Il decalogo dell’ospite perfetto

Immaginatevi la scena: la sottoscritta in tuta (o pigiama, in questi giorni un po’ così non mi è molto chiara la separazione tra giorno e notte), capelli che manco Crudelia Demon nel peggiore dei momenti, occhi di un panda stanco, tazzona di caffè americano tra le mani e una distesa di panni ancora da stirare.

Sono le due del mattino ed ho appena finito di lustrare tutta casa.

Motivo? Ospiti.

E che sarà mari? Fatemi continuare: ospiti auto-invitati (di quelli per qualche stupida convenzione sociale non posso far restare chiusi fuori di casa).

Presa dal momento di sconforto mi sono rivolta alle solite tre-quattro compagne di sventura che, come me, hanno abbandonato il tetto materno per sposarsi o convivere e che, sempre come me, lottano ogni giorno contro la piaga dell’ospite auto-invitato e la sua inevitabile evoluzione in ospite-di-merda.

Il risultato di questo scambio di frasi incoraggianti ed emoticons pucciose mi ha portata a notare come bene o male tutti, dal momento in cui andiamo a vivere da soli, abbiamo a che fare con il sacro rito dell’ospitalità: che sia un pranzo, una cena o una notte o più notti, la rottura di maroni dovuta ad un ospite-di-merda è sempre dietro l’angolo.

 Ecco perché è importante mettere in chiaro poche e semplici regole per poter stilare, ed appendere all’ingresso, il proprio DECALOGO DELL’OSPITE PERFETTO.

1. Se vuoi mettere piede in casa mia è condizione unica, stretta e necessaria che IO prima ti inviti.

Non capisco bene il perchè, ma esistono persone convinte che la gente, una volta messo piede in casa, non abbia una beneamata fava da fare se non soddisfare la propria curiosità. Ecco allora che l’auto-invitato decide già giorno e ora (solitamente in momenti strategici, in cui si poteva fare qualcosa di più edificante) rafforzando la sua posizione di rompimaroni con un disinvolto “son proprio curioso di vedere casa tua”; non è detto che poi sia una cattiva compagnia ma, almeno per me, i miei spazi ed il mio tempo libero sono sacri e chiedere è sempre segno di buona educazione.

2. Ebbene si, in casa mia C’È un gatto/cane/furetto/qualsiasiquadrupededacompagnia.

Il che non vuol necessariamente dire che io non pulisca casa mia.
Il che non vuole neanche dire che lo debba sbattere fuori perché per te è inconcepibile tenere un quadrupede in casa (per altro nemmeno la tua, la MIA!).
E, tranquillo, di tutti gli ospiti che ho avuto non ho fatto morire nessun allergico al pelo di animale.

3. Puoi anche essere mio parente di primo grado.. ma io NON riderò quando tu aprirai le mie ante…

…domandandomi, con fare simpatico: “sa, fammi vedere cos’hai sistemato qui”. Se proprio vuoi rassicurarti che non smerci cocaina nel tempo libero libera la fantasia e inventa scuse tipo “Dove tieni lo zucchero? Stai li, che lo prendo io…”.

4. Ebbene si, in mansarda ho una chitarra elettrica, un basso, le tastiere ed una batteria.

Non è interesse tuo cosa io ci faccia. Che poi, seriamente: che senso ha la domanda “cosa te ne fai di quegli strumenti?” Esistono usi alternativi a quello musicale? Vi prego, svelatemi l’arcano.

5. Va bene, mi mancano le tende.

Ma ti assicuro che non passo le giornate con una manica di curiosi e paparazzi che si appostano all’unica mia finestra che da sulla via (per altro quasi sempre con le persiane chiuse).

6. Non ho nulla contro i bambini.

Ma contro i papà e le mamme che non han voglia di dire quei “no che aiutano a crescere” SI.

7. Il valore di tutte quello che c’è in casa mia, a partire dai mobili agli elettrodomestici, NON è AFFAR TUO.

Che tanto lo so già come va a finire il discorso: se ho speso poco sono una pezzente perché non ho badato alla qualità, se ho speso tanto sicuramente hai trovato la stessa cosa alla metà del prezzo in un negozio che solo tu conosci.

8. No, vivere vicino a Crema e lontana da Milano non mi chiude.

Anzi, per me è un valore aggiunto. Se desideri fare la figa in città, fa’ che dirmi direttamente “becchiamoci a Milano”, così io evito di rassettare casa e andiamo a farci il solito giro in Duomo e in galleria (che poi Milano non finisce lì, eh), scappando dai vu-cumprà che ci vogliono rifilare a tutti i costi il braccialetto.

9. Non mi turba il balcone piccolo.

Soprattutto non mi turba dover stendere in cortile, mostrando così il mio abbigliamento intimo al vicinato. D’altronde le mutande le portano tutti, no?

10. Tu al posto mio ti vergogneresti ad avere una giungla selvaggia al posto del giardino/vialetto/quelsarcazzochec’Èdavantiall’ingresso?

Bene, vanga, cesoie e taglia-erba li ho… comincia quando vuoi!

E insomma, una cosa così. Che in realtà, ora che ci penso, il decalogo potrebbe allungarsi e di parecchio, ma lascio a voi il compito di suggerire altre regole per rendere l’ospite un ospite perfetto!

 

4 thoughts on “Il decalogo dell’ospite perfetto

  1. perfettamente d’accordo
    2 cose:
    11) non deve permettersi di diventare in quel momento Renzo Piano, dando consigli su come andrebbero modificate le cose secondo lui per avere più spazio o su come modificherebbe l’arredamento: se abbiamo fatto così ci sarà un cazzo di motivo o no?
    12) evitare commenti tipo: proprio bella la casa, davvero! certo però che non abiterei mai in un posto del genere….Bene. Allora questa sarà stata anche l’ultima volte che ci vieni. Poco ma sicuro.
    e concludo con: evidentemente che cerca l’infelicità nella casa altrui è perchè non è felice nella propria.
    Ciao!

  2. Vero, avevo pensato anche io al punto 11. E specifico: avrebbero fatto così o cosà, seguendo il feng shui, il minimal-radical-chic o la rivista da 10.00 euro in lignua francese.. spendendo IL GIUSTO. Che non è mai chiaro intorno a quale cifra si aggiri, ma di certo non quella che hai speso tu!

    Aggiungo anche un punto 13: quelli che vedono cos’hai e parte il confronto con quanto visto nelle altre 100 case che han visitato. Da rabbrividire,se pensi che alla prossima casa che visiteranno tireranno fuori anche le magagne di casa tua!

  3. eh sì…infatti ci sono quelli che vogliono proprio farti i conti in tasca…….e quello per curiosità quanto lo hai pagato???????? se dici poco, pensano: poveracci. se dici tanto pensano: eh chissà i soldi che hanno e fanno finta di non averne………

Comments are closed.