Inutili tutorial: come mettere su un gruppo rock e spaccare i culi – Capitolo Secondo: Annunci.

Eccoci giunti al secondo appuntamento del mio primo #InutileTutorial:

Come mettere su un gruppo musicale ed eventualmente diventare dei personaggi famosi almeno nel raggio di 15 km

Se, come immagino, avete già dimenticato la prima puntata CLICCATE QUI.
Altrimenti, scrollate pure.

Con questo post ci dedicheremo a quell’avventura epica di cui ogni artista desideroso di fama e successo (anche se nel piccolo della propria provincia) diventa suo malgrado protagonista: la ricerca dei prodi compagni di viaggio.

Sulle prime sembra facile e pure un po’ romantico: voi, desiderosi di realizzare il tributo-alla-band-dei-tuoi-sogni/gruppo-cover/gruppo-con-canzoni-inediti, che volete partire dal pub sotto casa per arrivare a suonare a Wembley, sognando di recarvi nel supermarket sotto casa e sentire mormorare cose tipo “ma è lui..?”, “che glielo chiedo un selfie?”, convintissimi di avere tra le mani il progetto musicale del secolo, vi lanciate alla ricerca di persone brave a suonare ma non dei mostri sacri, simpatici ma non cazzoni, fortemente motivati ed in sintonia con i vostri gusti musicali.

Ah ah ah.
Buona fortuna.

Perché si, suona intuitivo ed efficace ma vi posso assicurare che come esperienza sfiancante è seconda solo alla ricerca dei locali in cui suonare (di cui ovviamente parlerò tanto e male in seguito).

Anzitutto, oltre che battere a tappeto le bacheche di sale prova e scuole di musica, dovrete registrarvi su qualche sito di annunci.

Il più famoso è VillaggioMusicale, un portale che ha visto nascere e morire i sogni di gloria di un mucchio di aspiranti musicisti o dei peggiori malati di mente. Spero di darvi un significativo aiuto per evitarvi la perdita di tempo e i bruciori di stomaco conseguenti. Pronti?

Ecco le tipologie di musicisti che potrebbero rispondere al vostro annuncio

Quelli che sanno cosa vogliono e lo esprimono correttamente.

Qualcuno giura di averli visti assieme a Marilyn Monroe, Elvis e quelli del club dei 27. Logica vuole che sia il modus operandi corretto: si perde un po’ di tempo per definire il proprio progetto (genere musicale, obiettivi, livello tecnico richiesto) e lo si espone in italiano corretto, senza troppi giri di parole.
Non illudetevi, li conterete sulle dita di una mano.
E sono pure quelli da non farsi scappare.

Chi ne trova uno, trova un tesoro.

• Quelli che sanno cosa vogliono ma ne sono spaventati.

Il loro grande sogno è un tributo ai Led Zeppelin, però boh, forse è un po’ troppo, i pezzi son difficili e nemmeno loro son sicuri di poter suonare Rock n Roll con l’intro giusta senza far rivoltare Bonam nella tomba. Inoltre poi a chi piace il genere, che tanto in giro suonano solo i tributi a Ligabue? Chi darà mai delle date? Che poi l’annuncio non l’ho nemmeno scritto io, l’ha messo su il chitarrista col mio account che gli ho detto per scherzo che so suonare Black Dog ed è partito a manetta… scusa il disturbo, se mai poi ci ripenso ti richiamo.

Una causa persa.

• I logorroici.

Meno male che hanno un numero limitato di caratteri a disposizione, sennò partirebbero dal giorno del battesimo, quando hanno regalato loro la prima pianolina Bontempi.
Quello che hanno in mente lo si potrebbe esprimere in poche righe di testo e in due minuti a voce, ma no, tu non capiresti appieno il senso del loro progetto e potresti non essere la persona giusta. È importante quindi che tu sappia quando è nato il loro amore smisurato per il progressive, quante chitarre hanno, le corde, la cronologia delle modifiche e il loro curriculum, gruppo delle medie compreso. Dopo tre righe metti le mani a carciofo, poi però, stampando l’annuncio e depennando i periodi inutili, capisci che infondo potrebbe far per te e telefoni.
Gravissimo errore.
Ti ribadiscono quanto già sai e ne approfittano per incorporare le loro considerazioni sull’ultimo live di Robben Ford e consigliarti due o tre canzoni che hanno scoperto di recente con Shazam (che però non si metteranno in scaletta, così, era giusto per farti sapere).

Poi boh, magari suonano anche bene, ma tenete conto che saranno sempre minimo tre telefonate a settimana e dieci mail al giorno.

Da salvare se avete una tariffa con chiamate no-limits.

• Gli impanicati.

Una cosa è chiara: hanno settecento date programmate e uno di loro ha tirato pacco all’ultimo adducendo motivazioni poco plausibili. Son cose che capitano e danno parecchio fastidio quindi, quando risponderete ai loro annunci ricchi di punti esclamativi e trasudanti d’ansia, verrete assaliti telefonicamente con domande più o meno pertinenti e senza senso.
Tipo che sai tre pezzi su venticinque, mh, ok, dai in qualche modo ci arrangiamo, ti dice gli accordi il chitarrista man mano che suonate, poi ti fotocopiamo le tab se le recuperiamo, magari fai qualche powerchord, improvvisa, insomma… basta che non ci lasci a piedi anche te… perché tu non ci molli? Vero?? Veroooooh? Eh?? Eh??

Da rassicurare e accettare solo se realmente adatti a quanto viene richiesto. Vorrete mica avere degli infarti sulla coscienza?

• I vendicatori.

Sono stati buttati fuori dalla precedente band perché son tutti dei bastardi senza cuore, hanno dovuto abbandonare il gruppo perché il cantante li scherzava, i precedenti musici non capivano il loro estro creativo.

Insomma, la fuori è pieno di gente di merda che sta suonando senza meriti, mentre loro, che sono mille volte meglio, rimangono confinati in cameretta a fare assoli che mai nessuno ascolterà.

Non importa il genere, non importa cosa tu suoni e quanto bene lo faccia, anzi, chissenefrega del gruppo: basta andare la fuori, compiere un gesto eclatante e far vedere alla propria ex che hanno mollato un vincente.

Regalate loro il costume di Capitan America e salutateli immediatamente.

• Quelli che devono suonare.

Lo dicono fin da subito: il loro strumento piglia polvere da troppo tempo, quei pantaloni di pelle comprati quando facevano il tributo ai doors ormai puzzano di chiuso e la crisi d’astinenza da palco li sta sfinendo.

Bisogna fare qualcosa, tipo un gruppo cover che però non faccia le solite cover, o un tributo a U2, Queen e Bon Jovi (si, tutti e tre insieme), e perché no? Hai detto che hai l’acustica? Ma si, un bel trio acustico per farsi i soldi ai matrimoni, poi lo adattiamo a power trio con pezzi tipo di Gov’t Mule, o sai cosa forse? Un repertorio rock italiano. Ah ma tu sei quello che ha suonato in un gruppo funk? Va bene, facciamo il funk e ci infiliamo qualcosa della Nannini che è intramontabile e non stufa mai.

Oh, poi se arriva il batterista adatto buttiamo dentro qualcosa dei Megadeth e andiamo a suonare alle feste della birra.

Tante, tantissime idee. Da attuare con altri.

• I mancati professionisti.

Loro lo precisano: sono al di sopra della media, han suonato tanto e con gente di un certo livello; si potrebbe quasi dire che, se non vivessimo in uno stato che bistratta i musicisti, sono dei veri professionisti e tu, fortunello, hai l’occasione (posto che non ti riveli il solito perditempo incompetente) di collaborare gente d’alto livello.

La domanda “ma com’è che alla fine sei qui su mercatino musicale a cercare componenti?” sorge spontanea alla prima mail e le risposte sono varie: sono stanchi della vita da professionista, vogliono divertirsi, li han tagliati fuori dal giro perché hanno avuto delle disgrazie e non li hanno capiti (pezzidimmerdanfami!) o vogliono conoscere nuovi talenti per rimpolpare le diverse situazioni che hanno.. Discorsi che, infondo, potrebbero anche starci.

Peccato però che dopo mesi di prove e promesse motivanti si passi dai locali più in di tutta europa ai pub di provincia, dalle scalette di pezzi belli e ragionati alle solite cover ballabili anni ’70/’80, dalle tournée all’estero al giro delle sagre.. per poi finire in quei locali che vorrebbero far suonare dal vivo ma non hanno i permessi e a metà serata arrivano i carabinieri a troncare la speranza di recuperare almeno i soldi della benzina.

Come scremarli da quelli che effettivamente meritano ed evitarsi pacchi clamorosi?

Date un’occhiata su FB: se passano i pomeriggi e le serate a cantarsela e suonarsela da soli, auto-lodandosi e buttando merda su un mucchio di altri musicisti SI.. sganciate il vaffanc*lo e passate al prossimo annuncio.

Semplicemente degli infami.

• Le fottutissime rock-star.

Quando leggi i loro annunci arrivi a pensare che dietro a tali parole ci sia il futuro Bon Jovi o i nuovi Motley Crue.

I termini sono spesso espliciti, coloriti, insomma, da gente che non gliene fotte un caz*o di niente se non della loro fottutissima musica.. e tu, fighetta, sarà meglio che ti faccia valere alle prove, sennò ti rompiamo il c*lo a suon di decibel.

Se avete quindici anni e siete alle prime armi si, annunci così vi faranno sentire al settimo cielo e telefonerete senz’altro alla terza parolaccia, noncuranti di leggere il resto. Poi la ruota della vita girerà e le delusioni forgeranno la vostra saggezza, quella che vi permetterà di scartare a prima vista gli annunci di questi sfigati.. tanto bravi a rompere i c*li a parole, tanto a uccidervi i timpani con l’ennesima nota sbagliata sull’assolo di Sweet Child of Mine.

Osceni.

• I fuffari.

Ti piace il discorso di serietà e impegno che fanno fin dalla pubblicazione dell’annuncio, condividi con loro il fastidio “per sti cretini che non studiano i pezzi e poi pretendono di andare in giro a suonare” e quando si discute di strumentazioni pensi di aver finalmente trovato uno che ne sa.

E poi questo ha un mucchio di esperienza, ha studiato anni, insomma.. non può essere che il tuo uomo.

Poi si arriva in sala prove e l’incantesimo finisce: ritmiche suonate fuori tempo, dinamiche inesistenti, amplificatori che “oh a casa ce l’ho uguale, questo non funziona!“, note sbagliate e pezzi probabilmente mai visti. D’obbligo le scuse: mi devo scaldare, non c’è una buona acustica, non capisco perché [lo strumento] faccia così, eppure la tab che ho trovato su internet mi da’ questi accordi, si il pezzo l’ho studiato ma voi fate una versione diversa dalla mia e, alla decima volta che si suona il ritornello di Knocking on Heaven’s Door, “ah ma io ho sempre suonato solo con gli spartiti, a contare i giri non mi trovo“.

Questa è l’unica soluzione.

• Quelli che ancora non sanno cosa vogliono dalla vita.

Premetto: dietro di loro spesso si celano dei bravi musicisti, gente che non brilla ma nemmeno gli ultimi degli stronzi.. in sostanza, persone che potrebbero andare bene non fosse che devi improvvisarti Life-coach e passare le prove a motivarli.

I loro annunci “trasudano” allegria e ottimismo, per loro va bene qualsiasi genere basta che non si discuta, si vada tutti d’accordo e si esca a suonare più spesso perché, da quando han venduto la moto o sono stati mollati dalla tipa, non sanno più come passare i week-end; sono quelli che quando ci parli ti dicono sempre si e sgranano gli occhi come se in te avessero trovato il fratello mai avuto, dopodiché quando arriva un altro membro della band (che ovviamente proporrà qualcosa di differente dato che nell’annuncio non sono stati messi i dovuti paletti) sgranerà nuovamente gli occhi  e, tutto entusiasta, ti dirà via sms che non si suonano più i Beatles, bensì gli 883.

È anche probabile che, sentendosi inadeguati con il loro strumento, mandino a cagare il progetto e ti richiamino qualche mese dopo: a sto giro suoneranno la chitarra anziché il basso, si fanno i Creedence e poi vediamo come va che magari riprendo a giocare a calcio, quindi forse mollo.

Da picchiare senza pietà.

• Quelli che cercano di farsi una vita sociale ed eventualmente anche una sentimentale.

Sembra incredibile date le grandi possibilità che fornisce internet di fare nuove conoscenze: eppure c’è gente che con la scusa di mettere su un tributo ai Cranberries (sparo un nome a caso, potrebbero andare bene anche i Modà come i Punkreas) lascia il proprio numero di telefono o contatto email allo sterminato web per colmare il proprio vuoto esistenziale (o la propria fame). Per questo, dopo nemmeno tre parole su quello che hanno in mente, chiedono subito il tuo numero di telefono ed eventualmente se hai un pomeriggio libero per fare quattro chiacchiere; a volte ti basta anche solo diventare follower che arrivano (lo dico per esperienza personale) mail in cui gli interessati ti chiedono come mai li segui e, eventualmente, perché non prenderti un caffè con loro per conoscersi meglio.. sai mai.

Scartando i marpioni, e posto che l’annuncio ti abbia convinto, finisci il più delle volte in una sala (fosse anche a pagamento) con un elemento che non solo non s’è minimamente preoccupato di prepararsi uno dei dieci pezzi concordati.. ma approfitta di ogni nano secondo di silenzio per raccontarti qualcosa di sé, del suo vissuto, cose che evidentemente sentiva il bisogno di condividere da quando faceva le medie.

Ah ovviamente dopo le prove si va a bere tutti qualcosa insieme. Che il feeling è importante, se no si suona male.

Dite loro che hanno sbagliato: l’annuncio andava postato non su villaggio musicale ma su annunci69.it

E con questo credo di aver finito.
Siete riusciti comunque a sopravvivere ? Bravissimi!
Dai, ce l’avete quasi fatta.. ora non vi resta che preparare i pezzi e..

Contattare i locali.

Sarà davvero dura ragazzi, ma non vi preoccupate: ho un inutile tutorial anche per questo!


Precedente San Valentino Successivo 8 Marzo