Inutili tutorial: come mettere su un gruppo rock e spaccare i culi – Capitolo primo: i musicisti.

Io ve lo dico col cuore in mano: se volevate rimorchiare a colpo sicuro ogni volta, a fine concerto, crearvi un harem di groupie che inneggiano all’amore libero e farvi di sostanze illegali come caimani cambiate progetti.

Gli anni 70, quelli del rock maledetto e della gente che ci lascia le penne a 27 anni dopo aver vissuto al massimo dell’intensità possibile, sono andati. Gone. Tornate coi piedi per terra e domandatevi: voglio davvero suonare in un gruppo rock? Sul serio? Ma mi rendo conto di quale armata di disagiati sto per incontrare?

Se la risposta è SI, voglio subito farvi sbattere contro il primo, grande scoglio, ovvero la formazione di un gruppo rock

Pronti allora? Ecco a voi il primo #InutileTutorial di questo blog già sufficientemente ricco di cazzate

Come mettere su un gruppo musicale ed eventualmente diventare dei personaggi famosi almeno nel raggio di 15 km – Parte Prima

“Sono stufo dei continui fallimenti!”
(aspirante musicista che ha visto nascere e morire 4 gruppi e nel mentre mai un live)
“Ma perché incappo sempre nei perditempo!”
(cantante che alle prove viene sempre “studiata” mentre il resto della band ancora non si ricorda come chiudere i soliti cinque pezzi che provano da un anno)
“Sti caz*o di chitarristi e i loro volumi di me*da!”
(un qualsiasi bassista)
“Perché a fine concerto tutti trombano ed io no?”
(batteristi che fanno tributo ai Dream Theater e che si portano dietro un’astronave di batteria)

Anzitutto dotatevi di uno smartphone, account mail e di tanta, tanta valeriana e/o qualsiasi sostanza (legale) dai poteri calmanti.

Ah, do’ per scontato che se siete proprio convinti di mettere su un gruppo abbiate già uno strumento e sappiate suonarlo.

Detto ciò, il primo passo per mettere su la band è dotarvi di altri musicisti.
Andiamo quindi ad analizzare chi vi serve e i relativi problemi.

• Cantanti.

La categoria più inflazionata dato che, non servendo uno strumento fisico e pensando che cantare sotto la doccia sia una skill da mettere in grassetto sul proprio curriculum, tutti si sentono delle Aretha Franklin in erba.

Detto ciò, il problema più riscontrato con loro è quello inerente la tonalità dei brani: per la legge di Murphy, se su Shazam avete appena scoperto un brano che è una figata pazzesca state tranquilli che non sarà adatto alle loro corde vocali (tipiche obiezioni: è troppo alto, troppo basso, non è per il mio timbro, non lo sento mio, no io non perdo la dignità cantando questa m**a)

Inoltre, la modifica della tonalità capiterà sempre e solo su pezzi che hanno corde suonate a vuoto, il che vi costringerà o a scordarvi o a dotarvi di un secondo strumento già scordato.

Famosi sono gli attacchi di panico pre-concerto in cui sbiancano lamentando improvvisi mal di gola, secchezza del cavo orale e l’umidità dell’ambiente. Muoiono nel momento in cui scoprono che dietro a loro c’è un condizionatore acceso.

Tormentone: “Ommioddioooo non ho più voceeee”.

• Chitarristi

Primedonne che si contendono l’attenzione sul palco coi cantanti, con loro nasce l’annosa questione del volume mostruosamente alto (che per loro non sarà mai tanto alto da risultare fastidioso) e interminabili discussioni su come settare ampli e pedaliere.

Fondamentalmente si dividono in due categorie: i solisti, a cui toccano assoli e fraseggi vari, e gli ritmici, che, in teoria, tengono la ritmica.
I primi solitamente hanno un ego smisurato, si lanciano in espressioni e pose adatte a far capire al pubblico femminile che come chiavano loro non chiava nessuno; i secondi, che nessuno si fila mai ma se sbagliano qualcosa li sgamano subito, solitamente stanno in un angolo del palco a rosicare.. a meno che non abbiano il compito di fare qualche coro e cantare qualche pezzo, cosa che ripristina in parte il loro orgoglio ferito.

Che siano di un tipo o dell’altro, se volete renderli felici dite loro che hanno proprio tirato fuori un bel suono e che quella pedaliera nuova (di cui magari ne avranno sfruttato un quarto) è stata un ottimo acquisto.

Tormentone: “Non posso abbassare, sennò non innesca!”.

Bassisti

Categoria sottostimata, spesso tormentati dalla domanda: “perchè la tua chitarra ha solo quattro corde?”, vengono costantemente perculati con meme e paragonati al Molise (cioè sono talmente conosciuti da porre in dubbio la loro esistenza).

Vivono in perenne lotta con i chitarristi, coi quali non si trovano sugli accordi (il bassista sostiene sempre di essere il detentore dell’accordo giusto) e sui volumi… Ma si rifanno fregando loro le tipe che non hanno avuto tempo di guardare perché troppo impegnati a fare espressioni orgasmiche durante gli assoli.

Per renderli felici, fate finta di aver cagato la linea di basso su un pezzo e fategli un qualsiasi complimento al riguardo.

Tormentone: “Abbassatevi che non mi sento!”

Batteristi

Sono una specie rara e particolare, dura da reperire: sono quelli che devono arrivare prima (mentre gli altri con calma estraggono il loro strumento e lo attaccano alla corrente loro sistemano fusti, aste, stringono viti, provano e riprovano le pelli), si trovano poco e niente da mangiare (perché gli altri si son sbafati tutto, anche il cantante che la mena che beve solo qualcosa se no poi rutta sul palco..), suonano sempre dietro, nascosti da tutto e tutti, non riescono a vedere se c’è figa tra il pubblico (avete notato che qualcuno ha la pedana? Ora sapete il perché) e quando si finisce e tutti scendono a rimorchiare lui è costretto a smontare velocemente col gestore del locale che gli mette fretta.

Insomma, una vitaccia che li decima di anno in anno ed ulteriormente resa difficile da vicini poco comprensivi e mogli che vorrebbero sgomberare la loro sala prove casalinga per farci un’indispensabile cabina armadio.

A seconda di chi siano i loro idoli si presentano sul palco con una batteria più o meno estesa, vanno un po’ tenuti a freno sul numero di elementi con scuse tipo “il posto è piccolo” e a volte vanno redarguiti sulla quantità di decibel (tipica la scusa “eh ma io non ho la manopola del volume!”).
Se riuscite a piegarli su queste cose, è fatta.

Tormentone: “Qualcuno mi aiuta a smontare?”.

Tastieristi

Di tastieristi ce ne sono.

Di tastieristi che si possano definir tali no, anche perché chiunque da piccolo può ricevere una Bontempi da due ottave e sentirsi, per questo, un musicista.

Anche loro spesso passano inosservati (infatti sodalizzano con basisti e batteristi), sopportano chi chiama “pianola” il loro amato strumento e lottano con computer e hard-disk su cui memorizzano suoni e parti pre-registrate che malauguratamente non funzionano nei momenti meno opportuni.

Sono inoltre succubi di ignobili scherzacci quali la manata su manopole e tasti (dopo ore spese a cercare il settaggio perfetto), il cambio di tonalità e ottava mentre si distraggono per bere, bambini pestiferi che scambiano una Korg Oasis per la versione estesa della loro coloratissima pianola Fisher Price e che quindi si sentono in dovere di schiaffeggiare senza pietà (spesso assistiti da genitori compiaciuti, più impegnati a fotografarli che a realizzare il danno materiale che stan facendo).. e altri atti vandalici poco simpatici.

Certo, possono sembrare superflui, ma un tastierista della Madonna può far fare il salto di qualità alla tua band.

Tormentone: “Fermi! Non mi si caricano i suoni!”.

Bene, ora iniziate ad avere un’idea di cosa comporti mettere su un gruppo rock.
Se tutto ciò vi sembra molto facile e pensate che io vi conti cazzate, tranquilli: il secondo step, la ricerca dei musicisti, vi darà il colpo finale.

Oh, mi raccomando: #StayTuned!

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