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Ode al Vaffanc*lo.

“Io a ste’ cose stile sto-bene-con-il-mondo non ci credo: un Vaffa è sano e liberatorio”

Cit. Un amico molto saggio.

E niente, volevo dedicare un post al Vaffa.

Si, perché il Vaffa (merita la maiuscola in quanto parola di tutto rispetto in ogni sua versione, dalla più edulcorata a quella più scurrile) è sacrosanto e indispensabile, vera medicina dell’anima, valvola di sfogo, inesauribile fonte di soddisfazione e trascendentale paletto per una corretta convivenza civile.

Ovvio, del Vaffa non se ne deve abusare, altrimenti perde di valore.
Un po’ come il vestito bello da festa, va messo poche volte l’anno quando serve, altrimenti non è più fico.

Il Vaffa, inoltre, è una difesa del buonsenso, della giustizia e dell’intelligenza. Perché purtroppo bisogna arrendersi all’evidenza: alcuni esseri umani apprendono importanti nozioni di vita SE E SOLO SE introdotti o conclusi da tale esclamazione; quindi non tentate un inutile e sfiancante atteggiamento pacifista, coraggio, ditelo per intero che nella vita comunque ogni tanto ci si deve sporcare (facendo caso, tra l’ altro, a come suona bene mentre lo si proferisce).

Proviamo a dirlo tutti insieme, adesso:
-Ehi tu: vedi un po’ di andartene Affanc*lo-.
State già meglio, vero? Che vi avevo detto? Il Vaffa ha un certo non so che, piace.

Ricordatevi inoltre che ognuno di noi, dentro il suo cuore e fissata ad una certa altezza, ha la propria SottileLinea-Del-Vaffan**o. 
Una linea da santificare e rispettare come i giorni di festa.
Una linea che, come immaginerete, se oltrepassata fa scattare il sopra citato Vaffa e risistema l’equilibrio delle cose. Sappiate che non la si fissa quasi mai al punto giusto al primo colpo: ci vuole esperienza dato che tutti nasciamo troppo buoni e tutti abbiamo passato almeno un’ora a settimana a catechismo a sentire il “porgi l’altra guancia”; fortunatamente si cresce, la guancia si frattura quasi a forza di porgerla e ci si ribella al sistema: abbassiamo, poi magari rialziamo un pochino e, quando finalmente siamo pronti, la sistemiamo lì.

Laddove sappiamo che oltre non si può andare.

Tipo vuoi che continui a darti ragione sempre e comunque, anche quando non ce l’hai, facendomi fare la figura del pirla col mondo intero? Vaffanc*lo; ti fai vivo solo quando tutti gli altri t’han mandato a cagare? Fottiti; fino a tre secondi fa hai espresso inutili e poco costruttive critiche sul mio operato ed ora che sta ottenendo successo vuoi farne parte, riempiendomi di complimenti falsi come una moneta da tre euro? Vaadarviaelcü; vuoi che per l’ennesima volta faccia la spalla su cui piangere per poi ignorarmi di nuovo fino al rifiuto sentimentale? Muori; è fino adesso che mi sfrangi sulla bruttezza di un film/città/evento e ora che hai scoperto che il tipo che ti piace ci vuole andare mi sfibri per fare altrettanto? Te lo dico in modo educato: vai a giocare sui tombini aperti; ti sei comportata da zoccola e ora vuoi che ti dica che si, tutti gli uomini (compresi gli amici single che ti ho raccomandato) son stronzi? No, no e ancora no: va a caghé; ho passato mesi a dirti di  non fidarti di certe persone e tu hai voluto lo stesso metterti in affari con loro perdendoci un mucchio di tempo e denaro ed ora ti vieni a lamentare che il mondo è pieno di gente disonesta? Ben ti sta’, pirla.

Volendo, potete anche non proferirlo: il Vaffa ha il potere di essere inteso anche con specifici gesti come il non rispondere più a un messaggio o a una telefonata, il non cercare più, il non seguire più con l’attenzione e la partecipazione di prima, il chiudere una porta lasciando fuori chi sta ancora bussando.

L’importante è che non rimandiate, sopprimiate o castrate questo bellissimo termine.
Non paratevi dietro alle scuse buoniste e politically correct: se si arriva alla SottileLinea-Del-Vaffan**o non è più il caso di dire “eh, ma povero, è il momento, capirà“, “si ravvederà senz’altro“, “è che da piccolo lo chiudevano nello sgabuzzino” o “siamo tutti brave persone, infondo…“.

È come la cacca, puzza ma, per il bene della vostra salute, la dovete fare. 
Sennò si rimane costipati.
E già che la vita è una sola… Vorrete mica morire sommersi dalla m*rda???

Pubblicato da Little Cinderella

Nata nel "recente" 1984, sono appassionata di tutto ciò che è creativo e che permetta di giustificare la mia scarsa propensione all'ordine.