abitudine, ti ha lanciato un secchio di vernice addosso.

Chiarito l’equivoco ti sorride, almeno finché non nota che indossi una maglia di marca e ricomincia l’accanimento: te ne sbatti dei bambini che vengono sfruttati in Asia, contribuisci alla globalizzazione dei mercati a discapito delle aziende a km0 e rendi potente il sistema; in mezzora di filippica vorresti farle notare che, a meno che non si sia cucita da sé la sua fashiosissima mise, probabilmente anche lei ha contribuito alla morte di qualche povero operaio sottopagato.

Ma sopporti.

E fai male: il locale in cui la porti inquina, fa troppo caldo e si spreca energia e acqua, in Africa un altro bambino muore a causa del tuo egoismo tipico della società occidentale, il cibo non è slow food, non c’è niente di eco-sostenibile, faresti meglio a informarti, ah ma già, viviamo in una cittadina provincialotta che non avrà mai niente di eco-friendly, è già tanto che sappiano del buco dell’azoto.
Si, avete sentito bene: azoto.

Serve altro per convincervi a mollarla?

La prevenuta.

Ha detto di sì a un aperitivo a due, ma attenzione: sia ben chiaro, maledetto pervertito, che NON te la darà, NON è quel tipo di persona e NON sperare nemmeno di comparti la possibilità di una schiacciata con uno spritz, che ha una dignità.

E pensare che te coi neuroni eri ancora fermo a dove posteggiare per farle fare meno passi con quel tacco 12, la minigonna che s’accorcia a ogni passo e il corpetto da Madam-De-Sade con cui s’è presentata.

Ma NON è quel tipo di donna lei, no no.

Quella perennemente a dieta (ma che non muore di fame).

Non solo ti ha illuso dicendo “fai te” sulla scelta del luogo per poi, all’ultimo, darti una serie di indicazioni tipo “non è che possiamo andare in un posto che faccia cibo sano che se mangio 1*10^-9 grammi di pasta mi gonfio, la palestra domani è chiusa ed il personal trainer è in ferie?”; non solo hai consumato il tuo pollice sulla app di Trip Advisor per trovare un ristorante che dichiari quante calorie fanno a portata (del prezzo chissene, tanto paghi te!), non solo ha passato un’ora a parlarti di quanto si senta cicciona nonostante la taglia 40…

Quando arriva il cibo, mangia due bocconi e dichiara a mezzo locale di essere satolla, oppure si lamenta (sempre ad alta voce) di quanto ingrasserà con quell’unico fusillo ingerito.

Intorno a te, ogni essere di sesso femminile dalla 42 in su, cova istinti omicidi, quelli di sesso maschile o ti fanno la faccia del “tirale una crocca e scappati copriamo noi” o un commiserevole sguardo, stile “coraggio, ci sono passato anche io“.

Unica soluzione per non buttare nel cesso la serata? Mangiati qualcosa che manco Man VS Food davanti ai suoi occhi inorriditi e al suo stomaco brontolante.

E non preoccuparti per lei: se la segui vedrai che la prima cosa che farà sarà correre in un Mc Donald’s a sbafarsi un Big Tasty.

 

La casa-e-chiesa traballante.

La vai a prendere e scende il padre a “salutarti” (in realtà vuole controllare che tu non abbia piercing o tatuaggi), dalla finestra mamma, nonna e fratellini ti fanno ciao con la manina ed il capofamiglia, seduto sul terrazzo con la coppola e la lupara, sorveglia la situazione.
Lei arriva, previo cenno del capo del padre, con gonnella castigata, maglietta dolcevita e look acqua e sapone: talmente adorabile e dolce che non t’importa se ti ci vorrà il matrimonio per schiacciare.
Poi arriva il fatidico momento in cui vi ritrovate ad una distanza tale che il suo corpo percepisca i tuoi ormoni di maschio sessualmente attivo.
Gli occhi le si accendono, non ti cita più i versi della Bibbia ma ti implora di saltare cena e passare al peccato.. e tu, come chi ha avuto l’onore di uscire con donne del genere, ringrazierai a vita Dio ed il suo entourage per aver plasmato un esercito di represse vogliose come lei.
Il problema si manifesterà se anelerete a un bis: in quel caso vi toccherà essere inglobati nella santa famiglia, andare tutte le domeniche a messa, confessarvi dopo ogni amplesso prima di fornicare di nuovo e votare tassativamente a destra.

Che saran traballanti, ma pur sempre casa-e-chiesa, eh.

 

La scroccatrice.

Devi andarla a prendere te, anche se sei fuori strada di 30 km. La porti dove vuole lei, anche se sei a 130 km da dove la devi riportare. Esci -già che ci sei- al casello prima che ha una carissima amica da salutare, che poi se vede da Foursquare che è stata in inculonia e non è andata a salutarla poi s’offende.
E questo è solo l’inizio, state per partire che inizia: uh, possiamo passare a prendere le sigarette? Cavolo, ho il centone intero, sicuramente la macchina non ha il resto, li hai cinque euro? Ehi, ho visto che il ristorante è vicino al locale di un mio amico, saranno si e no 50 minuti di strada, è figo, ti ci porto, magari rimediamo un cocktail, che ne dici? Poi magari becchiamo delle mie ex compagne di erasmus, sicuramente c’è da andare a prenderle ma credimi che meritano, sono simpaticissime… Ah e questa estate hai da fare? No perché vorremmo andare in Sicilia tutte assieme ma non ci fidiamo in quattro ragazze a prendere la macchina.. e te hai questa che ha il baule bello grande…

Se sei andato oltre la terza frase, lasciatelo dire: sei davvero un pirla.

L’ex-che-non-ha-capito-di-essere-ex.

Ne ho già parlato qui e pure qui. Ma mi rispiego volentieri: non ha scordato il suo ex, ha ancora il numero di cellulare, la mail e visita quotidianamente la sua pagina FB in attesa di un post pubblico (l’ex, che non è mica scemo, non ha mai risposto alla sua richiesta d’amicizia).
Continua inoltre a non perdonargli il fatto che, dopo essersi mollati, lui se ne sia trovata un’altra e non gliel’abbia mai presentata, che l’abbia esclusa dalla sua vita anche come amica (che ci teneva tanto, ma è sicurissima che lui sappia che per lei rimarrà per sempre un fratello e ci vuole un benissimo dell’anima..) e che -in sostanza- la sua vita sia continuata senza di lei.

Se non hai capito con chi passerai la serata già dal primo sorso di martini, sei seriamente fottuto: dopo tre ore a sentirla parlare di vita, morte e miracoli di questo benedetto ragazzo, l’unica cosa che otterrai sarà l’annullamento totale della voglia di schiacciare e il bisogno di rintracciare questo santo per manifestargli tutta la tua solidarietà.

 
Pessimi Esemplari Femminili