Ten Shin: il tempio di meditazione zen a Napoli

Il lavoro, gli impegni quotidiani, la frenesia e a volte anche l’isteria, diventano padroni delle ore che trascorriamo come trottole tra casa e lavoro.
Poi ci sono loro, luoghi che si prendono cura del corpo e dell’anima delle persone: oasi in un deserto arido che contraddistingue le nostre giornate, tra questi Ten Shin, un tempio di meditazione zen nel cuore di Napoli.

Abbiamo intervistato i due fondatori del tempio Taiku e Myoei per toccare con mano la loro realtà.

 

Ciao Taiku e Myoei, vi va di parlarci di Ten Shin e delle sue attività?

Certamente, con vero piacere vi parliamo del Ten Shin!

Il Ten Shin ha cominciato la sua attività nel lontano 2002, iniziando con una diffusione che potremmo dire itinerante della pratica Zen e della calligrafia orientale Shodō. Utilizziamo il termine itinerante, in quanto fino a qualche anno fa non avevamo una sede stabile e praticavamo la meditazione un po’ dove potevamo, ospiti di altre associazioni, oppure invitati per delle dimostrazioni.
Fino al 2010, in realtà, non era costituita nemmeno l’Associazione, fondata proprio in quell’anno con atto notarile e denominata Ten Shin – Cuore di Cielo Puro con lo scopo di diffondere la pratica della meditazione Zen e delle arti ad essa collegate, soprattutto arti tradizionali giapponesi.

Nel 2015 abbiamo acquisito uno spazio da adibire a sede di pratica.
A questo punto, abbiamo deciso di aprire ad una visione più ampia, con altre discipline che tendessero al medesimo obiettivo, anche se con strade diverse ma convergenti. Ecco che abbiamo inserito corsi di Yoga, Karate, Tai Chi, Reiki, e Shiatsu. Il Ten Shin dallo scorso anno è anche Scuola di Lingua e Cultura giapponese.

Ten Shin è quindi un luogo dello spirito, dove si pratica la meditazione, la ricerca di sé e la bellezza.

Nella descrizione delle attività proposte, si legge “arti dello spirito e arti del budo”? Quali sono i vantaggi di approccio a queste due discipline?

Per “arti dello spirito” s’intendono quelle discipline attraverso le quali è possibile realizzare un vero e proprio percorso trasformativo di sé attraverso la pratica.
Possiamo annoverare tra le arti dello spirito la Meditazione Zen che, praticata con regolarità, porta tantissimi benefici soprattutto a chi vive in città ed è costretto ad affrontare ritmi frenetici, ma anche la lo Shodo – antica arte Zen della calligrafia e altre discipline del benessere del corpo e dello spirito come lo Yoga, i trattamenti Shiatsu e Reiki.

Per “arti del budo” praticate al Ten Shin, s’intendono il Karate- do, il Taiji, e lo Iaido. Prima di tutto, è doveroso chiarire il termine “Budo”. In Giappone con Bu-Do si intende la Via del guerriero, quindi le arti marziali tradizionali. Non volendo fare in questo momento una dissertazione storica sul perché e come, possiamo semplicemente dire che da arti per il semplice combattimento, le arti marziali sono in realtà, per il loro substrato culturale, arti del miglioramento personale sia in termini fisici che spirituali. Queste discipline sono utilissime per le persone di tutte le età dai bambini a patire dai 6 anni, fino agli adulti. Aiutano a migliorare il carattere, ad affrontare i momenti di stress a diventare forti e determinati.

Fatta questa breve premessa, i vantaggi sono veramente tantissimi. Alcuni sono interiori, come ad esempio un migliore rapporto con se stessi, una maggiore sicurezza nell’affrontare la quotidianità, la capacità di osservare con maggiore profondità, sono solo alcune. Ma anche il miglioramento dello stato generale di salute e di benessere, rientrano tra i benefici che si ottengono con la pratica costante.

Addirittura ci sentiremmo di dire che la differenza è solo nell’approccio esteriore tra “arti dello spirito e arti del budo”, ma nella sostanza l’obiettivo delle due è il medesimo. Intendiamoci, le une non sono mai completamente separate dalle altre.

Al Ten Shin, si prende nelle proprie mani tutta l’esistenza che in fondo è spirituale, non c’è una parte spirituale ed una parte che non lo è, l’approccio è quindi olistico, consideriamo la persona nella sua totalità.

A proposito di Shodō, in che modo la calligrafia orientale rientra tra le arti dello spirito?

La calligrafia, come tantissime discipline orientali, un tempo erano appannaggio dei monasteri, allo stesso modo di come avveniva in occidente con i monaci amanuensi.
La calligrafia orientale è un’arte attraverso la quale si coltiva se stessi; coltivando se stessi si conosce la relazione tra corpo mente e cuore e si affina la propria sensibilità e la propria capacità intuitiva, in questo è arte dello spirito.

Sho-dō significa Via della Scrittura, quindi un percorso di conoscenza attraverso la scrittura. Infatti, un’opera di shodō riflette, in modo sublime, nel foglio di carta e nel tratto dipinto, quello che il praticante è in quel preciso momento della sua vita. Praticare lo Shodō significa quindi coltivare il Ki (la propria energia interiore), significa perfezionare alcune qualità fisiche e morali come l’autostima, il coraggio, la disciplina, la costanza, la forza.

Praticando costantemente è necessario far lavorare insieme mente e corpo poiché la relazione del corpo con la mente è estremamente profonda. In pratica, la mente, ovvero lo spirito, controlla il pennello che potremmo dire essere un prolungamento del corpo. Il ritmo della scrittura, si riflette nel movimento dinamico del pennello e perché sia fluido è necessario che oltre alla sapienza della tecnica ci sia anche una perfetta conoscenza del proprio corpo; è necessario saper dosare forza e leggerezza. Questa conoscenza non è mai raggiunta una volta per tutte perché siamo in continuo mutamento.

La capacità di controllare il gesto calligrafico, nel produrre un’opera unica e irripetibile, richiede una grande serenità interiore e una capacità di abbandono al gesto calligrafico. Il ricordo che tutto è impermanenza, una delle quattro nobili verità insegnate dal Buddha, è pienamente riconoscibile in questo.
Una volta compiuta l’opera, è fatta, senza possibilità alcuna di correggere. Qualora decidessi di rifarla, sarà un’altra opera completamente nuova e completamente diversa dalla precedente. L’opera rispecchia sempre, senza alcuna possibilità di inganno, quello che in quel momento è nel nostro animo. Se lo spirito è in pace, l’opera lo evidenzierà senza ombra alcuna. La massima concentrazione, il corretto uso del corpo, la capacità di “sentire” il momento in cui dentro di noi si crea il “vuoto”, quello della totale presenza mentale, ed ecco che si crea un’opera d’arte.

Molti famosi calligrafi del passato erano, per l’appunto, Maestri Zen e di Arti Marziali e praticavano lo Shodō con regolarità.
In epoca più recente, questa forma d’arte è divenuta, fortunatamente, appannaggio di tutti, insieme all’ikebana, alla cerimonia del tè e a tante altre.

 

Come accompagnate i vostri allievi nel percorso scelto?

Questa è una bella domanda.

Ogni percorso ha un modo di condurre i praticanti verso la propria meta, e ogni praticante necessita di un accompagnamento diverso. Facciamo un esempio molto semplice: nella pratica della meditazione ognuno inizia la pratica per uno scopo ben preciso, ma questo potrebbe ovviamente essere valido anche per il karate o qualsiasi altra disciplina. Sarebbe impossibile creare delle sessioni personalizzate, la pratica si fa tutti insieme ma gli allievi sono seguiti singolarmente, ognuno secondo le proprie capacità ed il proprio percorso personale.

Il nostro concetto è quello di indicare la luna, facendo comprendere che non bisogna soffermarsi a osservare il dito che indica la luna, ma girare il capo. In questo percorso noi ci poniamo come punto di riferimento e consiglio per le difficoltà che ognuno incontra nel proprio percorso verso la “propria” Luna. Alla fine risulta essere la stessa Luna per tutti, solo che fino ad allora ognuno ne guardava un punto diverso e non tutta nel suo insieme.

Nonostante lo Zen sia una pratica antichissima, è profondamente moderna, possiamo dire che lo Zen è una pratica che aiuta le persone a contestualizzare la propria vita e quello che sta accadendo, aiuta a relazionarsi con gli altri e con tutto l’universo.

Qual è l’approccio di chi vi conosce per la prima volta? C’è indecisione prima di intraprendere un percorso?

Spesso le persone arrivano incuriosite, perché hanno sentito parlare della meditazione attraverso i media e quindi vogliono provare. Più spesso hanno già un’idea oppure hanno già sperimentato altri tipi di meditazione e vogliono approfondire.
Va detto che le pratiche che proponiamo, soprattutto la pratica Zen che ne rappresenta per noi il fondamento, è rivolta a tutti; la pratica si rivolge all’essere umano in generale. Ecco perché capita spesso che le persone praticano la Meditazione Zen insieme ad altre discipline, come lo Shodō, lo Shiatsu, lo Yoga o il Karate.

Come accoglie la città di Napoli la vostra attività?

La città di Napoli è abbastanza ricettiva, la ricerca di consapevolezza e di equilibrio interiore è intrinseca all’uomo e In questi anni abbiamo avuto il piacere di praticare insieme a tante persone.

In generale, per le persone, il piacere di fermarsi un momento, il sapere di trovare uno spazio privilegiato durante la settimana, rappresenta un fortissimo richiamo. Infatti, spesso siamo così presi dagli accadimenti che non sappiamo bene quello che stiamo facendo e la vita che stiamo vivendo. Ecco che lo Zen viene in aiuto proponendosi come percorso di consapevolezza. In questo percorso, fortunatamente, il Ten Shin offre sempre il sostegno di una guida e quello di un “sangha”, ovvero dei compagni di pratica che sostengono con noi la determinazione a continuare il percorso scelto.

Quale atmosfera si respira “dentro” Ten Shin?
Ten Shin è un luogo aperto, vibrante, un luogo di pace e armonia, dove chiunque può venire per conoscere più a fondo se stesso ed entrare in relazione con altre persone, senza differenza di età, sesso tradizioni e cultura.

Da quello che ci dicono le persone che frequentano il Ten Shin con regolarità, è emerso quanto sia importante per un allievo sapere di avere uno spazio nel quale è possibile andare e fermarsi a praticare, il silenzio nel caso dello zen, la scrittura come arte e bellezza, nel caso dello Shodō, la cura del corpo o la pratica marziale, non c’è differenza. Sapere di poter trovare, sempre, uno spazio e delle persone, insegnanti e compagni di pratica con cui poter condividere un percorso di crescita è una grande opportunità.

spazi centro zen ten shin napoli

Volete fare un invito ai lettori di Pianeta Donna di Napoli e dintorni?

Siamo nella meravigliosa città di Napoli nel quartiere Fuorigrotta.
L’invito che possiamo rivolgere ai lettori di Pianeta Donna di Napoli e dintorni è sicuramente quello di venirci a trovare, anche solo per conoscere il Ten Shin e poter fare due chiacchiere gustando una calda tazza di tè.
Poi, se hanno piacere, possono provare una o più delle nostre attività.
Quindi, venite a trovarci, vi aspettiamo!

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