Come nascono le leggende metropolitane

Ebbene si, ho avuto la fortuna di assistere alla nascita e all’evoluzione di una di quelle storie incredibili ma quasi-più-o-meno-vere che ho scoperto essere diffusa in moltissime località italiane.

Quella che segue è lo schema riassuntivo della trasformazione, giorno per giorno, di un avvenimento scolastico da fugace notizia a leggenda metropolitana.

Giorno X.
Facevo seconda superiore e degli amici mi raccontarono che nel loro istituto (chiamiamolo Y) una ragazza ed il suo ragazzo erano stati sorpresi da una bidella in bagno mentre pomiciavano; a quanto pare finirono in presidenza, dove, avvisati anche i genitori, si presero una ramanzina.

Il giorno dopo.
Altre persone raccontarono, durante l’intervallo al mio liceo, che nei bagni della scuola Y una ragazza ed il suo ragazzo stavano pomiciando chiusi in bagno. Sorpresi dalla bidella finirono in presidenza, si presero la lavata di capo e la ragazza, forse per sbrogliarsi dalla situazione imbarazzante, finse un malore e si fece portare al pronto soccorso.<

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Due giorni dopo.
Un ragazzo che faceva 5a nella scuola Y mi disse che in tale istituto, durante le ore di lezione, un ragazzo ed una ragazza del terzo anno si erano chiusi in bagno, spogliandosi un po’ e pomiciando spintamente; nel pieno della passione però la bidella irruppe (Aprendo la porta lei? E come se -come è logico pensare- la porta era stata chiusa a chiave? Mah…) e portò i due amanti in presidenza. Durante la lavata di capo da parte del preside, in presenza dei genitori, la ragazza avvertì (o fece finta di avvertire) alcuni dolori e finì al pronto soccorso.

Tre giorni dopo.
Un altro studente dell’istituto Y mi narrò che, durante l’orario delle lezioni, la bidella fece un giro di pulizie nei bagni e trovò una delle porte di quelli maschili chiusa. Da essa provenivano rumori un po’ sospettosi (possibile che li abbia sentiti solo lei? Gli altri studenti il cesso non lo usano? Mah..), tanto che la bidella si convinse che chi era dentro si stesse allegramente masturbando. Decise quindi di aprirla (ribadisco i miei dubbi sul come…) e trovò lui con la patta aperta e lei intenta a “massaggiarlo”. Finirono in presidenza, ci fu una cazziata memorabile, il padre di lei cercò di mettere a tacere la cosa per evitare lo sputtanamento ma ormai era tardi.. lei, forse per evitare altri cazziatoni, forse per sviare la situazione, forse perchè effettivamente stava male, finì al prontosoccorso.

Una settimana dopo.
Un amico di un ragazzo che studiava nell’istituto Y mi confidò di sapere com’era andata veramente la storia. Gliel’aveva detta un suo amico che era nei pressi dei bagni quando è avvenuto il fattaccio: la bidella, andando nei bagni maschili sentì provenire da una porta ansimi e sospiri, quindi bussò ma, non ricevendo risposta, spalancò la porta ritrovandosi lui con i pantaloni calati e lei intenta a fargli una fellazio. Scoppiò una bagarre, i due vennero trascinati in presidenza dove vemmero convocati i genitori e, mentre il padre di lei cercò di mettere il tutto a tacere  ed evitare lo scandalo, la ragazza si accasciò a terra. Venne ovviamente portata al pronto soccorso e li (come non si sa) si scoprì che il malore era stato causato dallo sperma ingerito durante la fellazio.

Due settimane dopo.
Alcuni ragazzi, tutti non frequentanti l’istituto Y ma con amici fidati lì iscritti, raccontarono al bar che in quella scuola, durante l’ora di lezione, una bidella, insospettita dalla porta chiusa da tempo di uno dei bagni dei maschi, decise di irrompere: aprì la porta e si ritrovò davanti entrambi i ragazzi mezzi vestiti, lui con il membro eretto e lei con un preservativo (altri dicono fazzoletto) in mano. Si scatenò il panico, la bidella urlò, chiamò professori e preside per poi far finire tutti in presidenza, dove al cospetto dei genitori ricevettero una grandissima cazziata con tanto di sospensione. Il padre di lei, (alcuni giurano fosse un professore, altri un preside, altri ancora un aspirante politico per poi passare a importante uomo d’affari e/o ricchissimo notaio) intervenne per mettere a tacere lo scandalo ma ormai era troppo tardi: tutti lo seppero e, quel che è peggio, la ragazza si sentì male; dopo essere visitata dai dottori si ipotizzò che avesse ingerito qualche sostanza indigesta, quindi si fece una lavanda gastrica e questa si scoprì essere sperma. Tutto ciò era ulteriormente confermato da un amico di un amico che faceva l’infermiere al pronto soccorso ed aveva visto tutto.

Un mese dopo.
Sulla bocca di tutti (e quando dico tutti intendo proprio tutti! Da studenti a lavoratori, da compaesani a non residenti in provincia, da ragazzini ad adulti e via dicendo…) girava questa storia:
All’ora xx:xx una bidella (“amica di un’amica di mia mamma” giurava qualcuno) notò che uno dei bagni dei maschi era chiuso da tempo. Non vedendo nessuno uscire intuì, un po’ dagli ansimi e un po’ dalle ombre sotto la porta, che c’erano due ragazzi chiusi dentro e decise prontamente di intervenire. La porta, forzata, cedette (…ma che forza aveva la bidella?) e la donna sgamò i due amanti nudi e avvinghiati, chi dice facendo sesso, chi dice che lei stesse praticando un rapporto orale. Scoppiò quindi un casino infernale, professori, bidelli e altri studenti accorsero per vedere cosa stesse succedendo finchè il preside non prese in mano la situazione: chiamò i genitori (“il fratello del mio collega ci ha lavorato insieme, è un prof”, “è il preside della scuola dove va il figlio di mia cugina”, “è uno dei candidati alle comunali/provinciali/regionali”, “ma si, è uno che gira in Ferrari”, “è uno pieno di soldi e forse mafioso”.. insomma di quel che ho sentito su tale persona potrei fare un elenco in un post a parte…) e decretò la sospensione/espulsione (ancora adesso chi giura l’una, chi giura l’altra) di entrambi i ragazzi. Mentre il padre cercava di salvare la situazione e di evitare la sospensione (“c’era lì la cugina di una collega di mio fratello che faceva all’epoca la segretaria, era proprio nell’ufficio a fianco e ha sentito tutto!!!”), la ragazza accusò un malore e venne portata al pronto soccorso dove, dopo una lavanda gastrica, i medici scoprirono che aveva ingoiato ben 33 cl di sperma.

Detto ciò lascio a voi ogni conclusione: se credere che sia possibile per un adolescente produrre 33 cl di sperma, se 33 cl sperma possono provocare un tale malessere da indurre dei medici a praticare una lavanda gastrica e se chi era lì (dimenticavo: ovviamente ognuno conosceva il dottore ed ognuno lo chiamava con nome e cognome diversi e a conferma di tutto c’era sempre un amico di qualche parente lì infermiere…) si fosse preso la briga di scoprire cosa fosse e di misurarne la quantità.
Vi dico solo che da allora sono passati più di 10 anni e, parlando con un mio coetaneo, ho scoperto che la storia non è caduta nel dimenticatoio. Certo, cambiano nomi e cognomi (siamo giunti a tre candidate al titolo “miss 33 cl”) che ovviamente appartengono a persone realmente esistenti, ma la leggenda sopravvive nel tempo arricchita di volta in volta da nuovi particolari. E chi lo sa dov’è la verità? Chi lo sa cos’accadde, cosa ci fu alla base di tutto? Quanto di quello che seppi io il primo giorno era vero? Quanto era già stato arricchito e inventato? Ma ancora di più: “sul serio 33 cl di sperma?” E da questa ultima domanda nasce il mio post poichè l’altra sera ho fatto una “googolata” su questo tema scoprendo che di “miss 33 cl” ce ne sono in tutto il nord d’Italia. Non è successo solo nelle scuole, ma in qualche caso anche in discoteca o ristorante e c’è una folta schiera di gente che sostiene di conoscere gente che la conosce, fornisce nomi e cognomi, luoghi, date e particolari confermati sempre da amici di amici. Quindi?
Aveva ragione Pirandello. Chi puo’ dire cosa sia vero? Chi può dire cosa capiti tra il signor Ponza, sua moglie e la signora Frola sua suocera? Nessuno, perchè ognuno vede la vita e la interpreta a modo suo fornendo non una verità ma centomila verità.. quella che per ognuno è. Ma forse in tutto ciò un qualcosa di reale c’è: i nomi e cognomi delle persone coinvolte, delle candidate di cui prima. Ragazze che, ancora adesso, si portano dietro una fama forse immeritata.

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