Occasionissime perse

Il modus operandi sembra essere onesto. La signorina che avrà qualche anno in più di me arriva davanti alla finestra che da sul cortile, mi dice chi è e per chi lavora.
-La mia società blocca i rincari delle bollette per i prossimi due anni sulla fornitura di luce e gas-
-Se ha un depliant me lo lasci, comparo i prezzi con mio marito-.
-Si ho il materiale.. mi fa entrare?-.
La faccio sedere al tavolo. Dalla valigetta tira fuori il depliant e qualche modulo.
-Se è interessata guardi.. devo prima però verificare che come fascia dei consumi sia adatta…-.
Ho una bolletta abbandonata dal cassetto, gliela mostro.
-Ah bene, si si, rientra perfettamente nella fascia, ecco.. scriviamo qua…-.
-Scriviamo cosa?-. Domando mentre la signorina avvicina a sè modulo e biro.
-I dati-
-I dati?-.
-Si, per avere il contratto…-.<

br />Se fossi un x-men farei partire una laserata dal mio sguardo e la incenerirei all’istante. Ma che cazz*, ti faccio entrare, sono gentile, educata, voglio dare la possibilità a te e alla tua azienda di fornirmi luce e gas e mi ringrazi così?
-Io non voglio cambiare gestore.. io ho solo chiesto informazioni sul contratto e su quella tariffa bloccata di cui mi diceva prima…-.
-E si, certo.. ma vede, lei ha i requisiti per avere la vantaggiosa offerta, perchè…-. e ripete la stessa solfa di prima, in cui sfodera percentuali di sconto (che poi tanto sconto non è visto che la cifra che mi propina al kw/h non prevede le spese aggiuntive di trasporto gas e via dicendo… ma questo lo scoprirò più avanti) con molta convinzione, anzi, con l’espressione di chi pensa “ma cretina, come fai a non capire che è un’offertona?”.
-D’accordo, io però voglio solo informazioni.. non il contratto..-. Inizio a esser meno gentile e sorridente.
-Si, però io devo far vedere che ho parlato con lei…-.
Silenzio.
-Senta..-. sospiro:  -Come può vedere la bolletta non è intestata a me, in questa casa ci abitiamo in due, ergo devo discuterne anche con mio marito se cambiare o meno fornitore di gas.. no?-.
-Eh però.. io passo solo adesso..-.
Aridaje. Stessa manfrina: ora o mai più, carpe diem!
-Si, ma le ripeto: io manco posso mettere firme, se anche volessi qui ci vorrebbe la firma di mio marito!-.
-Guardi..-. espressione di chi è in travaglio interiore: -guardi possiamo fare così… cominciamo a preparare il contratto… poi lei stasera mi fa chiamare da mio marito, le lascio il numero, così si leva ogni dubbio e attivate eventualmente il contratto… Ecco, io qui metto nome e cognome..-.
E riprende a scrivere sul modulo. Sto per sbranarla, sento che le strapperò presto quel cavolo di foglio e glielo farò mangiare. Ma prima che possa agire, l’astuta faina mi comunica:
-Vede inizi a farmi lei la firma di suo marito, stasera telefona a questo numero e mi dice se attivare o no il contratto… che tanto, per l’appunto, se lui non ci dice si noi non possiamo partire, eh, non possiamo, se no sarebbe illegale-.
-E.. la firma falsa di mio marito lo sarebbe?-.
-Eh ma vede, se io esco ed un carabiniere mi ferma, mi vede coi moduli e mi dice “da dove li ha presi i dati?” ed io devo giustificare.. se no sembra che ho copiato così i cognomi dal campanello e messo l’indirizzo… che è illegale…-.
-Già..-.
Ho il sopracciglio sinistro inarcato.
-Senta, guardi, se non si fida io non la costringo certo a firmare un contratto.. mi dispiace solo che così non avrà le tariffe bloccate per i prossimi due anni-. E con un gesto deciso straccia il tentato contratto. Controllo che non sia rimasto niente sotto, sia mai che il modulo sia in triplice copia.
-Eh signora, se non si fida… lo stesso, non la obbligo-. Ripete.
-Arrivederci e scusi se le ho fatto perdere tempo-. Concludo.
Tutto sommato è stata abbastanza educata, sempre meglio di quelli della Sipre. Che poi, penso, figurarsi se non ci sarà un sito da cui fare il contratto online..
-Scusi!-. Sento chiamare da fuori.
è di nuovo lei.
-Il volantino informativo me lo può ridare?-.
Eh si. Rimarrò col dubbio di aver rifiutato un affarone.

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