Paola VS La sindrome del mancato allenatore della nazionale.

Mi scappa ancora adesso da ridere al pensiero di quanto vidi quel giorno al bar e credo che ci farò pure una vignetta prima o poi.

Domenica mattina, ore dieci circa. Un gruppetto di padri ha portato i propri figli a messa e, in attesa che passino quei 40 minuti, si riuniscono al bancone. Persone appassionate di calcio, appesantite dagli anni e dai pranzi domenicali, in pieno relax (soprattutto addominale) discutono con gran foga di cosa avrebbero fatto loro al posto di tale allenatore: via quel terzino, sostituito il portiere, Totti? ma vah, quello ormai cede, bisogna fare spazio alle nuove leve, i calciatori dovrebbero fare vita da monaci tibetani, no alle discoteche e agli spot, il calcio vero è quello che vedi nei cortili degli oratori e solo i brasiliani ce l’hanno nel sangue. Quando si tocca l’argomento “calciopoli”poi parte il comizio. Son tutti ladri, che calcio è questo? Han tolto lo scudetto alla Juve, poveri interisti ridategli quel che gli spetta, accidenti a questo e accidenti a quello… è l’anarchia, gente che da fuori sente ed entra per dire la sua, passanti con la scusa del caffè si infilano nel bar e olè, altre strategie, altri schemi. Ed io che mi lamentavo del premier che, in un tg, dichiarava di voler il Milan a due punte anzichè dirci qual’era la vera situazione economica italiana…

Al massimo del concitamento, in questo climax di termini calcistici eccolo li.. Il gran sultano degli obesi, il peso massimo del bar, 1.30 x 1.30 m, appollaiato sul suo sgabello, con l’occhio luccicante per l’emozione che fa capolino da quelle due pagnotte che ha al posto delle guance esclama:

-è CHE QUI IN ITALIA… MANCA LA CULTURA DELLO SPORT-

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