Sull’eterno dilemma dell’amicizia tra uomo e donna

Chiedo scusa per quanto leggerete nelle prossime righe, ma ci tengo a spiegarvi bene il contesto nel quale è nata la questione di cui sopra.

Come molti di voi, credo, quando mi ritiro in meditazione, libero il marcio che c’è in me, espleto le mie funzioni corporali “pesanti” vabbé, siamo onesti, quando faccio la cacca (e levatevi di dosso quest’espressione da madonne dello Stilnovo che come cago io cagate pure voi) ho bisogno di leggere qualcosa di “stimolante”. Per stimolante intendo una lettura easy, qualcosa che non mi distragga troppo dall’obiettivo principale e che non mi faccia occupare il bagno per troppo tempo (in casa ne abbiamo tre ma tutti vogliono andare nel medesimo, cioè quello più isolato), possibilmente divertente e non troppo appassionante.
Per dire, nel mio caso la settimana enigmistica andrebbe bene ma se trovo i cruciverba già fatti devo ricorrere ad altro ed è qui che devo fare un secondo excursus per ringraziare mia sorella, la quale, ogni volta che affronta un viaggio con Trenitalia, si munisce di Cosmopolitan e poi ce lo caga li, dov’è giusto che sia: sul davanzale del bagno, per non farci incorrere nella Marcuzzi e nel suo bifidus.

Ma torniamo a noi.

Saltando le pagine della pubblicità (non ho contato ma credo costituiscano un quarto di giornale), quelle in cui si propinano mise indossabili da larga parte dell’universo femminile, gli “utilissimi” consigli HOT, le interviste a fighe cosmiche (che concludono con un finto-perbenista “anche tu puoi essere figa se ci credi!!!”) o a gnocchi stratosferici (che ci illudono con frasi tipo “no ma per me in una donna è più importante il carattere che il culo a mandolino, se poi anche lei crede nel feng-shui la sposo”), i consigli pompa-autostima ed i diktat su cosa fa dimagrire e drenare la cellulite (sempre cose che sembrano uscite dalla scuola di magia di Hogwarts, tipo tisane di frutti rari che arrivano dall’altra perte dell’universo, impacchi di guano di scimmie urlatrici o bava di qualche gasteropode in via d’estinzione…), ecco che inciampo in un dilemma sociale che ha fatto la fortuna di migliaia di redattori in crisi su come riempire il numero della loro cosmo-rivista: ma l’amicizia tra uomo e donna può esistere?

L’articolista ci impiega si e no tre pagine a darci una risposta che in fin dei conti proprio risposta non è, infilandoci dentro il parere di sessuologi, psichiatri, psicologi, medici, sociologi e degli immancabili life-coach (che se dovessi fare il conto io di quante volte l’ho fatto a gratis, per pura filantropia, ora potrei vivere di rendita), nonché riempiendo gli eventuali buchi d’ispirazione con foto di manzi glabri e palestrati o di gnocche imperiali vestite di solo un baby doll e di un finto broncio. Io ci impiego solo due caratteri in grassetto:

NO

Fatevene una ragione, non si può fare. Ed il motivo è talmente banale, pleonastico, populista e nazionalpopolare che potrebbe finire in una canzone degli 883. Ah, no, c’è già finita, è questa qui.
La verità (oddio non ci credo che lo sto per scrivere) è che agli uomini PIACE BATTERLA e alle donne PIACE FARSELA BATTERE. Loro sono XY, noi siamo XX. Loro hanno un pene, due testicoli e dei dosaggi diversi di ormoni rispetto a noi che abbiamo una vagina e due ovaie. Non è colpa di nessuno, è la natura che ha scelto così, siamo fatti per accoppiarci (che la vostra pudicità ve lo permetta o meno) al solo scopo di protrarre la specie per qualche migliaio di anni, invasioni aliene permettendo.
Tutto il resto lo abbiamo aggiunto noi di contorno con la religione, la morale, le canzoni degli 883 ed i libri di Fabio Volo.

Quindi se volete frequentare un uomo che nemmeno per un secondo faccia un pensiero sulle vostre tette cercatevi un CHERUBINO, un EUNUCO o qualcuno che vi reputi INCHIAVABILI perché altrimenti dovrete far pace col pensiero che anche l’amico più caro che avete è stato, almeno una volta nella vita, sfiorato dal pensiero di una sveltina con voi. Questo chiaramente non costringe qualsiasi vostra conoscenza maschile o femminile a saltarvi addosso, alle volte, come dicevo, è uno sfuggevole “ma è una terza sincera o c’è l’imbottitura?“, altre è più un pensiero fisso come “è inutile, un culo che parla così ce l’ha solo lei“, altre ancora non è nemmeno più una questione estetica perché “..io di ragazzi così ne conosco, ma solo lui è così solare, tranquillo.. capisci, è proprio bello dentro!” mentre, in altri casi, diventa direttamente “ti amo“/”mi sei sempre piaciuta“. Direi che fin quando non si supera la seconda casistica siamo abbastanza salvi. Oltre iniziano i veri problemi, cioè quando soprattutto la molto meno contorta mente maschile inizia a fare 2+2 e cerca di capire il senso di uscire continuamente da soli, abbracci, braccetti, sms a qualsiasi ora della notte, chattate e struggenti telefonate in cui sembra che solo lui, l’amico, possa renderle la vita migliore (non che poi non capiti anche alle ragazze, ma noi siamo più inclini a credere a questa cosa del lui-per-me-è-come-un-fratello).

Ecco perché prima o poi, a forza di andare avanti così, si giunge ad un’inaspettata (ma poi davvero proprio così inaspettata?) dichiarazione con conseguente disperata ricerca di un varco dimensionale in cui lanciarsi per sparire il prima possibile.

Detto ciò, siamo quindi eternamente condannati ad un’eterna dicotomia uomo-donna? Facciamo che uscire maschi con maschi, femmine con femmine e se si esce misti che però si sia tutti a coppie?
No.

[Anche perché la vita (e Real Time soprattutto) ci insegnano che anche se si esce a coppie il cornone è dietro l’angolo. Come il mio post sul programma Alta Infedeltà].

Un amico del sesso opposto è una risorsa indispensabile perché è un altro parere, un altro punto di vista su noi, su come siamo, come appare il nostro genere al loro, modi diversi di affrontare situazioni e, specie nel caso dell’amico maschio, un punto d’osservazione decisamente meno segaiolo del nostro. Quindi si, si può fare ma previa posa di sani, imprescindibili PALETTI da non superare.
Per dire, chiacchierata-sfogo va bene, ma non un continuo sentirsi per parlare esclusivamente male del proprio partner; aperitivo per ragguagliarsi sulle proprie novità ok, ma uscire sempre in due e fare tutto insieme non proprio; l’abbraccio è un gesto bellissimo che manifesta affetto nei casi consoni, la ricerca del contatto fisico continuo lascia intendere altro; i complimenti fanno piacere ed un buon amico te ne fa per tirarti su, per congratularsi di qualcosa.. ma, proprio perché ti è amico, fa anche critiche, si arrabbia se fai cazzate, ti da anche contro; quando invece è solo un’unica e continua lode farà si bene all’autostima ma due domante te le dovrai pur porre, no?

Poi per la carità, i sentimenti nascono lo stesso in barba alle possibilità di coronare il proprio sogno d’amore, ma se non altro così si riesce ad evitare che una ferita vada in cancrena.

Ritrovandosi poi con la solita, fastidiosa, frustrante scopa nel c*lo.

 

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