Cinque libri per la rabbia

La dura lotta per placare l’animo esagitato di mio figlio quando mette piede alla materna sta proseguendo con alti e bassi: a volte è entusiasta e partecipe, altre insofferente e spesso la giornata si conclude con “ho picchiato tizio perché mi ha fatto…” seguito da motivi che a volte sembrano leciti ma che comunque potrebbero portare a soluzioni più pacifiche di uno spintone o un calcio.

E dato che ultimamente siamo diventati amanti dei libri (lo slot 21.00-21.30 è tutto dedicato alle favole della buonanotte), abbiamo pensato di ampliare la nostra piccola biblioteca con

Cinque libri per la rabbia

Premessa: i bambini si arrabbiano. 

Ed etichettarli come “cattivi” o “buoni” a seconda di quante volte lo facciano non ci è proprio utile.

La rabbia c’è e ci accompagnerà per buona parte della vita (con buona pace dei santoni che predicano pace e serenità incondizionata per tutti gli esseri viventi*), l’unica possibilità è imparare ad approcciarsi in maniera differente…

Che se a volte è difficile per noi adulti, figuratevi per un bambino di quattro anni.

*[che me lo dicano dopo aver dormito nel vercellese, d’estate, con finestre aperte, senza zanzariere e Autan… ]

Così, mentre abbiamo di nuovo a che fare con un’insegnante che ci pone le cose con una certa tragicità ed un’altra ch invece ci rassicura che Nano non sta facendo niente di fuori dall’ordinario (quest’anno, rispetto l’anno scorso abbiamo altri bimbi “monelli”, quindi più mamme col profilo basso), stiamo lavorando sul gestire questo sentimento scomodo e a trovare un modo per farlo defluire senza arrivare ad alzare le mani.

I cinque libri per imparare a gestire la rabbia

Non si morde Anna (di Kathleen Amant)

Non Si Morde Anna

Anche se sarebbe caduto a pennello l’anno scorso (per chi si fosse perso l’avventura, clicchi qui), lo abbiamo comunque preso per concentrarci sulle reazioni sbagliate: Anna ha ben venti denti coi quali morde la mela, la pera, che vengono curati bene con spazzolino e dentifricio… ma che a volte finiscono per mordere il fratellino. Senza colpevolizzare ma in maniera ferma si affronta il tema dei morse e delle loro conseguenze.

Non si picchia Anna (di Kathleen Amant)

Non si picchia AnnaIl tema caldo di quest’anno: spinte, pugni e tecniche di kung fu miste a karate. Che Nano precisa sempre essere sono una reazione ad un torto o ad altre mani “volanti” ma, come il papà dice ad Anna, non si fa’: è meglio calmarsi in altri modi e parlarne con mamma, papà o la maestra.

 

La rabbia dei borbi (Olimpia Ruiz di Altamirano)

la rabbia dei borbiDisegni molto semplici, tanto colore e la tenerezza di queste piccole nuvolette senza naso né orecchie (mio figlio ha già questionato sul come possano sentirsi tra di loro) che adorano i palloncini colorati e che hanno un bel problema: quando si arrabbiano tirano fuori le spine e BANG! Addio palloncini. Come fare, visto che i Borbi si arrabbiano per qualsiasi cosa?
Passaggio molto importante, che da’ un punto in più al libro, è il momento in cui queste nuvolette, per salvare i loro amati palloncini, provano a reprimere la rabbia: i Borbi così rischiano di esplodere!

Meno male che un piccolo borbo ha la soluzione: soffiare via la rabbia!

Utile non solo ai piccini ma anche ai grandi che leggeranno loro questa favola.

Il libro arrabbiato (di Cédric Ramadier e Vincent Bourgeau)

Il libro arrabbiatoPer andare a monte del problema, parliamo proprio della rabbia. Come? Con un libro molto arrabbiato che un piccolo topolino cercherà di calmare. Molto tenero e di facile lettura anche per i più piccoli, ha conquistato il cuore di Nano che si diverte a fare un po’ la parte del topolino ed un po’ la parte del libro. Secondo me aiuta molto a riconoscere le fasi della rabbia ed è di facile immedesimazione.

Spoiler: alla fine il libro, una volta calmato, diventa bello giallo.

Che rabbia! (di Mireille Allancé)

Che rabbia!Un must sull’argomento: al piccolo Roberto non ne è andata una giusta e, tutto arrabbiato, viene invitato ad andare a calmarsi in cameretta. Ma cos’è questa cosa che vuole uscire a tutti i costi dalla bocca? Un mostro rosso come metafora della rabbia che fa combinare un sacco di disastri… ma che il piccolo protagonista sarà in grado di rendere inoffensivo man mano che si calmerà.

Spoiler: cinque libri per la rabbia però non fanno miracoli.

Serve, as usual, una dose immane di pazienza nel ripetere i concetti, leggere e rileggere aiutando il bambino a riflettere su quanto ha appena sentito (mentre tu crolli dal sonno).

Serve soprattutto quando ti trovi davanti a dei casi senza speranza di perfect-mom o di mather-italica che rimpiange le ginocchia sui ceci, quando arriva l’ennesimo esperto improvvisato che non conosce minimamente tuo figlio ma che deve comunque esprimere le sue nefaste previsioni o quando la maestra ti manda dallo psicologo infantile perché lei ha esaurito le idee su come tenerlo a bada.

Ma a quel punto, noi genitori abbiamo già imparato dai borbi cosa fare.

Pronti? 3, 2, 1… Ffffffffffffffffffffffff!

 

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