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Roberto Binetti e Pacho escono con “TEMPO”, il loro nuovo lavoro.

Roberto Binetti e Pacho escono con “TEMPO”, il loro nuovo lavoro.


Piacere di conoscerti Pacho.  La tua musica è legata anche a qualche concezione filosofica o religiosa?

Ciao, piacere mio. No, non vi è nessuna concezione religiosa o altro. Sono un libero pensatore! 

I tuoi suoni su tutto il nuovo cd “Tempo” che hai realizzato con Roberto Binetti sono davvero belli e definiti. Hai usato degli strumenti particolari?

Grazie. Ho usato veramente tanti strumenti a percussione , dal LOG DRUM africano, le CONGAS (cuba) , BERIMBAU (brasile) ,BATTERIA (America), WATER DRUMS (Africa), GONG (Cina , Giappone, Indonesia) , tantissimi bird calls , per riprodurre la foresta e la città, l’acqua,  piccoli strumenti come CAXIXI, GANZA,SONAGLIERE, SHAKER,WATER GONG, CREPITACOLI SONORI e molto altro. Si può dire che nel disco ci sono i suoni del mondo.

Hai usato piccoli trucchi di studio per qualche brano?

Nessun trucco! La foresta è stata realizzata con 43 over dubs di bird calls (solitamente usati dai cacciatori) , la grande città ha subito lo stesso trattamento utilizzando suoni metallici , gli unici campionamenti sono presenti in nuovi orizzonti ( i barriti degli elefanti ed i clacson ) ,  questo non è un trucco ma una normale procedura creativa,  portare un elefante in studio è  difficile!!  Tutto il resto è suonato da me con le mie mani, i miei piedi ed il mio cuore.

Ci sono dei pezzi recitati da te Pacho, se non erro nel cd.  Vuoi spiegarci un po’ la trama del tuo recitato?

Si, volentieri! Quando ho concepito la suite stavo attraversando un momento difficilissimo della mia vita privata, le parole sono servite ad esorcizzare il dolore lancinante che attraversava la mia anima, avevo bisogno di purificarmi e quindi è uscito lo schema occidentale legato al percorso tipico della psicanalisi : passato =malessere , presente =individuazione del problema, futuro =guarigione e quindi rinascita.

In quali paesi del mondo è più facile trovare degli spazi per il genere di percussioni che pratichi?

Domanda interessante! Se pensi che in ogni angolo del mondo vi è un tamburo, le  percussioni le puoi collocare in qualsiasi posto e dimensione , se  invece vuoi conoscere il retro pensiero ; il punto di partenza è l’africa , da qui discendono le 2 scuole (brasiliana e cubana) che sono differenti  per visione ritmica e sonorità. Poi c’è tutto il continente medio orientale ed asiatico, quella che un tempo era la Persia , infine c’è la scuola europea , legata  alla musica classica ( soprattutto al 900 ) dove le percussioni sono passate da un ruolo di accompagnamento ad un ruolo solistico  , la scuola americana contempla maggiormente la batteria , che è un insieme di strumenti a percussione di provenienza europea , suonati con la concezione africana dagli schiavi deportati, come vedi è un cerchio che si autoalimenta, il ritmo è circolare! Non escludo nemmeno il rock , per quanto mi riguarda è una importante fonte di ispirazione  quanto le altre musiche. 

Come avete pensato di unire i vostri generi che tutto farebbero pensare tranne che, unendoli tra loro creassero un suono entusiasmante e carismatico?

Nasce dalla comunicazione , spesso  accade che ogni artista ha il suo mondo sonoro e mentale, si muove dentro quei confini e da essi non esce. Roberto ed Io invece ci siamo ascoltati , la domanda era : come possiamo far parlare le percussioni e dare luce con le tastiere?  La suite inizialmente era composta da percussioni e voci , fu ideata e composta da me 18 anni fa! Per tutti questo tempo  è rimasta li a sedimentare, trovandola incompleta ogni volta che la riascoltavo una sera ho telefonato a Roberto  dicendogli: Amico mio! Ho questa cosa ma va completata, cosa puoi fare tu? Lui ha ascoltato , ha preso i file con le percussioni ed è sparito per un mese , senza proferire parola! Dopo un lungo periodo  mi ha chiamato dicendomi: L’HO FATTO!!!! Il suo lavoro è eccellente, ha dato spazio , colore , luci ed ombre esattamente come io volevo.  Abbiamo quindi deciso di “estendere” il disco realizzando 3 nuove song  che vanno a completare il cd TEMPO.

Contenti di fare anche la tua conoscenza Roberto, lascio però a te l’enigma di parlarmi di che tipo di genere musicale pensate di aver contribuito a creare.

La nostra musica nasce dal nostro vissuto e dalle nostre passioni, dunque Tempo è come un grande contenitore delle note che sono più vicine a noi.  Non parlerei di un genere musicale definito, la musica è contaminazione, è unire stili diversi e epoche diverse, è inventare, è  sperimentare, è osare anche, è un processo creativo dove ti metti in gioco per scoprire fin dove puoi arrivare.  Forse possiamo definire la musica di Tempo come Musica del Viaggio, nel senso che ognuno di noi vive il proprio viaggio.

Pianoforte e percussioni….ma i suoni elettronici?

. Ma questa è una spiegazione incompleta, in realtà le mie tastiere sono anche ritmiche e le percussioni di Pacho sono anche armoniche, dunque il pianoforte e le percussioni formano una base di partenza ideale per creare dei paesaggi sonori… e l’elettronica?  I suoni dei synth sono il naturale prolungamento del pianoforte, servono per dare forza a determinate parti armoniche o melodiche, a creare nuovi piani sonori e nuovi intrecci ritmici, rappresentano la modernità e permettono di giocare ancora di più con i chiari/scuri della partitura, di sorprendere l’ascoltatore con la loro irruenza o la loro dolcezza.

Cosa sta a significare per voi inserire anche la musica elettronica?

In realtà più che di musica elettronica parlerei di suoni elettronici, in quanto tutto quello che si può ascoltare nel cd è stato realmente suonato da me e a Pacho, dunque quelle determinate sonorità elettroniche ci hanno permesso una interpretazione più libera delle nostre idee musicali.

La vostra collaborazione è nuova?

Con Pacho suonavamo già insieme negli anni 90, poi i nostri percorsi hanno preso strade diverse ma evidentemente esiste un Karma delle Note che ad un certo punto ha deciso che dovessimo riincontrarci!

Ti lasciamo libera parola per parlarci di “Tempo”.

Nella vita di oggi c’è molta frenesia (in occidente ancor di più) , l’invito è quello di fermarsi e prendere del tempo per se stessi, siamo sempre rimasti affascinati dalla filosofia Greca, il tempo come meditazione, costruzione del pensiero, riflessione, bellezza , amore come ideale alto . Ovviamente nel mondo moderno è una utopia , ma questo non impedisce ad ognuno di trovare un momento della vita in cui ci  si guarda dentro.  “Tempo” è un viaggio, un sogno, un modo per dire: non correre, non fare tutto di fretta, fermati, prendi il tuo Tempo.

Il concetto intrinseco che unisce i 18 brani?

Un viaggio, un percorso, ascoltarsi e aprirsi alle sollecitazioni, vivere, cambiare, mettersi in gioco, osare, cogliere ed assaporare il momento, guardarsi dentro e capire il proprio Tempo.

Pensate di distribuirlo anche all’estero?

Il disco è distribuito da Egea Music e si può già trovare anche all’estero, ad esempio sui siti esteri di Amazon.  Sarebbe fantastico organizzare un tour di presentazione anche all’estero e per questo ci stiamo muovendo.

Seguirà anche un tour di presentazione?  Avete già delle date?

Le date sono in continuo divenire, attualmente sono confermate il 16 sett a Milano allo Spirit de Milan, il 22 sett a Brugherio al Masnada, il 30 sett a Bologna al Bravo Caffè, il 20 ott a Cremona e il 27 ott a Milano al Garage Moulinski. Sulle nostre pagine facebook si possono trovare gli aggiornamenti ai nostri eventi.

https://youtu.be/GJGe4kv8cEA

Grazie della vostra disponibilità.

Grazie a voi.

Siamo pronti a seguirvi nel vostro “Viaggio”. Complimenti!

La redazione

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