Estate 2.0

Estate 2.0

Estate 2.0

Evvai, oggi Studio Aperto ci ha dato la grandissima (e inaspettata) notiziona che si, gente..

 

E’ ARRIVATA L’ESTATE

 

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Sottotitolo: meno male che ce l’ avete detto, sennò si continuava a uscire col pile noncuranti dei goccioloni di sudore.

Banalità televisive a parte, ci sono indizi nel mondo del 2.0 che sono inequivocabili e puntuali quanto madre natura e grazie ai quali, se anche vivessimo in un bunker a 400 metri sotto il livello del mare, possiamo evincere con assoluta certezza che il 21 giugno è ormai prossimo.

Ad esempio:

 

Quantità industriale di link e post di beauty-blogger

quelle che, insomma, vanno un po’ a sostituire l’amica che lavora per la Avon e cerca di rifilarti creme e trucchi) sull’outfit da spiaggia. Che non mi bastavano il cosmo-sotroppofiga-politan e Carla Gozzi a farmi sentire chiatta e démodé, no, pure loro che poi alla fine il concetto è sempre lo stesso: se hai il culo di avere il fisico di Belen puoi indossare qualsiasi straccio ed è subito tendenza, se rientri nel popolarissimo e mai apprezzato gruppo delle donne medie mediterranee fai prima a non partire per le vacanze.

 

Quantità ancora più massiccia di link e status con battute sulla dieta e la forma fisica pre-vacanza

(del tipo sto seguendo una dieta, voglio proprio vedere dove va o ma per la prova costume si può fare lo scritto? Ecc… Ecc…), di propaganda alle curve e alla cellulite (le ossa lasciatele ai cani, la bellezza prima o poi viene meno ma la bravura in cucina no…) o quelli che proprio vogliono renderci ancora più pleonastico l’ovvio: finalmente è arrivata l’estate (e anche qui sottotitolo “meno male che sennò uscivo in scarponi nonostante i giardini pensili sotto alle dita dei piedi“).

 

La bacheca si trasforma in un catalogo delle vacanze in riviera romagnola.

Nel senso che ci sono solo foto di viste mare dalla propria camera, dalla propria sdraia, foto di camere, spiaggia, ombralloni, bar, locali con tanto di commenti su come si sta, si mangia e si dorme. A questo punto possiamo disinstallare Swarm, Foursquare e Trip Advisor.

Nei selfie compaiono gli occhiali da sole.

belfie (dove la B sta per “bottom”, cioè sedere.. trattasi quindi di finte foto innocenti il cui unico scopo è constatare se i soldi spesi per il trattamento anticellulite siano stati uno spreco o meno) non mostrano pantaloni ma costumi da bagno o shorts che io userei come culotte.

Le classiche foto dei festaioli con bicchiere di cocktail sono scattate all’esterno ed i soggetti sono in maniche corte o canotta senza avere la pelle d’oca.

Migliaia di status in cui ci si lamenta del caldo e si richiede una buona dose di schiaffoni se durante l’inverno si lamenteranno del freddo (oh vi avviso che io sto segnando nomi e cognomi, se un giorno vi arrivo alle spalle e sferro un manrovescio poi non lamentatevi).

L’immancabile foto del ventilatore con il messaggio “fate girare!”.

Gli animalisti convinti che normalmente ci invitano ad adottare cani e gatti che si trovano dall’altra parte dello stivale o di boicottare una qualche multinazionale, lasciano perdere qualsiasi altro animale sul pianeta e si concentrano sui messaggi di morte verso chi abbandona i cani per andare in vacanza.

 

Instagram è pieno di foto ad insalate, macedonie o gelati.

Gli estremisti vegani ce la fanno a fette col gelato di soia.

 

I complottisti, tramite status pieni di punti esclamativi e “SVEGLIAAAAA”, dichiarano che questa è l’estate più calda/fredda/arida/piovosa/nebbiosa/misteriosa/cumulonembosa/con più aerei/più scie chimiche/bario/stronzio che si sia mai vista. Il problema è che lo dichiarano ogni anno da anni, il che spinge buona parte degli utenti di Facebook a percularli.

Chiunque abbia la fortuna di non essere rimasto a casa a sciogliersi sul proprio divano o alla propria scrivania pubblica l’immancabile foto delle gambe a bordo piscina o in spiaggia.

 

Infine chiudo questo post con quella che, secondo me, è proprio la prova delle prove per eccellenza, quella inequivocabile, scientificamente accertata, inconfutabile, a cui anche il San Tommaso di turno deve piegarsi: il giornalista di Studio Aperto che lancia l’annuale allarme

“questa sarà l’estate più calda degli ultimi millemila anni”.