Di porchette, concerti e anni che passano

In barba all’incombente 19 giugno, e del conseguente invecchiamento da 28enne a 29enne, questo week end sono rimasta sveglia per 38 ore.

Ore, per altro, in cui ho: pulito casa, litigato col marito, fatto una depilazione veloce, provato col gruppo, suonato col medesimo, visto un uomo in corpetto-perizoma-autoreggente, viaggiato per 130 km rispettando ogni limite (non ero sicura di aver sudato il vodka-lemon bevuto tra un pezzo e l’altro), girato un po’ di volte il centro di Asigliano alla ricerca della strada per il lago Ripalta, raggiunto gli amici davanti al falò della porchetta, spento per circa sei volte le candeline della torta di compleanno (i casi sono due: o erano piene di kerosene o io ho i polmoni di un’anziana), trattenuto qualche lacrima, suonato e cantato, meditato davanti al sole delle otto in riva al lago e passato il resto della giornata in un clima di totale serenità con amici vecchi e nuovi.<

br />Ah, e alle nove e mezza andavo a prendermi un caffé in piazza Cavour con la Babi (previa doccia e de-puzzamento del vestito).

Certo, poi alle 00.40, quando ho messo la testa sul cuscino, sono crollata e ho dormito come un sasso (cosa che per altro non capitava da tempo!) per undici ore.
Ma niente effetti collaterali come mal di testa, schiena o stomaco. Anzi, si, uno a dir la verità c’è stato:
il classico dispiacere che si prova ogni volta (eccezione fatta per la porchettata del 2007 che fu abbastanza un flop) quando tutto finisce. Guardiamo malinconici il pezzo di prato annerito dal falò, la legna avanzata (che tutti gli anni si va in emergenza omminchianonabbiamolegnaemocomefacciamo ma poi basta sempre), gli spazi adibiti a parcheggio libero dalle auto, il capannone sgombro, coi tavoli ancora in fila e puliti, le sedie accatastate, i pacchetti degli avanzi.. e la roba del bivacco già ritirata in macchina.
E, dato che quest’anno sono arrivata a metà nottata perché avevo il mio primo concerto col tributo alle Hole, aggiungo pure la malinconia che ho provato nel guardare il basso ritirato nella custodia e l’amplificatore incastrato nel baule.

Ora però è scattata la mezzanotte e taaac. Sono 29enne. Anzi, no, non lo sarò fino alle 11.10 di domani, quando mia mamma, nel sempre più lontano 1984, mi ha data alla luce (ovviamente ero già pigra e ritardataria all’epoca, visto che dovevo nascere dieci giorni prima). Invece sono 4 anni esatti da quel momento in cui Robi, riportandomi alla macchina dopo una serata insieme, mi ha chiesto se volevo sposarlo ed io, singhiozzando come una bambina pur essendo già da sei mesi che organizzavamo il matrimonio, ho detto si.

Ah e a ben vedere sono anche passati:

15 anni dal mio scritto di matematica dell’esame di terza media (ergo sono 15 anni che non ho più visto né sentito quella bruttazocccola ehm, indisponente e poco professionale insegnante di matematica e scienze con conseguente miglioramento del rapporto Paola-Matematica).
• 10 anni dallo scritto di matematica della maturità (quando mi han detto che cadeva di nuovo il giorno del mio compleanno sono sbottata con un “emmaccheccazzooo!“).
6 anni dalla mia discussione della tesi (con conseguente “machelofateapposta?” nel momento in cui mi han comunicato la data).

Ora basta, vi auguro la buonanotte. Ho un anno in più, i 30 sono terribilmente dietro l’angolo.. ed essendo invecchiata non reggo più le ore piccole come una volta 😉

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