Maple e Klondike.

Ho imparato svariate cose, il 17 giugno.

Anzitutto, che se hai un problema e ti rivolgi in un centro informazioni, in America, ti ascoltano e, nel possibile, fanno di tutto per risolvertelo.
Poi, che quando una dipendente ti dice che se non parli bene l’inglese non puoi accedere al beluga interaction program, puoi andare ulteriormente all’ufficio reclami, spieghi che capisci pur parlando maluccio e che male che vada tuo marito tradurrà parola per parola, prendendosi tutte le responsabilità del caso; dopodichè ti passano ad un supervisore che ti da il biglietto e ti chiede ancora scusa per l’inconveniente.

(Provate anche solo a lamentarvi in un ufficio reclami, in Italia).

Che la muta da infilare quando sei sudata è una tragedia, che dopo cinque minuti in acque gelide a circa 10° gli arti inferiori non ti vanno in cancrena come credevi.

Che i beluga (Maple e Klondike, da cui il titolo del post) emettono un verso quasi assordante se sei in una vasca al chiuso.. e lo emettono dalla loro morbida testolina, non lo “gridano”, come verrebbe da pensare.

Ah, sanno anche sputacchiarti l’acqua addosso.

E che si, parlerò un inglese maccheronico, ma ho capito ogni cosa che l’istruttore mi diceva di fare. Alla faccia del “Do you speak fluent english, don’t you?”

P.s.: Il beluga interaction program l’ho fatto al SeaWorld di Orlando. Posterò poi qualcosa di più quando ritornerò a esprimermi correttamente in Italiano e a riprendere il fuso orario giusto.


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