Achiote

Pianta arbustiva che deve il suo nome all’antica lingua Nàhuati, il linguaggio degli Aztechi. Si parla di un sempreverde diffuso nei clima tropicali e coltivato in Messico, in Argentina, in Brasile, in grado di raggiungere anche i 10 metri di altezza, ha delle foglie ovali o cuoriformi, caratterizzate da nervature rossastre. Dai fiori a 5 petali, di colore bianco o rosato, nel periodo della maturazione si ottiene un frutto: nello specifico una capsula ricoperta da spine lisce, di colore rossastro e raggruppata in grappoli. All’interno della capsula ci sono una cinquantina di semi carnosi avvolti da una polpa rossa. I responsabili del colore rosso sono i carotenoidi (gruppo di pigmenti organici) presenti tra i principi attivi, quali la bixina che può ottenere il 7% della massa del seme. Quando i semi sono maturi, in molti casi, vengono miscelati con altre spezie e macinati per poi diventare la famosa pasta di achiote, aroma tipico della cucina messicana. Nelle zone caraibiche si usano le foglie, i fiori e la radice, grazie alle proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, diuretiche, depurative, e antidiarroiche. I semi servono per trattare i stati febbrili, dissenteria, emorroidi, scottature e i disturbi urinari. I guaritori dell’Amazzonica Peruviana spremono il succo ottenuto dalle foglie verdi, per curare le infezioni agli occhi. In Italia è difficile trovare i semi interi, più facile reperire in commercio, anche online, la polvere di annatto (spezia) o la pasta di achiote, racchiuse in vasetti di vetro.  

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