Ex Che Non Hanno Capito Di Essere Ex

Tra le peggio cose che possono funestare la nostra già di per sé travagliata esistenza è bene annoverare, dopo gli errori di Equitalia e i fan delle scie chimiche, anche

Gli/Le Ex Che Non Hanno Capito Di Essere Ex

Che in questa sede chiameremo, per rubare meno tempo possibile alla vostra vita sociale, ECNHCDEE.

Premessa: l’argomento è davvero vasto.

E questo è un blog, non un trattato di casi psichiatrici; devo quindi stringere, ma, se siete interessati e magari intenti a fondare un comitato per la difesa dagli ECNHCDEE o anche solo fare prevenzione sociale, scrivetemi che do’ volentieri una mano.

Che non è che ci sia una vera e propria prevenzione per evitare una tale piaga.

Cesare Lombroso purtroppo non ci ha lasciato scritti in merito, ma possiamo, facendo mente locale a quelli già conosciuti, stendere un primo identikit per capire se il vostro ammore della vita è un candidato al titolo ex che non ha capito di essere ex.

L’E.C.N.H.C.D.E.E. è solitamente un essere umano dall’autostima ferita, se non disintegrata

Ovvero: a scuola tutti lo/la scherzavano, mamma preferiva chiaramente l’altro/a figlio/a o al grest del 92 s’è preso/a un due di picche davanti a mezzo oratorio; all’orgoglio ferito aggiungeteci una certa immaturitàscarso senso della realtà e visione completamente soggettiva di qualsiasi evento. 

Segni inconfutabili del delirio in cui vi state per infilare sono scene tipo piste assurde se incrociate e scambiate quattro parole con un Ex Che Ha Capito Di Essere Ex, la tendenza a sottolineare tutte le presunte mancanze di rispetto che i tuoi amici / le tue amiche hanno nei suoi confronti o un esagerato attaccamento a voi e a qualsiasi persona che vi graviti intorno fin dalla prima uscita.

Se poi state insieme da due soli mesi e ha già detto a tutti che andrete a convivere  va beh, ADDIO.

Che per quanto siate stati una coppia felice e per quanto vi siate comportati onestamente dichiarando, con le dovute, razionali e sensate obiezioni, la fine del vostro amore VI RENDERANNO LA VITA DAVVERO DIFFICILE.

E non fatevi ingannare.

L’ECNHCDEE sarà il primo a dirvi “ma no, va benissimo, basta solo CHE SALVIAMO L’AMICIZIA”.

Ma con lo stesso ghigno di Jack Nicholson in Shining.

Ex che non hanno capito di essere ex
Sentitevi liberi di stampare questa immagina e di confrontarla ogni volta che avvertite il bisogno.

Perché siamo sinceri: quanti di voi sono riusciti a rimanere in un rapporto di serena amicizia con un/una ex fin dai primi cinque minuti post-rottura?

Non fate gli ostentatori di sicurezza e self-control che non vi crede nessuno.
Come minimo le palle girano per due settimane, ci vuole tempo per metabolizzare anche la più giusta delle rotture, ci va calma ed un periodo di “catarsi” in cui farsi i cazzi propri è un diritto/dovere sacrosanto verso la vostra psiche e quella di chi vi sta intorno.

Ed é proprio lì il problema degli ECNHCDEE: non accettano la fine della relazione.

O meglio, vivono in un mondo parallelo dove un “ma si, vediamoci da amici” lo si traduce con “puoi pure continuare a rompermi i cog**i come facevi quando stavamo insieme, d’altronde mi domando che ci siam lasciati a fare…”, in cui “ex” vuol dire “si ci siamo lasciati ma siamo fatti per stare insieme”, “si vede con un’altra ma alla fine lo so che lo fa solo per dimenticarmi”, “io comunque rimarrò come una sorella per lui, e lui lo sa benisssssssimo checcisaròsempresempre”.
Si forma una specie di dipendenza/ossessione anche quando l’evidenza dice che è finita, stop, c’è un/un’ altro/a, manca loro qualche neurone che permetta di assimilare la novità, ostentano sicurezza, indipendenza e fiera determinazione, ma sono a pezzi quanto lo sarebbero tutti in quella circostanza.

Ed è li che cominciano le grane anche per chi sta loro intorno.

Dopo che hanno smaronato infinitamente l’ex con ogni scusa inimmaginabile per continuare a far parte della loro vita, tocca a NOI, innocenti spettatori esterni che facciamo di tutto per rimanere super-partes.

NOI, che siamo già enormemente spaventati per l’ ECNHCDEE che ha cambiato stile di vita in favore di uno che è la fotocopia dell’amore perduto (tipo diventano ultras quando manco sanno cos’è un fuorigioco, si improvvisano amanti del jazz senza capire cos’è quello sgorbio all’inizio di cinque righe costellate di puntini o diventano sportivi quando fino a ieri si cagavano per ore su un divano); NOI, che siamo in allarme per i continui messaggi per uscire, organizzare serate divertentisssssssssssimeeeee (vi assicuro che maggiore è l’entusiasmo, peggiore sarà il risultato) ed eventi di cui si parlerà per i prossimi secoli, a cui, ovvio, se anche l’ex vuol venire con il/la nuovo/a partner non c’è asssssssssssssolutamenteeeee nessun problema (maggiore è il numero di consonanti e vocali, peggiore sarà il casino che si scatenerà se non si faran vedere); NOI, che assistiamo ad un/una pazzo/a psicolabile che stalkera chiunque in qualche modo possa aver a che fare con l’ex e al quale racconta la medesima, struggente e toccante storia: stavano davvero bene insieme, ma la nuova tipa, il padre di lei, la sorella, i cugini e parenti tutti o quello stronzo dell’amico del cuore (“che tanto so che ci vuole provare, già faceva il mollicone quando stavamo assieme”) si son messi di mezzo e han rovinato tutto.

Per non dire quando, dopo un’incontenibile ondata di frustrazione, iniziano con scusanti ancora più fantasiose: “eh ma è diventata lei distante e fredda come il ghiaccio” (colpa delle nuove amiche), lui era una merda ma non ve lo volevo dire per salvare le amicizie, non gli tirava, non si lavava, mi picchiava, se n’è approfittato di me che sono troppo buona, lei voleva solo i miei soldi e stare con uno di successo.

E lo dice senza nemmeno tenere in conto una cosa banalissima (sulla quale gli/le ECNHCDEE scivolano sempre): che voi abbiate molta più confidenza con il loro ex.

Nel mentre l’altro/a, avendo capito per tempo l’aria che tira, vi ha scaricato l’ECNHCDEE e se ne va in esilio per mesi e mesi, finché non lo/la vede sparire dalle foto di gruppo su FB, o decimare il numero di “mi piace” o tag in aforismi e demotivational chiaramente riferiti a lui.

E, per quanto gli vogliate bene, state progettando anche il suo di omicidio, subito dopo quello dell’ ECNHCDEE che nel mentre funesta la vostra vita sociale.

Poi rimane più solo la fase finale, culmine di un’iperbole di disagio che tende a infinito.

Quando anche a loro è finalmente chiaro che all’ex non potrebbe battergliene di meno il carico di frustrazione è ormai talmente pesante da sfociare in gesti più o meno da denuncia, dallo sputtanamento accanito suo e del/la nuovo/a partner, misteriose mail in cui filantropi disinteressati avvisano che questo nuovo amore sarà fonte di corna (lei è sempre una troia, lui ha un figlio in Svezia), visite ai familiari (qualora si siano conosciuti) coi pretesti più ridicoli solo per impiantare il seme della discordia, strusciaggi sui suoi/sue amici/amiche fino ad appuntamenti e chiavate concesse solo ed esclusivamente perché si sappia: l’ ECNHCDEE se ne fa un baffo della loro indifferenza, vanno avanti con le loro emozionanti vite, divertendosi tantissimo.

Tipo passando le giornate a piangere su status e foto visti sulla bacheca del loro perduto amore.

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